 Enzo Farinella di Irlandiani.com insieme al Ministro degli Esteri irlandese Dermot Ahern (foto). L'Irlandiano Enzo Farinella regista incontrastato di numerosissime imprese taglia un'altro traguardo. Grandissimo tessitore mago delle relazioni pubbliche conquista un'altra vetta. Il Ministro degli Esteri irlandese, Dermot Ahern, sarà a Bobbio (Piacenza), città gemella di Navan e Bangor, venerdì, 23 novembre, quando riceverà la Cittadinanza Onoraria della cittadina sul Trebbia, in occasione della festa di San Colombano, monaco irlandese e grande europeista per il suo tempo. “Per il contributo dato all’UE, ottenendo consenso tra gli Stati-membro a favore della Costituzione Europea, durante la Presidenza irlandese del 2004 e per il lavoro svolto a favore della pace nel Nord Irlanda”, ideali che San Colombano avrebbe cvondiviso, si legge nella motivazione di questa onorificenza per un irlandese che lavora instancabilmente a favore della pace. Il Ministro Ahern è appena rientrato dal Ciad e dal Sudan, dove ha cercato di intavolare trattative di pace negli incontri avuti con i leaders dei due Paesi, insieme a quelli delle Organizzazioni umanitarie, e verificato le condizioni per un possibile invio di una Forza dell’Unione Europea nel Ciad orientale, che dovrebbe comprendere un contingente di 400 solodati. Ieri il Ministro Ahern ha riferito sulla visita ai colleghi europei in una riunione tenuta a Bruxelles ed ha fatto anche il punto sulla situazione nei Balcani e sul problema del Kossovo, dove è stato la settimana scorsa. La Cittadinanza Onoraria verrà conferita al Ministro degli Esteri irlandese dal Sindaco di Bobbio, Roberto Pasquali. Come si ricorderà San Colombano è il Protettore di Bobbio. Questo monaco irlandese e' partito dal porticciolo di Bangor, nell’Irlanda del Nord, per Bobbio, dove ancora oggi riposa fin dal giorno della sua morte, avvenuta il 23 novembre del 615, quasi 1.400 anni fà. Egli attraversò Inghilterra e Cornovaglia, giungendo in Bretagna. Passò dalle provincie settentrionali della Gallia, scendendo lungo la Mosella. Lavorò nell’Oberland e nel cantone di Uri, nel cuore della Svizzera; poi passò da Costanza e Bregenz, in Austria e da Milano, da Pavia e Piacenza prima di fermarsi, nella primavera del 613, su una collina accanto a Bobbio, vicino al fiume Lambro, di cui il poeta Redi scrisse: "bel colle cui bacia il Lambro il piede ed a cui Colombano il nome diede". Fu questa la sua ultima tappa dopo che il peregrinare in mezza Europa lo vide fondatore di monasteri e celebri “scrittorii”. In Italia, in un solo anno e mezzo, prima che la morte lo cogliesse nel novembre del 615, egli sarà un grande diplomatico presso la Corte Longobarda di Agilulfo e Teodolinda e fonderà il Cenobio e lo Scriptorium più famosi del tempo, a cui attingeranno secoli dopo, tra altri, il Petrarca, all’inizio del Rinascimento, e il Muratori dell’Illuminismo. Bobbio, crocevia naturale delle più importanti vie di comunicazioni in era medioevale, divenne con lui la capitale della cultura monastica e il fulcro, per molti secoli, di attività religiose e filosofiche, scientifiche ed artistiche, sociali ed economiche. Nell’Archivio Capitolare di Bobbio si scopriranno ben 150 manoscritti latini, anteriori al VII secolo, che hanno portato alla luce il De Re Publica di Cicerone, opere di Virgilio e Frontone, il Codice biblico K, solo per citarne alcuni. La maggior parte di tali codici si possono adesso ammirare nella Biblioteca Ambrosiana di Milano, in quella Reale di Torino, a Napoli e a Vienna, e in tutti è evidente l’influsso del mondo culturale celtico. Colombano si battè per i più deboli e scrisse a Papi e Re in difesa della dignità umana. A lui, quale strenuo difensore dell’inviolabile dignità della persona umana, si dovrebbe guardare per costruire un futuro europeo comune, partendo dalle origini cristiane della stessa Europa. E sarebbe più che giusto che lo si possa presto venerare anche come Santo Protettore d’Europa. Per questa ragione, Sean Brady, neo-Cardinale di Armagh e Primate di tutta l’Irlanda, ha dichiarato dinanzi al Santo Padre, a chiusura della visita dell’Episcopato irlandese ad Limina Apostolorum, il 28 ottobre 2006: “Santo Padre, alla luce della crescente perdita della memoria e del patrimonio cristiano dell’Europa, e richiamando il coraggio e la testimonianza di coloro che, come Colombano, hanno rivitalizzato quella memoria nel passato, la Chiesa in Irlanda Le chiede di considerare la nostra richiesta che San Colombano sia proclamato co-patrono d’Europa accanto a San Benedetto, San Cirillo e Metodio, Santa Caterina da Siena, Santa Brigida e Santa Teresa Benedetta della Croce. E’ dall’esempio di questi grandissimi testimoni che la gente d’Europa, usando le parole della Deus Caritas est, deve venire a conoscere e credere nell’amore di Dio”. Robert Schuman, padre della nuova Europa, già anni fa, salutava Colombano come l’unico patrono da invocare da parte di quanti sono impegnati nella costruzione della casa comune europea. Il contributo dato dai monaci irlandesi alle varie nazioni europee è enorme. Essi hanno portato valori perenni e speranza cristiana in un mondo decadente. E questo non è poco per una piccola nazione come l'Irlanda.Dermot Ahern avrebbe dovuto visitare anche l’Università di Pavia, dove esistono varie memorie di illustri irlandesiDungalo è il dotto ecclesiastico irlandese che, dopo aver collaborato con Alcuino alla corte di Carlo Magno ed aver conquistato la stima e la fiducia del sovrano, venne da questi inviato a Pavia (la capitale dei Longobardi e poi dei Franchi in Italia) a dirigere la locale Scuola Palatina; Scuola poi confermata dal re Lotario (con il capitolare di Corteolona del1’anno 825) come la più importante del Regno, alla quale dovevano accedere per gli studi superiori i giovani di Milano, Bergamo, Brescia, Novara, Lodi, Asti, Tortona, ecc.(“ln Pavia conveniant ad Dungalum”, come stabiliva il Capitolare). In questa Scuola, presieduta da Dungalo, 1’odierna Università di Pavia (ufficia1mente fondata nel 1361 e rimasta, fino a dopo la prima guerra mondiale, 1’unico ateneo per Milano e per 1’intera Lombardia) continua a riconoscere le proprie lontane origini (puntualmente ricordate ad ogni nuovo inizio di anno accademico ). In questo senso si può dire che un dotto irlandese si incontra ai primordi della sede universitaria pavese e dell’istruzione superiore del Regno d’Italia (ovviamente quello dell’alto medioevo). Un aspetto molto interessante è che Dungalo, al termine della sua attività di insegnamento, decise di ritirarsi a Bobbio presso il monastero del suo compatriota San Colombano, a1la cui biblioteca lasciò morendo i suoi libri (sono stati individuati una trentina di codici gia appartenuti a Dungalo). L’altro studioso irlandese, legato al1’Università di Pavia, è il reverendo John Lanigan (1758-1828), che vi tenne la cattedra di Storia sacra ed Ermeneutica biblica dal 1789 al 1796. Rientrato poi in patria, vi compilò gli Annales ecclesiastici Hiberniae e diresse la Biblioteca di Dublino. Nel 1925, in occasione de1le celebrazioni per gli undici secoli della Scuola sancita da Lotario, il Senato dell’Università Nazionale d’Irlanda ha promosso a ricordo di Giovanni Lanigan la co1locazione di una lapide, che tuttora si può ammirare nel cortile del Rettorato dell’Università di Pavia.
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