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Dublino: «Made to last» pittura e fotografia al «The Back Loft» PDF Stampa E-mail
Scritto da Lorena Fanunza   

Foto di Alex Rumjancevs
Foto di Alex Rumjancevs
Un edificio fatiscente e abbandonato a se stesso trasformato in uno spazio di sperimentazione artistica. E' questa la storia del "The Back Loft", un ampio locale in Augustin Street 7-11 (Dublin 8) in cui creativi di ogni genere, provenienti da luoghi diversi possono incontrarsi e comunicare la propria visione del mondo. Il 12 giugno è stata la volta di un gruppo di artisti emergenti, fotografi e pittori, che hanno dato vita a "Made to last" (http://www.myspace.com/madetolastexhibition), un'esposizione che racconta, attraverso modalità diverse di espressione, la condizione dell'artista nel momento in cui dà vita alla sua creazione. Il filo rosso che unisce gli espositori, Anna Matykiewicz, Cassandra Dorer, Tomasz Olejnik, Alex Rumjancevs e Gerard Lecki è l'autoironia nel raccontare se stessi e i cambiamenti che la pittura e la fotografia hanno avuto nel tempo dopo l'avvento dei mezzi di comunicazione di massa. Rumjanceves (http://www.sasar.net), ad esempio, narra attraverso i suoi scatti una Dublino moderna, frenetica, fatta di persone, di bus, di locali. La Matykiewicz (http://www.annamat.com), invece, sceglie un approccio emotivo ed intuitivo cercando di esprimere l'interiorità delle figure che dipinge attraverso gli occhi.
La mostra, visitabile Venerdì e Lunedì dalle 18.00 alle 21.00 e Sabato e Domenica dalle 16.00 alle 21.00, è organizzata da Antonella Scanu, italiana trapiantata a Dublino da 12 anni. Antonella ha dato vita, insieme a Costanzo Idini a "La Catedral Studios" (http://www.lacatedralstudios.org), posta nello stesso edificio del loft. Ormai attivo dal 2005, lo spazio ospita 25 studi di artisti operanti in diverse discipline (pittura, scultura, illustrazione, fotografia, moda, design e installazione) e una selezione dei loro lavori è sempre in esposizione. Entrando in questa location posta nel cuore della Dublino libertina, vicino al National College of Art e Design, la sensazione è quella di immergersi in un luogo che è molto di più di una vecchia fabbrica di abbigliamento. Uno stabile in disuso è ora un crocevia di culture, dove la sperimentazione e la creatività è in continuo fermento e dove l'artista ha la possibilità di mettersi in vetrina e raccontare, in un'atmosfera affascinante, la sua personalissima storia.





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