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Vittoria Colonna giovane regista italoirlandese: Identities è un film documentario PDF Stampa E-mail
Scritto da Maddalena d'Urso   
La giovane regista italoirlandese Vittoria Colonna durante una premiazione
La giovane regista italoirlandese Vittoria Colonna durante una premiazione
Identities è un film documentario scritto e diretto dalla giovane regista italo-irlandese Vittoria Colonna, in co-produzione con la Underground films. Il film, iscritto presso vari festival in giro per il mondo, ha già vinto ICCL Human Right Film award per l’impegno sociale nella questione delle pari opportunità. Quest’opera ha un’anima molteplice, come molteplice è la personalità dei personaggi e persone di cui il film ci racconta. Il lavoro di Vittoria diventa un film quando le immagini sono a colori, un documentario quando queste sono in bianco e nero. I colori ci trasmettono l’idea che i personaggi hanno di se; il bianco e il nero è, invece, il nostro modo di rapportarci a questi, il nostro inutile sforzo di definirli in maniera chiara, il nostro tentativo di vedere le cose bianche o nere per non perderci.
Sybil Vane è una drug queen a “colori” all’inizio del film, per poi diventare un “Fabio” in bianco e nero. Inizialmente recita in una performance per poi raccontarci le difficoltà di far accettare Sybil Vane ai proprio familiari e Fabio ad eventuali amanti.
Sahara, the Lady boy, ci aiuta a capire la differenza tra travestito, transgender, transessuale e drug queen seguendo i passi della sua vita. E’ stata travestito e trans gender prima di operarsi, ma una costante della sua vita è la difficoltà di incontrare qualcuno che l’amasse veramente. Lee, the transman (una donna che ha effettuato varie operazioni per diventare uomo), è in bianco e nero quando parla di se ma a colori visto attraverso gli occhi e le parole della figlia. Con Slick O’ ,the Drag King, e Sade O’Sappher, The Burlesque Queen la rabbia di non essere né uomo, né donna si trasforma nell’accettazione di una duplice identità che esprime nelle sue performance. Crystal, the travestite, diventa a colori quando fa ciò che più al mondo gli piace fare: scrivere. Crystal cerca anche di definire le linee di un sentiero difficile da percorrere per un travestito: la religione. Identities racconta le difficoltà nella ricerca del proprio io, difficoltà che ognuno di noi affronta, ma che possono essere ampliate da una disambiguità sessuale; di sicuro, però, nessuno di noi può delineare l’identità dell’altro con pennellate di bianco o di nero.
Vittoria ha diretto cinque personaggi e intervistato cinque persone seguendo il consiglio di un grande scrittore di origini irlandesi, Oscar Wilde: “ dai una maschera all’uomo e ti dirà tutta la verità”.




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Ultimo aggiornamento ( giovedì 13 agosto 2009 )
 
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