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DUBLINO: botta e risposta con Enzo Farinella promotore delle relazione tra Italia e Irlanda |
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Scritto da Redazione
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 Enzo Farinella Enzo Farinella promotore delle relazione tra Italia e Irlanda E' più importante dell'Ambasciatore. Fortissimo sostenitore di Irlandiani. Sì perchè ai suoi eventi arrivano ministri, cardinali e senatori. Pubblica libri. Scrive per l'ANSA. Collabora con riviste. Partecipa a convegni. E' l'amicone di tutti e conosce mezzo mondo. Enzo Farinella è sempre pronto a stringere mani e strizzare occhiolini. Durante la presentazione del nuovo libro di Enzo Farinella all’Istituto Italiano di Cultura, abbiamo avuto l’onore e il piacere di conoscere un po’ più da vicino questo personaggio, colto ed esuberante allo stesso tempo, che ci ha raccontato un po’ della sua vita passata, dei suoi progetti futuri e delle sue speranze per quanto riguarda i rapporti tra le due terre che più ha a cuore, L’Italia e L’Irlanda. Oggi presenta il suo nuovo libro, ma in precedenza ne ha scritti molti altri, tutti avevano come soggetto la relazione tra Italia e Irlanda? Sì, quasi tutti. A parte il primo che focalizzava l’attenzione principalmente sull’Irlanda del Nord, dal titolo: “Un’ombra sull’Europa: La tragedia dell’Irlanda del Nord”, pubblicato nel 1990, che raccoglie una serie di articoli che riguardavano, e riguardano, tutti gli attori dell’Irlanda del Nord; e un altro libro, che si chiama “Irlanda Terra di Magia”, che è un’introduzione alla cultura irlandese. Lei vive qui da molti anni, come mai ha scelto proprio l’Irlanda come terra d’adozione? All’inizio ero venuto a dare un seminario di antropologia filosofica per otto mesi, e ci sono rimasto per tutti questi anni. Ed ha subito avuto a cuore il rapporto tra Italia e Irlanda? Non da subito. Ma poi mi sono detto: “sono qui da quasi 13 anni, vorrei fare qualcosa che dimostri la mia gratitudine per questo paese che mi ha ospitato per tutti questi anni”. Così dal 1983 ho iniziato una serie di gemellaggi, lavorando per ben tre anni su sei gemellaggi, che poi si sono realizzati nel 1986, tutti tra L’Irlanda e la Sicilia. Oggi siamo arrivati alla bellezza di trentaquattro gemellaggi, non solo con la Sicilia ma con tutta l’Italia, dal Piemonte alla Sicilia. Oltre a queste ha portato numerose personalità importanti dall’Irlanda all’Italia per rafforzare questi gemellaggi… Certo.Proprio il venti di questo mese un deputato irlandese, che si chiama Mick Wallace, in passato mio alunno al Casa Italia Cultural Centre, andrà in Piemonte, portando con sé una squadra di calcio irlandese, per fare una partita a Bosco Marengo. Per fare altri esempi posso ricordare anche il Cardinale di Belfast e primate di tutta l’Irlanda Cathal Daly, morto proprio l’anno scorso, al quale è stata data la cittadinanza onoraria di Bobbio, provincia di Piacenza. Nel 2007 il Ministro degli Affari Esteri Irlandese, anche lui beneficiato della cittadinanza onoraria di Bobbio. A Palermo i premi Nobel per la pace John Hume e Devid Trimble, e l’ex Presidente del Parlamento Europeo Pat Cox, che ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Castiglione di Sicilia. E per quanto riguarda i progetti per il futuro? Tanti, tantissimi. Scrivere moltissimi altri libri, intensificare sempre di più questi legami tra Italia e Irlanda, in modo tale da poter costruire insieme la Casa Comune Europea. A noi spetta non soltanto il compito di conoscere le culture dalle quali dipendiamo e nelle quali ci troviamo, ma anche quello di adoperarci affinchè una vita migliore all’interno dell’Unione Europea sia possibile. Intanto domani torno in Italia per una serie di appuntamenti importanti. Venerdì 15 Aprile terrò una conferenza all’Università di Reggio dal titolo “Italia e Irlanda: affinità e diversità alle soglie del Terzo Millennio”;il 6 maggio invece sarò a Palermo per una conferenza dal titolo” Sicilia e Irlanda, alle soglie del terzo millennio”. Infine il 7 l’8 e il 9 aprile terrò un seminario su “San Cataldo monaco irlandese nel mezzogiorno d’Italia”.
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 14 aprile 2011 )
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