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Festival Italiano: mostra su Nuvolari a Dublino PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   

Tazio Giorgio Nuvolari protagonista della mostra a Dublino
Tazio Giorgio Nuvolari protagonista della mostra a Dublino
Dal 25 aprile all'11 maggio, presso gli uffici della Commissione Europea in 18 Dawson Street a Dublino alza il sipario la mostra dedicata a Tazio Nuvolari. Mostra dedicata al Mantovano volante in occasione del Festival Italiano. Dopo le memorabili vittorie al Tourist Trophy del 1930 e del 1933, Nivola ritorna nella terra del quadrifoglio con una mostra in programma a Dublino. L’esposizione “Nuvolari tra il cielo e la terra” e'stata organizzata con il patrocinio dell'Ambasciata italiana in Irlanda, la Rappresentanza della Commissione Europea, la regione Lombardia, l'Italian Automobile Club ed il Tazio Nuvolari Museum. Sponsors dell'iniziativa Alfa Romeo e BPM Ireland.

Chi e' Tazio Giorgio Nuvolari

Tazio Giorgio Nuvolari nasce a Castel d’Ario, provincia di Mantova, mercoledì 16 novembre 1892, verso le 9 di mattina. È il quarto figlio di Arturo Nuvolari (1863-1938), agricoltore non ricchissimo ma benestante, e di sua moglie Elisa Zorzi, donna di casa, di origine trentina (1864-1943). Ragazzo vivacissimo e poco incline allo studio, è attratto dal dinamismo delle discipline sportive. Il padre è un ciclista con all’attivo più di un’affermazione; il fratello di questi, Giuseppe, è addirittura un asso: più volte campione italiano, si cimenta con successo anche all’estero nella velocità su pista e nelle primissime gare di mezzofondo dietro motori. Il piccolo Tazio proverà per lo zio Giuseppe molto affetto e un’ammirazione sconfinata, destinata a suscitare un fortissimo impulso di emulazione.

La svolta storica

La svolta storica è datata 1930. L’Alfa Romeo, dopo il disastroso «provino» di Monza, per cinque anni non lo aveva più preso in considerazione, ma Vittorio Jano non l’aveva certo perduto di vista. Lo contatta e gli offre una macchina ufficiale della Casa, una 6C 1750 GS «testa fissa» per la Mille Miglia. Tazio fa impazzire mezza Italia: vince la grande corsa ed è il primo pilota che percorre i 1600 chilometri del tracciato a oltre 100 di media. La corsa fu ed è tuttora ricordata per un episodio curioso, la cui veridicità è stata vanamente contestata: Nuvolari avrebbe raggiunto il suo grande rivale Varzi, partito dieci minuti prima di lui, guidando negli ultimi chilometri a fari spenti. A spegnerli sarebbe stato il suo coéquipier Giovan Battista Guidotti, il quale ripeté poi questo racconto in una quantità di interviste, incurante delle obiezioni, prima fra tutte quella che il sorpasso avvenne a giorno fatto. Lo stesso Nuvolari, del resto – il quale sapeva bene che la leggenda a volte «vale» più della storia – non smentì mai l'aneddoto.

L'ingresso in Ferrari

In quello stesso 1930 Tazio entra a far parte della neonata Scuderia Ferrari e le regala la prima vittoria, nella Trieste-Opicina, con l’Alfa Romeo P2. Si afferma anche in altre due importanti corse in salita (Cuneo-Colle della Maddalena e Vittorio Veneto-Cansiglio, sempre con la P2), poi torna sulla 1750 GS e va a vincere il Tourist Trophy sul circuito di Ards, Irlanda del Nord. E dà l’addio alla moto, non senza cogliere gli ultimi quattro successi fra cui, per la seconda volta, l’«assoluto» nel prediletto Circuito del Lario, con la Bianchi 350 davanti anche a tutte le 500.

Una carriera prodigiosa

La prodigiosa carriera di Nuvolari si chiude nel 1950 con le ultime due gare, il Giro di Sicilia/Targa Florio (percorso 1.080 km!), in cui abbandona poco dopo il via per la rottura del cambio, e la corsa in salita Palermo-Monte Pellegrino, che lo vede primo di classe e quinto assoluto. È il 10 aprile. La vettura è una Cisitalia 204 Spyder Sport elaborata da Abarth. Tazio ha chiuso ma non annuncerà mai il proprio ritiro. Passano poco più di tre anni e quello che Ferdinand Porsche aveva definito «il più grande pilota del passato, del presente e dell’avvenire», se ne va, in silenzio, alle sei del mattino dell’11 agosto 1953, un martedì.





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