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Dublino: Antonio Catania e Gigio Alberti all’Istituto Italiano di Cultura PDF Stampa E-mail
Scritto da Mauro Fiorio   

Antonio Catania e Gigio Alberti all’Istituto Italiano di Cultura di Dublino
Antonio Catania e Gigio Alberti all’Istituto Italiano di Cultura di Dublino
Collocato all’interno dell’ampia gamma di eventi proposti in occasione del Festival Italiano in Irlanda, lo spettacolo teatrale di Antonio Catania e Gigio Alberti ha attirato molti italiani -e non solo- in entrambe le rappresentazioni, tenutesi all’University College Dublin il 4 aprile e al Pavilion dell’Istituto di Cultura il 5 aprile.
I due attori sono volti noti agli amanti della cinematografia italiana contemporanea: hanno lavorato assieme sui set di film di successo come Mediterraneo (vincitore di un Premio Oscar) e Sud di Gabriele Salvatores. Antonio Catania lo ricordiamo, inoltre, per le sue parti nei film col trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo, nonché per ruoli più drammatici come nel bellissimo Pane e Tulipani di Mario Soldini o La Cena di Ettore Scola.

Gigio Alberti, oltre che in altre pellicole di Salvatores come Nirvana o Marrakesh Express, lo troviamo nell’enigmatico e controverso L’ora di religione di Marco Bellocchio e in L’estate del mio primo bacio di Carlo Virzì, oltre naturalmente a numerosi altri film in cui ha interpretato ruoli più o meno importanti.
Due esperti istrioni, dunque, che di fronte al pubblico dublinese si sono cimentati in testi divertenti e provocatori scritti da uno dei più celebri autori italiani degli ultimi 30 anni, Stefano Benni.
Gli attori si sono alternati sulla scena in lunghi monologhi, poesie, letture, per poi concludere con un breve brano recitato assieme tratto dal finale di Waiting for Godot, in omaggio all’Irlanda e a uno dei suoi “monumenti” letterari, Samuel Beckett.
Il primo monologo tocca a Catania, ed è basato su un pezzo inedito di Benni, Il donatore di sperma. L’attore siciliano è bravissimo nel cogliere l’ironia, il gusto per il surreale, e anche quella sottile punta di amarezza che contraddistingue lo stile dell’autore.
Alberti propone invece uno spassosissimo pezzo in rima ispirato alle novelle del Boccaccio, dove l’ambientazione e la parlata medievaleggiante si intrecciano con riferimenti satirici all’attuale realtà politica italiana. L’audience non fa certo fatica a capire di chi si parli quando l’attore, bravo ed ispirato, tira in ballo un certo Cavaliere…
Sempre sul filo dell’ironia e della critica a certi aspetti della vita contemporanea è il brano tratto da Dottor Niu’ di Benni, letto da Antonio Catania. Ed è ancora una poesia di Benni, recitata da Alberti, a farci sorridere su situazioni tipiche della nostra  epoca, decontestualizzate e messe alla berlina: in questo caso, un gigantesco ingorgo in un casello di Milano durante il quale un uomo e una donna trovano perfino il tempo di innamorarsi. Oppure, le assurde divagazioni di un uomo che non riesce a concentrarsi su nulla di importante, nemmeno quando deve trovare l’ultimo pensiero della sua vita prima di suicidarsi: è il Dottor Divago, nella simpatica e stralunata versione interpretata da Antonio Catania. E ancora, il medio-borghese romagnolo che non sa se essere razzista o no, personaggio reso benissimo da Gigio Alberti.
Al termine dello spettacolo durato più di un’ora, poi, i protagonisti hanno piacevolmente chiacchierato col pubblico di cinema, in particolare della situazione non proprio rosea in cui versa la cinematografia del nostro Paese da un po’ di anni a questa parte. 
Che è un vero peccato, perché come i presenti hanno avuto modo di constatare, i bravi professionisti certo non mancano!





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Ultimo aggiornamento ( venerdì 06 aprile 2007 )
 
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