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In conversazione con il Generale Vincent Francis Savino, terza generazione d’italiani in Irlanda. PDF Stampa E-mail
Scritto da Rosa Piccolantonio   

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In conversazione con il Generale Vincent Francis Savino, terza generazione d’italiani in Irlanda.
Il Generale Savino ci ha parlato del suo orgoglio di essere un discendente italiano e gli abbiamo chiesto la sua opinione sugli argomenti che riguardano le strategie militari in Iraq, Afghanistan, la controversa questione delle forze difensive europee e la neutralità dell’esercito irlandese.

Vincent Savino, generale dell’esercito irlandese appartenente alla terza generazione d’italiani in Irlanda, è discendente del violinista napoletano Giuseppe Savino, suo nonno, che nel 1890 si stabilì nell’isola verde dove aprì un cafè. Qui sposò Maria Rosa Gasparro dalla quale ebbe quattro figli, uno di questi, Frank, anche lui violinista, lavorò per il Ministero delle Difesa irlandese. Non sapeva allora che anche uno dei suoi figli, Vincent, avrebbe scelto quella strada perseguendo una brillante carriera nell’esercito irlandese. Il Generale Savino oggi è in pensione e si occupa del I.U.N.V.A. (Irish United Nations Veterans Association), l’associazione dei veterani dell’esercito irlandese fondata nel 1989.

1) Generale, che significa per lei avere una discendenza italiana?
Ne vado molto fiero. Posso dire di aver ereditato il meglio da mio padre e da mio nonno, loro erano dei musicisti, entrambi violinisti. Il mio più grande rammarico, però, è quello di non aver mai studiato musica. Sono entrato nell’esercito quando ero ancora molto giovane e questo non mi ha permesso di avere sufficiente tempo libero per studiare. Ricordo benissimo: a giugno finii la scuola e a novembre ero già nell’esercito come volontario.

2) Cosa le ha fatto scegliere la carriera militare?
Si tratta di una scelta non adatta a tutti, io l’ho presa per vocazione. Sin da bambino sognavo la vita militare.

3) Quanti anni è rimasto nell’esercito e qual è stato il momento più importante della tua carriera?
Nell’esercito ho passato 43 anni della mia vita, pochi mesi dopo la fine della scuola sono entrato nell’esercito.

Alla domanda che riguarda il momento più importante della sua carriera ci risponde, scherzando, che è stato sicuramente l’essersi sposato, l’aver avuto sei figli e ben dodici nipoti, ma poi comincia a raccontarci dei due difficili anni vissuti a Gerusalemme, in un kibbutz, durante la guerra del canale di Suez e di come fu un’esperienza traumatica per molti. Vincent ricorda ancora perfettamente gli amici caduti in quel tragico conflitto.

4) Ora che è in pensione passa molto del suo tempo in associazione, di che cosa si occupa?
In associazione si riuniscono tutti i veterani dell’esercito irlandese ormai in pensione, organizziamo cene o partite a bingo, ci facciamo compagnia e ricordiamo i vecchi tempi, le difficili missioni all’estero. L’Irlanda è un membro delle Nazioni Unite dal 1956 e dal 1958 è presente in Medio Oriente, e in tutte le zone di guerra, attraverso missioni per la mediazione e il mantenimento della pace. L’IUNVA ora si trova in un centro che custodisce dei veri tesori per la memoria dell’esercito irlandese. Molte fotografie e artefatti, raccolte dal 1958, sono conservati nella sua sede ad Arbour Hill House. Nel giardino adiacente all’IUNVA ha dedicato un cimitero e un monumento per i caduti in guerra e nel 1916.

5) Generale, in termini di strategie militari da parte dell’America e del Regno Unito, molti pensano che se la questione palestinese fosse stata risolta nel modo giusto probabilmente non ci sarebbero stati neanche “Al Qaeda” e l’11 settembre, lei cosa ne pensa?
I problemi in Palestina non sono stati ancora risolti, credo che la comunità internazionale debba definire la questione più da vicino. La questione del Medioriente è sempre stata una spina, ma se fosse stato dato un assesto alla situazione, le conseguenze sarebbero state minori.

6) Dopo l’11 settembre è giustificabile l’invasione in Iraq da parte dell’America? Oppure è stato un tragico errore? Avrebbe dovuto concentrare maggiormente i suoi sforzi in Afganistan? Qual è secondo lei il futuro di questa zona?
E’ stato un errore l’invasione dell’Iraq. Non sono stati capaci di portare democrazia e in Afganistan ora c’è un malcontento e un dissenso generale. Credo che questa situazione perdurerà per molti anni ancora.

7) Nei prossimi giorni l’Irlanda verrà chiamata nuovamente per votare l’approvazione del Trattato di Lisbona. Uno dei punti di discussione per chi sostiene la campagna del “NO”, riguarda la possibilità che l’Irlanda perda la sua neutralità militare e che si giunga all’obbligo di leva. Qual è il suo parere?
L’Irlanda, per tradizione, è un paese militarmente neutrale. E  non credo che si arrivi a perderla, noi siamo orgogliosi della nostra neutralità che abbiamo dimostrato durante le due guerre mondiali. Non credo che verrà stabilito l’obbligo di leva per gli irlandesi, da sempre sono solo i volontari che si propongono nell’esercito. Non credo che accadrà mai.

8) Un’altra paura dei sostenitori del NO riguarda il fatto che il Trattato sia orientato all’istituzione di una Forza di Difesa Europea. In questo caso, chi sostiene il No, afferma che non vorrebbe mai vedere i propri figli arruolati in un eventuale esercito europeo. Naturalmente c’è anche chi fa notare che non è eticamente accettabile che si faccia parte di una famiglia quale l’UE solo per i benefici che se possono ricavare, per poi tirarsi indietro nel momento in cui “quella” famiglia dovesse aver bisogno dell’aiuto dei suoi membri per difendersi. Cosa ne pensa?
L’Irlanda è da sempre impegnata in missioni e gode di una grande reputazione come mediatrice di pace, inoltre è già impegnata militarmente in paesi come il Kosovo, l’Africa, l’Afganistan e altri. Siamo pienamente parte integrante dell’Europa, e sarebbe giusto dare una mano militarmente nel caso vi fosse bisogno di difenderla da eventuali nemici.
 
L’IUNVA è visitabile ogni giorno dalle 9 alle 14.
Per visualizzare il video dell’intervista a video separatamente condotta da Concetto La Malfa, Direttore di ITALIA STAMPA, cliccate su www.italvideonews.com





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Ultimo aggiornamento ( sabato 26 settembre 2009 )
 
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