|
 Dario Fo Prima assoluta in Irlanda il 23 novembre 2011 presso Sugar Club di Dublino, ore 20.00
Lezione-spettacolodi Mario Pirovano sull’importanza del teatro di Dario Fo il giorno 22 novembre, Sala Pavilion dell’Istituto Italiano di Cultura – Dublino,ore 19.00.
L’amore per la pace e l’odio per la guerra o meglio l'ironica esaltazione della guerra e la condanna della pace, descritti da Dario Fo nella commedia: Lu santu Jullare Francesco, saranno al centro di varie rappresentazioni, che Mario Pirovano, compagno di teatro da oltre ventanni del Nobel italiano, presenterà in varie località irlandesi, da Dublino a Cork e Derry, a partire dal 23 novembre. Le Università di Derry (Magee Campus, 25/11) e Cork (O Riada Hall, 29/11), oltre a due località francescane (Franciscan Friary, 4 Merchant’s Quay – Dublin 8, 28/11, St. Francis Church – Cork, 30/11) e il Mermaid Arts Centre di Bray (24/11) , faranno da cornice a quella straordinaria, ironica e viva provocazione con cui San Francesco si rivolse a quei cinquemila spettatori in una Piazza di Bologna il 15 agosto del 1222 e che l’attore Mario Pirovano, da showman e grande interprete di Dario Fo, cercherà di far rivivere.
Come si ricorderà, si tratta del famoso discorso che Dario Fo ha ricostruito sulla base della tradizione popolare e delle cronache, con il quale Francesco si rivolse ai bolognesi sul tema che stava loro più a cuore: la guerra che era nuovamente esplosa contro gli imolesi, una guerra che riprendeva a ogni occasione con stragi indescrivibili e orrende crudeltà. Francesco, per stigmatizzare l'inutile e sanguinario conflitto, rivolgendosi alle masse popolari con la "Concione Giullaresca" in volgare - un grammelot fatto di lombardo, siciliano, umbro e napoletano, inframmezzato da vocaboli latini, spagnoli e provenzali – attirava con un incredibile miscuglio di ironia affabulatoria e sarcasmo semiserio, l’attenzione sull’inutilità della guerra e sulla conseguente assunzione di responsibilità che ciascuno ha verso il mondo e verso i suoi simili. La sequenza narrativa viene così impostata sulla classica "provocazione a rovescio", con l'esaltazione della guerra e la condanna della pace. Il discorso/concione di Francesco è pertanto una predica basata sull'ironia, cosa che i giullari facevano spesso in quel tempo e che l'Imperatore Federico II condannò, promulgando addirittura un editto contro i “jugulatores” che considerava blasfemi.
“Vi è chiaro il richiamo all’inutilità della guerra, ma anche una riflessione all’assunzione di responsibilità che ciascuno di noi ha verso il mondo e verso i nostri simili. Un messaggio che i grandi come Francesco erano capaci di proporre senza timore delle reazioni del potere. Siamo felici di riproporlo per la sua universalità e attualità, grazie a Mario Pirovano” asserisce Angela Tangianu, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Dublino.
|