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Dublino:l'Italia sconfitta 5-1 dalla Polonia nella SARI League PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Strufaldi   

Italia-Polonia
Gonzalo ispira le manovra sotto gli occhi di un avversario e di Ferrantini (foto di Alessandro Sepiacci)
GUARDA LA CLASSIFICA GENERALE La rappresentativa italiana e’ stata seccamente sconfitta 5-1 dalla Polonia nella partita  del torneo di calcio SARI Brian Kerr Intercontinental League, valida anche come finale della  SARI Cup. Il match si e’ giocato ieri a Dalymount Park, gremito da oltre mille tifosi in maggioranza polacchi e ha visto un’Italia frizzante e combattiva nel primo tempo che ha dovuto soccombere nel secondo tempo alla superiorita’ fisica degli avversari. La squadra polacca ha sollevato la coppa messa a disposizione di SARI (Sport Against Racism Ireland) e si avvia a vincere il torneo, forte di 9 punti di vantaggio sulla piu’ immediata inseguitrice.

In una splendida giornata di sole il fatiscente stadio del Bohemians ospita il big match fra la capolista del torneo e l’Italia. Gli azzurri vogliono il riscatto dopo tre sconfitte consecutive ma soprattutto vogliono tenere alto il nome dei Campioni del Mondo. In tribuna, uno sparuto gruppo di italiani al seguito degli azzurri  tenta di contrastare il sostegno caloroso di un migliaio di polacchi armati di trombe e bandiere. Nel parterre fra gli altri il console italiano Marco Lombardi e il presidente di Irlandiani Francesco Dominoni. Dopo le presentazioni di rito del torneo, ottimamente organizzato da Frank Buckley di SARI con l’apporto di Gil Berkovich e sponsorizzato da Polska Gazeta, si comincia.

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La tifoseria polacca esulta sulle tribune (foto di Alessandro Sepiacci)
La cronaca. L’Italia si schiera con Yomi Samoy; Sforza, Federiconi, Di Carlo, Savona, Veneziano; Faura, Paludi, Ferrantini, Boyero, Carraros; Munoz diretti dall’allenatore Giovanni Pisoni. In panchina E. Di Carlo, Mesolella, Lil, Lauria e Black. Un’Italia per niente imbarazzata per l’assenza di 4 pedine fondamentali comincia il match a viso aperto. La Polonia e’ contratta e gli azzurri ne approfittano per tenere bene il campo e rendersi pericolosi con alcuni veloci affondo. Al 10’ un episodio che fara’ molto discutere. Munoz lanciato a rete in solitario cade in area contrastato dal portiere polacco. L’arbitro della Repubblica Ceca decreta il rigore, ma ci ripensa su suggerimento del guardalinee. Al 21’ l’Italia sblocca l’incontro: l’azione corale ispirata da Sanchez viene finalizzata da Munoz scattato sul filo del fuorigioco. I polacchi reagicono subito e dopo 7 minuti pareggiano nella mischia susseguente a calcio d’angolo. Gli azzuri combattono e fanno sfoggio di tecnica: Ferrantini contrasta e da’ ordine a centrocampo, Gonzalo Paludi ispira, Faura guizza sulle sinistra, Munoz e’ pericoloso nelle sue sgroppate. Tanto lavoro pero’ non da’ frutti.  Al 35’ l’uscita rocambolesca del portiere nigeriano del’Italia sui piedi del centravanti polacco sconguira il gol. Al 44’ il raddoppio dei biancorossi che sfuttano un ritardo della difesa azzurra. Si va alla pausa convinti nella potenzialita’ tecnica degli azzuri, ma anche preoccupati per il dispendio fisico che i nostri hanno profuso. Il secondo tempo e’ infatti di marca polacca. Il 3-1 proviene all’inizio della seconda meta’  da una disattenzione del portiere che si lascia sorprendere da un tiraccio da lontano. Al 20’ accordato un rigore dubbio alla Polonia dopo che la guizzante punta polacca cade in area contrastata dalla difesa italica. La realizzazione del penalty chiude le speranze azzurre che subiscono anche un’eccessiva punizione con il quinto gol.
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L'Italia prima dell'incontro (foto di Alessandro Sepiacci)

Peccato per l’espulsione nel finale di Ferrantini che pero’ non scalfisce la sua prestazione monstre: ha tenuto quasi da solo il centrocampo per coprire le spalle ai due fantasisti, ha contrastato, ha dato ordine e geometrie ed e’ stato l’ultimo ad arrendersi. La difesa ha peccato di qualche ingenuita’ di troppo. L’uscita del capitano Di Carlo per stiramento ha indebolito un reparto dove si e’ segnalato il roccioso Veneziano. Ma e’ soprattutto sul piano della corsa che i nostri hanno subito. Una Polonia meno tecnica ma piu’ pratica ha finalizzato meglio le occasioni create, frutto di una manovra a centrocampo solida e concreta, mentre  i nostri si perdevano in qualche svolazzo di troppo e perdevano i tackle.
Onore alle armi pero’ agli azzurri che hanno tenuto il campo finche’ hanno potuto e che non hanno sfigurato di fronte ad uno squadrone che ha vinto 12 incontri dei 13 disputati nella SARI League.

Ma adesso sentiamo i protagonisti. Michele Di Carlo rende onore agli avversari ma ha qualche recriminazione. “L’arbitro molto insicuro ha assegnato il rigore e poi ci ha ripensato. Forse sarebbe andata in maniera diversa. Inoltre ha espulso Ferrantini in circostanze poco chiare e lo ha pure insultato.” Riconosce la spettacolarita’ del match e fa un appunto  “ottima organizzazione, pero’ la cerimonia di presentazione e premiazione in polacco ha stonato in una cornice cosi’ internazionale”. Il fantasista Gonzalo Sanchez Paludi dice che l’Italia ha fatto una bella figura e ha perso soltanto per la superiorita’ atletica degli avversari. Per Mesolella il risultato e’ bugiardo “non e’ in discussione la vittoria pero’ avremmo dovuto perdere di misura”. Infine “Materazzi” Veneziano: “abbiamo tenuto bene il primo tempo, poi siamo calati fisicamente ma non siamo inferiori ai polacchi”.

Il match termina con i tifosi polacchi in tripudio dopo che hanno sostenuto il loro team a squarciagola per tutti i 90 minuti. Dopo le delusione alla Coppa del Mondo hanno avuto la loro piccola fetta di soddisfazione. La premiazione suggellata dalla presenza di Brian Kerr vede i giocatori avversari  riconoscere il valore reciproco nel segno di un fair play che ha contraddistinto questo evento in campo e sulle tribune

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Gil Berkovich consegna la coppa al capitano polacco (foto di Alessandro Sepiacci)





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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 02 maggio 2007 )
 
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