 International Year of Chemistry Forse non tutti sanno che il 2011 è stato nominato Anno Internazionale della Chimica per celebrare le conquiste di questa scienza e il suo contributo al benessere dell’umanità. Il 2011 rappresenta quindi un’occasione per il mondo per celebrare la chimica e il suo contributo fondamentale alla conoscenza e comprensione della terra, alla tutela dell’ambiente e allo sviluppo economico. Proclamato dall’Onu e riconosciuto dall’Unesco, dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, dalla Scienza e la Cultura e dall'Unione Internazionale della Chimica Pura ed Applicata, l’International Year of Chemistry rappresenta uno degli appuntamenti creati per celebrare il decennio dedicato all’educazione e allo sviluppo sostenibile. Per onorare l’occasione, l’Istituto italiano di cultura ha deciso di ospitare, presso la sala Pavilion all’11 di Fitzwilliam Square East (Dublin 2), una mostra curata da Giovanni Pelloso e interamente dedicata alla produzione artistica partendo da un punto di analisi non solo stilistico formale dell'opera, ma legato allo studio dei materiali a disposizione dell’artista e alla sua abilità nel manipolarli. L’esibizione, inaugurata la notte del 23 settembre scorso, offre infatti l’opportunità di riflettere sul significato e la composizione delle opere d’arte. Dodici lavori firmati da sei differenti artisti (Federico Basso, Alessandro Busci, Luca Castonato, Mauro Mariani, Ludmilla Radchenko e Mariano Washington) e volti a stimolare l’attenzione su tutte le fasi di produzione che anticipano la nascita di un’opera d’arte, sia da un punto di vista comunicativo sia dei materiali tecnologicamente avanzati utilizzati per fini artistici Insomma, una mostra assolutamente da non perdere, fatta di giochi di luci e colori, e dove lo spettatore potrà godere del momento in cui l’opera d’arte e il materiale, il quadro e la sua cornice, si sciolgono per fondersi in un’unica entità chiamata arte.
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