 Enzo Farinella di Irlandiani.com insieme al Ministro di Grazia e Giustizia irlandese Dermot Ahern Viaggio di Enzo Farinella in Turchia. Farinella, Irlandiano doc, e' corrispondente dell'ansa scrittore, storico e collabora con diverse testate. Il professore, come lo chiamano a Dublino, e' oggi tra i piu' richiesti esperti di Irlanda con alle spalle la benedizione di una decina gemellaggi tra Italia ed Irlanda. Stimato anche nel mondo politico, diplomatico ed accademico irlandese. L’Unione Europea non potrà mai dirsi tale senza la Turchia. Situata tra Occidente ed Oriente, è stata ed è parte della nostra storia. Asia ed Unione Europea vi confluiscono e se la contendono. La Turchia con i suoi 75 milioni di abitanti, su una superficie di quasi 800.000kmq, guarda all’Europa con attenzione, pur mantenendo il suo retaggio islamico. La quasi totalità della popolazione è islamica e il suo Governo è incline al sistema di predominio islamico, che non necessariamente significa faziosità islamica. In Europa a volte si è abituati a soffermarsi su cronache di un islamismo rigido, ma la popolazione turca, per se stessa, è simpatica, cordiale, ospitale, amante della bella vita e del quieto vivere. Passeggiare per le strade di Istanbul, centro politico e commerciale dei Balcani, con i suoi 16 milioni di abitanti e/o per quelle di Ankara, la capitale e sede del governo, con cinque milioni, sembra di trovarsi in una qualunque città europea, anche se queste due metropoli conservano la propria ricchezza e le proprie caratteristiche indigene.
Ora un’Europa Unita non può fare a meno della Turchia con la sua cultura mediterranea, come non può fare a meno della Grecia, che ha modellato il principio di democrazia, o di Roma, che ha promosso quello dell’ordine e dell’unità, o dell’Irlanda, che, durante il periodo medioevale, dal sesto secolo in poi, con i suoi monaci ha tenuto accesa la fiaccola della civiltà, diffondendola nel mondo allora conosciuto.
Istanbul – detta prima Bisanzio e poi Costantinopoli -, così denominta, dopo la conquista da parte degli Ottomani, è il luogo dove Est ed Ovest, Asia ed Europa, Islam e Cristianesimo si fondano e convivono. Dopo il crollo dell’Impero Romano d’Occidente, nel 476, l’Impero d’Oriente continuò a svilupparsi sotto i Bizantini e l’opera culmine di quel periodo è la famosa chiesa di S. Sofia. Cattolici e ortodossi, crociati, genovesi e veneziani vi lasciarono le loro impronte, finchè nel 1453 venne conquistata dagli Ottomani, il cui monumento più prezioso rimane la Moschea Blù o la Moschea del Sultano Ahmet. Quale capitale dell’Impero Romano d’Oriente, di Bisanzio e dell’Impero Ottomano, offre ancora squarci del nostro passato e della nostra storia e, quindi, del nostro DNA. Queste sono ragioni importanti per cui la Turchia dovrebbe far parte dell’Unione Europea, perché senza di essa alla nostra storia verrebbe a mancare qualcosa di essenziale. Faziosità e intransigenza islamica sono senz’altro fenomeni isolati, che non coinvolgono affatto la ricca storia della nobile nazione turca. Né si può castigare un popolo per la politica internazionale non sempre chiara, soprattutto nel caso Iran, del proprio governo.
Siamo dell’opinione che per edificare su solide basi l’Unione Europea e il mondo delle Nazioni Unite, non basta fare appello solo a un’unione meramente economica e commerciale o a interessi economici, che, se talvolta aggregano, altre volte dividono. E’ necessario invece puntare su valori autentici, fondati sulla legge morale universale, iscritta nel cuore di ogni uomo e, quindi, su una autentica unità spirituale, etica e culturale, nonostante le differenze religiose, etniche o di qualsivoglia altra natura. Senza l’Europa della Cultura o le Nazioni Unite della Cultura, l’unione economica e politica potrebbe facilmente naufragare. E tale Cultura implica il senso profondo di appartenere a una tradizione intellettuale e spirituale comune, di condividere una comune sorgente di rispetto per i valori, uniti nel desiderio comune di difendere e diffondere gli ideali di libertà e democrazia. In questa visione di cultura o di stile di vita, quale fondamento di tutti i valori, primo fra tutti il diritto alla vita della persona umana con una propria dignità e una propria vocazione escatologica, appare evidente che nessun essere umano, incluso stato e società, può elevarsi al di sopra di questo diritto fondamentale inalienabile; nessuno può uccidere un suo simile sia per motivi di razza sia di religione o per qualunque altro motivo; che terrorismo e violenza devono essere condannati senza eccezione; che lo stato deve assicurare il diritto alla sopravvivenza; e che l’irredentismo deve muoversi dentro i limiti del rispetto dei diritti fondamentali della persona umana. Questi diritti, infatti, sono basati sulla legge naturale iscritta nel cuore umano e presenti nelle varie culture ed etnie. Tale cultura possiamo scoprirla ovunque nel nostro mondo civilizzato, pur se si appartiene a etnie, confessioni religiose, tradizioni, orientamenti diversi, come comune patrimonio antropologico, culturale ed etico. Solo in essa possiamo trovare il fondamento che nobilita il pluralismo, integra la ricchezza delle diverse identità culturali e religiose e la base del cammino comune verso obiettivi sociali, civili, politici, spirituali e culturali. E “l’Unione Europea”, come si legge nel Trattato di Riforma, “si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini” e si spera vengano abbracciati del tutto anche dalla Turchia. A tale riguardo non ci si dimentichi che la solidarietà è un punto cruciale dell’Unione Europea e dovrebbe valere anche per il popolo turco. Inoltre, noi Europei siamo chiamati a lasciarci definitivamente alle spalle le storiche rivalità che hanno fatto spesso del nostro Continente il teatro di guerre devastanti e di misfatti quali la Shoha o l’Olocausto – un vero crimine contro Dio, Allah e l’umanità -, o muri ignobili frapposti tra stati. Nell’unione solidale si spengono le differenze e si arricchiscono le visioni nazionali.
La Turchia è una nazione di giovani (25%) e nel 2009 ha fatto registrare una crescita del 6%: la seconda mondiale dopo la Cina. Nel 2010 si prevede che tale crescita dovrebbe raggiungere l’11%, ben al di là della crescita europea. Maglie nere della sua economia rimangono l’inflazione, all’8%, e la disoccupazione, al 20%, con evidente differenziazione nelle classi sociali. Questa nazione merita senz’altro una visita non solo per la sua gloriosa storia e cultura, ma anche per le sue bellezze naturali, la sua cucina, la sua gente. Una passeggiata lungo il Bosforo può dare un’idea dell’interculturalità che vi si respira ed è d’obbligo per ogni turista. Soffermarsi ed ascoltare in silenzio le voci che si levano dai minareti, che scandagliano il cielo turco e invitano tutti alla preghiera in varie ore del giorno, è un’esperienza unica. E poi c’è il fascino dell’entroterra. Sulle sponde del Mar Nero, in particolare a Ordu, Fatsa e Unye, noccioleti che si inerpicano sulle colline, costituiscono l’oro della Turchia, mentre sui campi in pianura abbondano verdure e frutta di ogni genere. Qui si incontra in particolare gente semplice, ma cordiale e affabile. Ordu, come tante altre località della Turchia, ha una storia gloriosa, che affonda le sue radici a circa 2.000 anni A.C. Il suo nome significa “esercito”, dato dai turchi che vi si stabilirono a piccoli gruppi nel 1380. Situata ad Est del Mar Nero, Ordu, oggi una delle provincie turche, gode di bellezze naturali uniche, che comprendono oltre 70 km di spiagge su 100 km di costa, pianure e montagne dai colori stupendi. La sua principale attività commerciale consiste nella coltivazione di noccioleti, che rendono molto da un punto di vista economico. Il suo primo cittadino, Seyit Torun, è un giovane sindaco, che sta facendo tanto per portare Ordu e l’intera Turchia nell’ambito dell’Unione Europea. Fatsa nella provincia di Ordu, per le sue bellezze naturali che vanno dal Mar Nero a montagne e pianori con vulcani spenti, è una piccola Taormina turca. Qui, dove alcune decadi fà si era dato vita a un sistema socialista, è stato ordito il coup dei generali degli anni ’80, prima con l’internamento degli uomini e dei giovani – molti dei quali non hanno fatto più ritorno –, poi con la forza delle armi. A Farsa esiste una delle più importanti sorgenti di acque termali della provincia do Ordu, la Sarmashik Thermal Spa.. Unye, la porta del Mar Nero, che nelle sue mura racchiude ben 17 mila anni di storia, è un’altra cittadina della provincia di Ordu. Le sue spiagge con ristoranti e bar sono favolose. Il turismo in genere è ben organizzato in Turchia. Gli hotel sono accoglienti e moderni, non solo nelle grandi città, ma anche nelle provincie. La cucina turca poi è prelibata e molte delle sue specialità sono giunte in Europa e altrove, dove vengono particolarmente apprezzate. Un avvertimento per chi prenota un viaggio con Turkish Airlines. Il costo di un biglietto aereo interno, prenotato fuori dalla Turchia, può costare inspiegabilmente fino a tre volte in più del valore reale e per questo è meglio prenotarlo una volta giunti sul luogo, se non si vuole correre un tale pericolo, che penalizza il turista e la stessa Turchia. |