 Enzo Farinella alla conferenza "The contribution of Irish Monks to Europe from the 6th century onwards" Ieri, Enzo Farinella giornalista e collaboratore Ansa, in una conferenza allo Swift Theatre - Trinity College ci descrive con l’entusiasmo che sempre lo accompagna, la fondamentale importanza che i monaci irlandesi ebbero nel promuovere la cultura in un periodo di apparente crisi politica e morale quale l’Alto Medioevo. La conferenza fortemente voluta dalla Dr Sarah Alyn Stacey del Centre for Medieval and Renaissance Studies, fa parte di una serie di incontri di approfondimento su tematiche di storia europea. I monaci irlandesi ebbero un ruolo di “custodi della cultura” e se tanta parte della cultura classica greca e latina non è andata perduta è grazie proprio al lavoro costante di questi “messaggeri di Dio”, che nei loro viaggi di evangelizzazione portavano con loro l’amore per la cultura e libri al dorso. Mentre l’impero romano si dissolveva, in un Europa sconvolta da invasioni barbariche e carestie, nel V secolo in Irlanda fiorivano i monasteri oasi di pace e meditazione dai quali poi sorgevano cittadelle universitarie e centri di conservazione e promozione della cultura. Ovunque, questi monaci andassero per diffondere la parola di Dio sorgevano villaggi, ostelli, ospedali e tanto per citare qualche esempio il monastero di Schottennstif a Vienna o la Scuola Palatina, una delle università più antiche d’Europa, di Pavia devono i natali proprio a santi irlandesi. Farinella nel corso del suo intervento getta ponti tra passato e presente avvertendo che come allora, valori quali la dignità umana, il senso di appartenenza a un comune patrimonio intellettuale ed etico sono riusciti a far fiorire di nuovo l’Europa nel Rinascimento, anche oggi, non dovremmo solo preoccuparci di spread o di valutazioni delle agenzie di rating, ma superare la crisi orientandoci verso un’Europa dei valori piuttosto che a un Europa di solo mercato.
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