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Giorgia Mercanti: stage a Dublino in giornalismo presso Irlandiani.com PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Giorgia Mercanti: stage a Dublino in giornalismo presso Irlandiani.com
Giorgia Mercanti: stage a Dublino in giornalismo presso Irlandiani.com
Viaggiare mi è sempre piaciuto; sin da quando ero piccola appena ne avevo l’opportunità partivo per nuove avventure. Durante gli ultimi anni di scuola elementare l’essere lupetta mi ha portato a visitare la mia regione e quelle circostanti munita di tenda, sacco a pelo e tanta voglia di divertirsi. Abbandonato lo scoutismo ho deciso che era giunto il momento di allargare i miei orizzonti e grazie a gite scolastiche e a viaggi con parenti e amici sono passata alla fase “turista internazionale” e ho visitato mezza Europa (Praga, Budapest, Monaco, Londra…) e mi sono spinta fino alla grande mela e ai Caraibi. Gli anni universitari sono stati caratterizzati invece dalla consapevolezza che per conoscere non basta vedere, ma bisogna soffermarsi a osservare.
Studiando la lingua e la letteratura di Spagna e Stati Uniti ho deciso che era doveroso fare un salto di qualità; non volevo più essere una turista bensì una viaggiatrice. Non basta un tour guidato della città, una cena tipica e uno spettacolo folkloristico per apprezzare una nazione. Purtroppo non sempre è possibile trascorrere all’estero un periodo abbastanza lungo da farci apprezzare ogni sfumatura ma credo che per quanto riguarda gli studenti di lingue si tratti quasi di un obbligo morale. Eppure non tutti sono d’accordo, in molti avrebbero da ridire e obietterebbero in un milione di maniere diverse ma io continuo a essere fermamente convinta che sia assurdo e paradossale passare anni sui libri di grammatica e rinchiusi in laboratori linguistici senza aver fatto un’esperienza diretta. Le materie più importanti del mio corso di studi hanno la dicitura “Lingua e traduzione” o “Letteratura e Cultura”; è scontato che lo studio teorico abbia un’innegabile importanza ma le nozioni impresse su un foglio di carta non possono certo competere con la conoscenza diretta. La lingua vera si parla per strada e si ascolta al telegiornale, non si può apprendere solo dai libri e allo stesso modo la cultura si comprende appieno solo entrando in contatto con qualcuno che vi appartenga.
 L’anno scorso ho trascorso sei mesi in Spagna, ad Alicante, e ho provato sulla mia pelle quanto tutto ciò che ho appena detto sia vero; al mio ritorno parlavo il castigliano come non avrei saputo farlo neanche dopo centinaia di ore di lettorato, conoscevo il nome di tutti i personaggi famosi spagnoli ed ero in grado di cucinare la paella. I risultati ottenuti mi hanno dato una tale soddisfazione che non avrei provato neanche con un libretto universitario pieno di trenta e lode. Dopotutto ognuno è consapevole di quali sono le sue reali capacità, i suoi limiti; un foglio di carta può anche mentire ma non la nostra coscienza.
 Ho aspettato con ansia l’uscita del bando erasmus placement perché per me rappresenta una grande opportunità per approfondire la conoscenza della lingua inglese e della cultura anglosassone. Purtroppo questo progetto coinvolge solamente l’Europa; poiché andare negli Stati Uniti al momento non è possibile ho deciso che l’Irlanda avrebbe potuto essere una valida alternativa, e non un semplice ripiego.
Non sono mai stata né a Dublino né in Irlanda però il mio sesto senso dice che si tratta del posto giusto. Mi è stata descritta come una città non piccola ma neanche enorme o caotica, dunque a misura d’uomo. La immagino verde e pulita e inoltre sono curiosa di conoscere i suoi abitanti, di parlare con loro. Per ora gli unici “dubliners” che ho conosciuto sono quelli dei racconti di Joyce e lo definirei un rapporto “unilaterale e poco proficuo”. Forse le mie aspettative saranno deluse o forse Dublino riuscirà a sorprendermi rivelandosi persino migliore di come l’avevo immaginata.
Silvia Saccomanno stagista di Irlandiani.com  ha scritto la sua esperienza su rivista universitaria “cittateneo” di Macerata
Silvia Saccomanno stagista di Irlandiani.com ha scritto la sua esperienza su rivista universitaria “cittateneo” di Macerata
Non è stato facile cercare uno stage nella capitale irlandese; tutti gli annunci oltre all’ottima conoscenza della lingua inglese richiedevano la capacità di operare in altri settori come ad esempio quello turistico o economico. Mi sono sentita demoralizzata e ho anche provato un po’ di amarezza pensando ai miei colleghi universitari perché ho pensato che almeno io, in fin dei conti, l’inglese lo conosco abbastanza bene mentre gli studenti delle altre facoltà non avrebbero avuto neanche questo vantaggio.
Mi è venuto in mente l’articolo che qualche tempo fa ha pubblicato una ragazza di nome Silvia sulla rivista universitaria “cittateneo”; anche lei, come me, voleva svolgere l’erasmus placement a Dublino e ci è riuscita grazie a un’organizzazione chiamata Irlandiani. Sono andata sul loro sito e l’ho trovato molto interessante, capace di offrire ai lettori italiani una panoramica sulla realtà irlandese. Sicuramente il portale è molto utile sia per chi vuole trasferirsi stabilmente in questa nazione, sia per chi è di passaggio in veste di turista e chi, come me, è intenzionato a trascorrervi un periodo. Collaborare alla redazione sarebbe una grande opportunità per me, mi permetterebbe di passare alcuni mesi a Dublino in modo da poter migliorare il mio inglese e inoltre sarebbe l’ideale per acquisire dimestichezza con il mondo dei media, dopotutto la carriera giornalistica è da sempre uno dei miei sogni nel cassetto.
Il problema, o il bello forse, è che di cassetti ce ne sono tantissimi e quindi alcuni sono chiusi da ormai tanto tempo, altri probabilmente non li aprirò mai più, ma questo è uno di quelli in cui ogni tanto mi piace sbirciare. La routine quotidiana a volte ci coinvolge a tal punto da farci dimenticare quali sono i nostri punti di riferimento; siamo costretti a correre e a correre per poi magari renderci conto che non sappiamo più dove stiamo andando. Nel mio caso la quotidianità è rappresentata da università e lavoro; frequento le lezioni tutte le volte che posso e lavoro part-time in un supermercato per riuscire a mettere da parte qualche risparmio in modo da poter un giorno aprire uno di quei cassetti. Vorrei mi fosse data la possibilità di partire perché, oltre ad essere una gran esperienza dal punto di vista formativo, si tratterebbe di un periodo in cui potrei dedicarmi ad attività che realmente mi appassionano all’interno di un settore in cui spero di operare in futuro.




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Ultimo aggiornamento ( martedì 16 dicembre 2008 )
 
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