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CHEKA KIDOGO: una mostra fotografica sulla guerra in Congo PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Mega   
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una mostra fotografica sulla guerra in Congo
Oxfam Ireland presenta la mostra fotografica “Cheka Kidogo” che in Swahili significa “ridi un poco”. Il tema della mostra è la guerra civile in Congo, una nazione di oltre 63 milioni di abitanti situata nel cuore dell’Africa, devastata da un conflitto che dura ormai da 10 anni che ha provocato la morte di circa 5 milioni di persone e ha lasciato  oltre 1 milione di persone senza casa, rappresentando così la guerra con più morti dalla seconda guerra mondiale. Le foto sono state scattate dal fotografo ritrattista Rankin che ha viaggiato con Oxfam per incontrare sopravvissuti alla guerra che hanno trovato rifugio nei campi profughi intorno a Goma nella provincia di Kivu a Nord del Paese.
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una mostra fotografica sulla guerra in Congo
Ogni mese muiono 45 mila persone, la metà delle quali sono bambini. La maggior parte delle morti è dovuta alle malattie infettive e alla malnutrizione, condizione creata dai disturbi sociali ed economici causati dal conflitto, la distruzione dei servizi sanitari, la mancanza di cibo e la deteriorazione delle infrastrutture abitative della popolazione. Secondo un report Unicef, il Congo è uno degli 11 Paesi dove il 20% dei bambini muoiono prima dei 5 anni di vita.
Una guerra ormai dimenticata dai media, di cui raramente si parla e soprattutto dei motivi che hanno portato tutto ciò, un conflitto in cui i vari miliziani si contendono il coltan, la cassiterite, minerali necassari per la costruzione di apparecchi elettronici destinati alla vendita a Londra, Parigi, New York e nel resto del mondo, e poi anche diamanti, oro e alri minerali preziosi.
La mostra fotografica è allestita su pannelli retroilluminati e si presenta molto suggestiva durante le ore notturne, sono inoltre presenti 4 video installazioni che permottono di vedere interviste fatte alle persone del luogo, storie di uomini e
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donne sfortunate che raccontano della guerra e delle loro esperienze di vita.  Il fotografo Rankin ha voluto ritrarre le persone simulando uno studio all’aperto con uno sfondo bianco, ha voluto umanizzarli per renderli reali alle persone che li guardano nelle fotografie. Non siamo di fronte al classico reportage che solitamente si vede nei giornali e nelle mostre che trattano questo tema, le immagini sono molto espressive e intense e lo sfondo bianco isola le persone e i volti concentrandone l’attenzione della gente che osserva le fotografie.
Osservo il ritratto di Marina Nyandwi, 70 anni, tessitrice, la quale dichiara: “Faccio stuoie e le vendo per crescere i miei due nipoti. I ribelli vennero un giorno nella mia casa e mi picchiarono con il macete. Il giorno dopo mi trovarono nel villaggio e rubarono tutti i soldi che avevo guadagnato dalla vendita dei tessuti. Ritornarono la notte successiva e mi chiesero altri
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soldi, ma non ne avevo più perché avevano già preso tutto quello che avevo. Quando la quarta notte ascoltai i colpi di pistola persi i miei nipoti e corsi via. Mio figlio e sua moglie non erano a casa, ma sentii che erano salvi. Anche loro sono corsi via”. Poi osservo Jean Mbehere, 30 anni, una donna incinta:” Sono qua con mio marito e i miei cinque figli e sto aspettando il sesto. Quasi ogni notte venivano, sparavano e uccidevano e spesso dovevamo nasconderci tra i cespugli. Era molto freddo spendere la notte fuori. Mio zio fù ucciso nei campi e mio fratello fù colpito da un proiettile mentre sedeva ai piedi di un albero. Decidemmo di andare via. Tutto quelo che voglio è la pace, allora potremmo tornare al villaggio, niente sarà rimasto là. Dovremo ricominciare le nostre vite, ricostruire le case e campi per poter vivere”. E poi tanti altri esempi di vite che purtroppo ancora oggi sono costrette a rimanere rifugiate, con la paura di essere uccise. Molti sono anche i casi di donne violentate. Solo nella piccola provincia di Kivu Sud è stato stimato dalle Nazioni Unite che 45 mila donne ogni anno subiscono violenze, di ogni età, anche bambine di 3 anni o anziane di 75 anni.
Non si può rimanere indifferenti a tutto questo.
La mostra è situata al Wolfe Tone Park a Dublino, a fianco del centro commerciale Jervis, alle spalle di “The Church”. Per maggiori informazioni potete visitare il sito ufficiale www.oxfamireland.org




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