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DUBLINO: Francesco Dominoni incontra Paolo Bricco giornalista economico del Sole24Ore |
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Scritto da Claudia Aloisi
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 Paolo Bricco giornalista economico del Sole24Ore insieme a Francesco Dominoni direttore di Irlandiani.com Francesco Dominoni direttore e fondatore di Irlandiani.com incontra a Dublino Paolo Bricco giornalista economico del Il Sole24Ore. Il giornalista del del Sole24Ore ha contattato Dominoni tramite un collega dell'Avvenire. Paolo Bricco e' stato inviato dal suo giornale per vedere piu' da vicino il Trattato di Lisbona. Parlare con professori e con la gente comune. Per assaporare cosa succede in Irlanda. Cosa pensano gli irlandesi. Perche' c'e' il fronte del NO? Come mai c'e' una fetta d'Irlanda che e' Euroscettica? Dominoni ha fatto gli onori di casa. Visitando ed incontrando realta' diverse dell'ex Tigre Celtica. Palazzi vuoti. Tempo incerto. Manifestazioni di protesta. Traffico fermo. Segnale di una citta' che soffre. Dublino si rialza dopo una ubriacata di birra. Con un grande mal di testa. Non capisce dove e'. Dove deve andare. Tantissime case vuote. Stanno tutti scappando. Nelle periferie ci sono quartieri fantasma. Palazzi vuoti. Tutti segnali che l'Irlanda si sta giocando tutto. Chi e' Paolo Bricco? Nasce a Ivrea nel 1973. Laureato in scienze politiche a Torino con tesi in Storia economica. È giornalista economico per il gruppo editoriale "Il Sole-24 Ore". «Sono contento di aver incontrato una persona come Francesco» spiega il giornalista Paolo Bricco. Tra gli argomenti affrontati: Cattolici e Trattato di Lisbona. Cattolici e Trattato di Lisbona: le dichiarazione della Conferenza episcopale. Scritto da Maddalena D'Urso “Il trattato di Lisbona non mina la legale protezione in Irlanda del nascituro”. Questo è il concetto che più di tutti la Conferenza episcopale cattolica irlandese ci tiene a ribadire quando si pronuncia sul Trattato di Lisbona. Questa dichiarazione, fatta ieri sera, aggiunge anche che un cattolico può in buona coscienza votare si o no al prossimo referendum. La Commissione permanente della Conferenza episcopale irlandese ha ricordato l’importanza del Trattato di Lisbona per l’Irlanda, così come anche per la futura forma dell’Europa. Ammettono la difficoltà di avere tutti lo stesso punto di vista sulla questione, ma sottolineano l’importanza per i cristiani di conoscere il contenuto del Trattato. “E’ nostro dovere andare a votare e farlo con consapevolezza, conoscendo il contenuto e il valore di ciò che si vota,non solo per quanto riguarda il nostro tornaconto personale e del nostro gruppo, ma per il bene di tutti i cittadini e dell’intera comunità”. Questo è il punto di vista espresso dal portavoce della Commissione. Per i vescovi irlandesi, l’Europa non va considerata solo come un mercato comune, ma come una comunità di valori, per cui bisogna pretendere dai nostri rappresentati al Parlamento Europeo rispetto nei confronti dei nostri principi. A proposito del nascituro la Conferenza ha affermato: “ Il Trattato di Lisbona non sottovaluta l’importanza del nascituro, Rimane nostra responsabilità, come cittadini d’Irlanda e come cittadini dell’Unione Europea, promuovere vigorosamente il “Vangelo della vita”come descritto da Giovanni Paolo II nell’enciclica Evangelium Vitae. “Come cittadini d’Irlanda abbiamo la responsabilità di far sentire la nostra voce per determinare il tipo di Europa che vogliamo. Compartire una forte sovranità europea nel rispetto del principio di sussidiarietà, che è un intrinseco componente dell’intero progetto europeo. Inoltre non accetteremo nessun tentativo di falsa informazione sull’argomento fatto su suolo cattolico”. Così la Conferenza ha concluso il proprio intervento sull’argomento Europa in generale e Trattato di Lisbona nel particolare.
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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 30 settembre 2009 )
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