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Dublino arriva Filippo Carta all'Italian Party del 3 marzo PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   

Filippo Carta creatore del logo Irlandiani esperto di balli sud americani. E' manager di una multinazionale.
Filippo Carta creatore del logo Irlandiani esperto di balli sud americani. E' manager di una multinazionale.
Da Bologna arriva Filippo Carta all'Italian Party del 3 marzo a Dublino. L'uomo che ha creato il logo Irlandiani. Colui che ha infiammato le folle delle discoteche dublinesi a ritmo sudamericano.
Un paio di settimane fa ha partecipato ad un workshop europeo di Salsa in inghilterra con altri 1.400 colleghi. Una presenza importante alla festa irlandiana organizzata nel centralissimo Club Floridita presso l'Irish Life Mall in Abbey, Dublino 1. Un'occasione per celebrare il compleanno di Alessandro Galimberti da oltre 5 anni in Irlanda. Con lui oltre un centinaio di amici stretti lo seguiranno. Spagnoli, irlandesi, sud americani, italiani, francesi, tedeschi. Ci saranno anche gli amici degli amici. Oggi Filippo Carta e' manager in un'importante multinazionale italiana. «Adoro la musica cubana e la nostra associazione Irlandiani.COM sta facendo un eccellente lavoro. Anche io a Bologna sto promuovendo l'evento. Saro' a Dublino per la festa del 3 marzo e portero amici appositamente per l'evento. Oggi mi trovo in italia per lavoro. Ho lavorato in Austria, Spagna e Irlanda. Consiglio vivamente a tutti i ragazzi di fare le valige e prendere il primo aereo. In Italia non c'e' spazio per crescere. Sto crescendo e sono tornato in patria da vincitore.

Club Floridita presso l'Irish Life Mall in Abbey, Dublino 1
Club Floridita presso l'Irish Life Mall in Abbey, Dublino 1
Ma non finisce qui. Sono giovane e pieno di energie» dice Filippo Carta. Ieri lo avete visto accanto a Julianne Moore, nomina a due Oscar e Pierce Brosnan, l’attore di 007. «Ho sempre giocato in attacco, anche nella vita. Forse è un istinto di sopravvivenza». Sbotta Filippo Carta dopo la sua ultima performance. Classe 1976, diploma di laurea in ingegneria. Sardo di nascita ed irlandese di adozione. L’unico suo grande amore? Il cinema e il project management. «Mi sento cittadino del mondo – precisa - in Irlanda mi sono forgiato. Un giorno torneró in Sardegna ma adesso non è ancora il momento. La vita mi ha dato la possibilita' di crescere. Il mio ». In Costa Smeralda ha lavorato al Billionaire, il locale di Flavio Briatore. «Questo mi ha dato la possibilità di vivere da vicino con le star come Anna Falchi, Fiorello, Max Biagi, Prost, Bill Gates, Gerry Cala, calciatori e modella». Mister Philip, come lo chiamano da queste parti, è atterrato per la prima volta sul suolo della Verde Irlanda quattro anni fa. E ha già all’attivo Fair City, telefilm irlandese con Alan Smyth, Clelia Murphy e Bow wow wow altra serie televisiva. Perché l’Irlanda? «E’ una terra che ha dato alla luce geni della letteratura come Jonatan Swift, Oscar Wilde, George Bernard Show. Ci sono molti attori di fama internazionale. Basti pensare a Michael Collins di Neil, Jordan, Il mio piede sinistro di Jim Sheridan, Cal di Pat O' Connor, In nome del Padre di Jim Sheridan, The commitments di Alan Parker. L' irlandese di Robert Knigthts, con Antony Hopkins, Trevor Howard e Jean Simmons. Senza parlare dei cantanti di fama mondiale come gli U2, Sinead O’Connor, Enya, Cranberries, Westlife». Quando hai capito che il cinema poteva diventare un modo per esprimere il tuo talento artistico? «Tutto è iniziato un po’ per gioco. Dopo aver conosciuto La Vita è Bella. Acquistai con i miei risparmi una video camera digitale. Cosi ho cominciato a riprendere feste, cene con amici. Mi sono appassionato. Chiesi un prestito in banca e comprai una stazione di montaggio digitale. Iniziai con video matrimoniali e video aziendali, ricorrenze particolari, lavori con le scuole, documentari di viaggio. Oggi studio cinema e teatro. Un giorno tornando dall’Australia, in Tailandia, ho girato un documentario. Un esperienza fantastica. E’ stata la scintilla che ha acceso il turbo e mi ha fatto fare il giro del mondo: Egitto, Emirati Arabi, Singapore, America, Cuba, Europa. Mi sono sentito un vulcano in eruzione. Un paio d’anni fa mi sono imbarcato per Hollywood. Quando sono atterrato a Los Angeles mi hanno reimbarcato per la Sardegna. Non avevo i giusti documenti. Arrivato in Sardegna mi sono catapultato al consolato e nel giro di 48 ore ero ad Hollywood». E’ stato difficile lasciare la Sardegna? «A Uri, il paese di tremila anime che porto sempre nel cuore, si respirano i valori della vita. Chi vuole emergere, spaccare il mondo deve avere il coraggio di fare le valige. Mi riferisco alle sconfitte della mia generazione che vedo sempre più triste, disorientata. Purtroppo non siamo stati migliori dei nostri padri e non credo possiamo costituire un esempio attendibile e autorevole per i nostri figli fatto di certezze future». Quindi la tua insicurezza diventa carburante per affrontare nuovi progetti? «Esatto. E' importante per me che ci sia sempre un'altra montagna da scalare, un altro progetto. Se non ce l'ho, diventa pericoloso per me. Finché sto impegnato in un progetto, io sfogo tutta la mia aggressività su quello. Do tutto me stesso». Sogno nel cassetto? «Biglietto di sola andata per Hollywood anche se il pericolo dei filmaker in America è la produzione di film che rischiano di essere uno identico all’altro. Un caloroso saluto lo a tutti gli italiani in Irlanda. Scherzo ho la testa sulle spalle. Oggi ho un lavoro con molte responsabilita' e ne vado molto fiero. Amo i miei colleghi. Sono persone professionali come l'azienda di cui faccio parte. Non ho nulla da rimpiangere. Un caloroso saluto va a Alessandro Spurio construction manager e Daniele Guarnaschelli construction superintendent.» conclude Filippo Carta.





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Ultimo aggiornamento ( giovedì 15 febbraio 2007 )
 
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