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La presenza degli italiani all’estero è una realtà più che consolidata ormai. Molti giovani studenti decidono di recarsi in un paese straniero nella speranza di imparare una lingua o approfondirne la conoscenza, ma gli incontri con altre persone originarie del Bel Paese sono sempre più frequenti. Numerosi sono anche i locali che ricordano l’Italia, celebrandone diversi aspetti: come tutti sappiamo, le pizzerie e i ristoranti italiani (o presunti tali) spopolano in ogni capitale europea che si rispetti, al fine di celebrare degnamente il patrimonio culinario del Bel Paese. Anche Dublino rispecchia questa ‘celebrazione dell’italianità’ sotto numerosi punti di vista: c’è il Quartier Bloom, il quartiere italiano per eccellenza; ci sono i folti gruppi di turisti provenienti da tutto lo stivale che girovagano per le strade della capitale irlandese; e ci sono anche quegli italiani che, per studio o per lavoro, si trovano a trascorrere nella capitale dell’Isola di Smeraldo un periodo più o meno breve. Una domanda sorge dunque spontanea: come è cominciato tutto questo? Irlandiani ha cercato di rispondere a questo quesito tramite la stesura di un capitolo per l’edizione 2010 del Rapporto Italiani Nel Mondo. Ma andiamo per ordine. La Fondazione Migrantes, istituita nel 1987, è ‘un organismo costituito dalla Conferenza Episcopale Italiana per assicurare l’assistenza religiosa ai migranti, italiani e stranieri’. Lo scopo di questa istituzione è, quindi, offrire un punto di riferimento a tutte quelle persone che, per un motivo o per l’altro, si trovano ad doversi spostare in un paese straniero. Al fine di raccontare l’emigrazione italiana in alcune delle sue numerose sfaccettature, la Fondazione Migrantes, con la collaborazione di vari organismi, come Acli, Inas-Cisl, Mcl, Missionari Scalabriniani e il ‘Dossier Statistico Immigrazione’ Caritas/Migrantes, pubblica periodicamente il Rapporto Italiani Nel Mondo. L’obiettivo principale è quello di far conoscere le varie realtà degli italiani all’estero, quei nostri connazionali che, per le ragioni più disparate, hanno lasciato l’Italia per recarsi all’estero, senza però rinunciare a mantenere i legami con la madrepatria. Dopo varie e numerose ricerche, e anche grazie al contributo di alcune importanti personalità che hanno un forte legame sia con l’Italia che con l’Irlanda, Irlandiani ha scelto di realizzare un excursus storico sul ruolo degli italiani in Irlanda, sottolineando come, negli anni, siano cambiati lo stile di vita e le abitudini, ma sia stato conservato il vero spirito italiano. Il lavoro è articolato in 5 parti: • Italiani in Irlanda: da Cristoforo Colombo a Guglielmo Marconi (a cura di Francesco Dominoni, direttore di Irlandiani.com); • L’emigrazione italiana in Irlanda: gli anni del Dopoguerra (a cura di Valerio Palombaro); • L’emigrazione italiana in Irlanda: gli anni ’60 e ’70 e il boom del fish & chips (a cura di Simona Berlingeri); • L’emigrazione italiana in Irlanda: dagli anni della Tigre Celtica all’attuale crisi (a cura di Daniele Pericoli); • La crisi economica: la fine del sogno (a cura di Marco Carlini). Il progetto è stato coordinato da Federica Boscardin. Una bella occasione per approfondire la conoscenza dei legami esistenti tra Italia e Irlanda, due paesi così distanti fisicamente, ma che culturalmente hanno moltissimo in comune. Per maggiori informazioni visitare il sito www.rapportoitalianinelmondo.it
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