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Il 26 giugno si svolgerà a Dublino la Gay Pride Parade, evento conclusivo di una lunghissima settimana organizzata per il Gay Pride Festival. Con il motto “We are family too”, la settimana tra il 18 ed il 27 ha visto la collaborazione di tutti i più grandi gruppi della comunità LGBTQ (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender e Transessuali, Queer) che hanno organizzato incontri e dibattiti, oltre che irrinunciabili party, sulle tematiche a cuore alla comunità. In pieno stile camp si è vissuto sette giorni di cultura, arte e spettacolo toccando tutte le corde di una sottocultura così vasta. Grazie ai numerosi sponsor, tra cui YouTube , tutta l’organizzazione ha costruito un Pride grande e maestoso. Oisìn O’ Reilly, chairperson dell’organizzazione ha dichiarato che “il tema di quest’anno è we are family too per via di quel limbo in cui si ritrovano le famiglie LGBTQ”. Ed a partire da questa grave mancanza di leggi e riconoscimenti, tutta la comunità gay Irlandese scenderà in strada in quel modo colorato ed assolutamente rumoroso, ormai caratterizzante dell’evento. Con ben impresso in mente il concetto che la comunità LGBTQ non sfila per essere accettata, ma per poter essere semplicemente riconosciuta dalle leggi, l’organizzazione ha fatto in modo di lavorare a stretto contatto, ed in sintonia, con gli organi politici. Il sindaco di Dublino, Emer Costello, ha espresso tutta la sua positività nei confronti del Gay Pride Festival. “Questo Festival è una bellissima celebrazione della diversità, libertà e rispetto che io sono molto felice di supportare. Congratulazione a tutti i volontari che lavorano instancabili per fare in modo che questa esperienza possa piacere a tutti. Io incoraggio tutti a partecipare agli eventi del festival, inclusa la Gay Pride Parade, alla quale io stessa parteciperò quest’anno”. Grandissimo esempio di riconoscimento dal sindaco di Dublino che rappresenta in modo egregio una grande ed aperta città. Se si pensa che fino al 1993, in Irlanda, l’omosessualità era ancora formalmente illegale, è strabiliante osservare come ed in quanto poco tempo sia tutto cambiato. In tutta la città, durante la settimana, sbandierano le rainbow flags, simbolo della comunità gay, e queste sono in vendita in tutti i negozi dedicati all’oggettistica irlandese. Anche le rive del Liffey sono costeggiate interamente da bandiere arcobaleno non solo nella settimana del Pride, ma a partire dall’inizio di giugno. Il Gay Pride Festival è una delle più grandi manifestazioni in Irlanda, e la città che cambia e si tinge di nuovi colori ne è la prova lampante. Un esempio perfetto ed un’organizzazione dalla quale l’Italia potrebbe tanto imparare.
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