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Oreste Motta membro del CGE tedesco scrive a Irlandiani |
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Scritto da Redazione
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 Oreste Motta membro del CGE tedesco Oreste Motta membro del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero e rappresentante del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo in Germania si presenta a Irlandiani.com. Occasione della presentazione e' l'Assemblea generale del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo (CTIM) di Colonia. Su invito del presidente Pietro Tremarco, si sono incontrati domenica 15 novembre nella sede del Comitato Tricolore, nella Weyerstrasse 33, in assemblea generale i soci della sezione CTIM di Colonia. Designato dai partecipanti come moderatore dei lavori all’ordine del giorno il cav. Bruno Collina. Il presidente Tremarco ha relazionato sulle attività del Comitato Tricolore sia verso la comunità italiana, che verso il Consolato Generale e le Istituzioni tedesche: ne è testimonianza il lusinghiero successo ottenuto alle elezioni per il Consiglio degli Stranieri, con ben due eletti del CTIM. Il segretario della federazione Tricolore di Stoccarda, Giuseppe De Filippo, ha portato il saluto dei soci ed attivisti del Baden-Württemberg, mentre Vincenzo Di Salvo, responsabile del patronato Enas, ha parlato dei buoni rapporti sociali che la sezione del CTIM intrattiene con il Comites locale e le altre associazioni. Il consigliere CGIE Oreste Motta ha informato i convenuti sulle varie proposte di riforma della legge istitutiva dei Comites, del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero e dell’annunciata razionalizzazione della rete consolare in Germania. L’assemblea, dopo ampia discussione, si è accordata all’unanimità sul seguente documento finale: La riforma della legge istitutiva dei Comitati degli Italiani all’Estero (Comites) deve mantenere l’impianto normativo di quella del 23 ottobre 2003, n. 286, rafforzandone lo spirito, che è quello di un confronto nell’ambito dell’associazionismo, candidando i rappresentanti delle associazioni operanti sul territorio e coinvolgendoli nei propri lavori. Le liste partitiche con i loro simboli accrescerebbero solamente le diatribe tra gli eletti, trasportando all’estero le sterili polemiche dell’infinita campagna elettorale metropolitana, di cui non se ne sente assolutamente la necessità. L’associazionismo ci unisce, la partitocrazia ci divide! Tutte le liste dovranno essere sottoscritte localmente dai propri sostenitori. Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) deve rimanere come “catena di trasmissione”: utile e competente organo istituzionale tra i Comites, l’associazionismo (di cui pure deve esserne l’espressione superiore), il Parlamento, le regioni e i vari ministeri. Le elezioni del CGIE devono avvenire in concomitanza con quelle dei Comites e devono essere dirette, cioè ogni consigliere deve essere eletto dalle comunità residenti all’estero. Non si risparmiano dubbi sulle capacità di rappresentanza di parecchi degli eletti nella Circoscrizione Estero nel Parlamento italiano. Si auspica che questi deputati e senatori - in quella posizione grazie all’esercizio del diritto di voto all’estero – siano più fermi, più decisi per quanto riguarda il mantenimento dei servizi alla comunità italiana in Germania. Si condannano duramente i tagli spropositati ai fondi destinati agli italiani all’estero, soprattutto quelli che fanno riferimento al capitolo 3105: assistenza diretta e al cap. 3121: assistenza indiretta. Si assicura il pieno appoggio ai comitati e alle associazioni che stanno protestando e lottando. Si ricordano le manifestazioni di piazza a Norimberga, simbolicamente per oltre 28.000 cittadini AIRE di quella circoscrizione, ma in generale contro l’annunciata chiusura delle strutture consolari di riferimento a Saarbrücken, Amburgo e Mannheim. Non si dimentichi qui, che l’emanazione delle prestazioni comporta un introito per l’amministrazione dello Stato: non è che tutto sia gratuito, anzi! I tariffari consolari sono una realtà ben conosciuta e ricordata dagli utenti. Si elencano le proposte positive del CTIM di Norimberga, che non è affatto contro i servizi telematici o digitali: questi si possono istituire, ma lasciando almeno un’agenzia consolare per tutte quelle pratiche che richiedono la presenza fisica del cittadino in consolato. Le dismissioni si possono programmare, ma preparando e allestendo una “scala” di interventi necessari per il futuro e, soprattutto, discutendoli in luogo con la gente colpita. Si decide infine, di solidarizzare con qualunque altra azione che le comunità in stato di agitazione vorranno intraprendere. Gli eletti del CTIM di Colonia nel locale Comites discuteranno nella loro assemblea del 30.11.2009 con gli altri componenti il modo migliore per sostenere la nostra comunità nelle soluzioni alternative. Già c’è il consenso della presidentessa Comites, Rosella Benati.
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Ultimo aggiornamento ( marted́ 15 dicembre 2009 )
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