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Dublino: Irish Film Institute proietta thriller italiano PDF Stampa E-mail
Scritto da Mauro Fiorio   

La rassegna Horrorthon a Dublino.
La rassegna Horrorthon a Dublino.
Anche quest’anno Horrorthon, la rassegna dell’Irish Film Institute dedicata al cinema dell’orrore,  ha offerto ai cultori del thriller italiano anni’70 una vera perla di quel genere indimenticabile.
Ieri sera, nonostante la proiezione fosse ad un’ora non proprio “comoda” (le 11) la sala 2 dell’IFI in Temple Bar si è riempita di appassionati accorsi ad assistere alla proiezione del film “The Psychic” (titolo italiano, “Sette note in nero”) di Lucio Fulci.
La pellicola del 1977 si discosta parecchio dal trademark crudo e violento del regista (autore, fra l’altro, di cult-movies come “Quando Alice ruppe lo specchio”, “Non si sevizia un paperino” e “Un gatto nel cervello”). Il film è infatti un thriller parapsicologico incentrato sulle visioni della protagonista Virginia (Jennifer O’Neill), ossessionata da un delitto avvenuto in una casa di campagna del marito Francesco (Gianni Garko). Una donna di nome Agnese Bignardi era stata uccisa e murata in una stanza della casa, e quando la polizia scopre il cadavere i sospetti cadono su Francesco, il quale in passato aveva avuto una relazione con la vittima.
Virginia cerca di discolpare suo marito con l’aiuto della cognata Gloria (Ida Galli) e dell’amico parapsicologo Luca (Marc Porel), che grazie alle loro indagini riescono a indirizzare i sospetti su Emilio Rospini (Gabriele Ferzetti), a sua volta amante di Agnese e professionalmente nei guai.
Tuttavia, alcuni particolari del delitto e riflessioni più accurate riguardo le visioni di Virginia fanno ricredere Luca, che si rende conto di come la donna non avesse percepito un fatto già accaduto, ma qualcosa che deve ancora accadere, un omicidio in cui è lei ad essere la vittima.
Il ritmo complessivo è lento, soprattutto agli occhi di un pubblico non abituato alle opere dell’era pre-videoclip, ma la storia è sviluppata in modo interessante. La regia, tipicamente “fulciana”, è artigianale e professionale al tempo stesso, mentre la sceneggiatura a volte risulta un po’ debole e con troppi salti logici non pienamente giustificati.
Come in tanti altri film italiani dell’epoca, la colonna sonora firmata dal trio Tempera-Frizzi-Bixio è inquietante e suggestiva, un contrappunto perfetto all’atmosfera surreale e claustrofobica della pellicola. Non a caso Quentin Tarantino, grande ammiratore di Fulci, ha reso omaggio al motivetto del titolo -le “sette note” che suona un orologio da polso- nel main theme di “Kill Bill Volume 1”.





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Ultimo aggiornamento ( domenica 28 ottobre 2007 )
 
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