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Irlanda: Esposizione di Arte Contemporanea al Boyle Arts Festival PDF Stampa E-mail
Scritto da Valentina Foscolo   

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Località: Il Boyle Arts Festival si terrà alla King House nella Contea di Roscommon fino al 31 Luglio.

Per la sua 21esima esposizione, il Boyle Arts Festival ha invitato tutti gli artisti rappresentati alla Boyle Civic Art Collection. La Civic Collection è cresciuta il doppio grazie delle spettacolari esposizioni annuali. Ma come nota Fergus Ahern nella sua breve introduzione al festival, molti artisti non hanno risposto all’invito. “Alcuni artisti sono incapaci di partecipare a causa di altri impegni” e presumibilmente altri non avranno lavori adatta da presentare. Ma c’è un altro aspetto, quello che riguarda gli artisti emergenti. Sono proprio questi nuovi artisti che possono apportare punti a favore delle esposizioni.

Nel corso degli anni qualcos’altro ha contribuito a caratterizzare il Boyle: il desiderio degli artisti esibenti a produrre qualcosa di nuovo e degno di nota, piuttosto che limitarsi a spedire materiale tenuto in magazzino. Molti degli artisti porteranno alla mostra materiale completamente nuovo.

Il quadro energico, a tratti turbolento, di Nick Miller To the Metal Man richiama lo spirito di Jack B Yeats senza essere in nessun modo sminuito dal paragone. Ronnie Hughes ha deciso di esibire uno piccolo ma terrificante dipinto, "Bodice", una complicata rete di angoli e punti organizzati seguendo una traiettoria perpendicolare. La composizione di KK Godsee’s, un quadro astratto in cui trovano spazio forme curvilinee incastrate tra di loro, è un particolare esempio dei suoi spettacolari lavori. TP Flanagan è uno dei più importanti artisti irlandesi del 20esimo secolo e, "Shining Stone", il quadro da lui esposto, rappresenta un paesaggio in riva ad un fiume realizzato con la pittura acrilica.

I paesaggi sono il tema dominante della maggior parte dei quadri esposti, e sicuramente ci sono delle ottimi lavori da ammirare, tra cui spiccano quelli di: Helen Gaynor, Martin Gale, Joe Dunne, Mary Lohan, Blaise Smith, Keith Wilson, Bernadette Kiely, Neal Greig, Gwen O’Dowd e John Moore. In aggiunta vi sono opere astratte o semi astratte con collegamenti a possibili paesaggi che fanno di questa mostra un richiamo importante per tutti gli amanti dell’arte contemporanea.

Quadri dipinti da Joseph O’Connor, Mike Fitzharris, Padraig MacMiadhachain, Eddie Fitzgerald e Eamon Colman, Veronica Bolay, come "Clew Bay", "Summer’s Night", "Co Mayo" rappresentano una serie di bande di colori orizzontali che richiamano Rothko. Approcci più analitici al tema dei paesaggi si ritrovano nei quadri di David Crone, Michael Caning e Blaise Drummond.

E’ presente un sostanziale corpo di quadri astratti e stampe realizzati da Heenagh Geoghegan, Makiko Nakamura, Fiona Joyce, Margaret O’Hagan, Sineád Ní Mhaonaigh, Bridget Flannery, Katherine Boucher Beug, Maria Simmonds-Gooding e Philip Flanagan. Impressionanti sono i "Sixteen Paper Flower" realizzati da Fionnuala D’Arcy, i quadri di Barrie Cooke che prendono spunto da un viaggio in sud Africa nel 2008, e le fotografie di Con Kelleher con soggetto una finestra bagnata dalla pioggia di Novembre.

Il piccolo e fantasioso ritratto "Bess", realizzato da Genieve Figgis è una vera e propria gemma, così come i due dipinti di Allyson Keehan, considerazioni meditative sulla vita in sé. Fergus Ahern, a tal proposito, ha dichiarato che ha intenzione di lasciare la gestione dell’esibizione quest’anno. Grazie all’elevato livello di qualità delle collezioni, molte delle quali sono direttamente collegate alla sua persona, in molti si chiedono chi potrà mai prendere il suo posto.

Altra esposizione da non perdere è quella di Maggie Madden “Fanding not Ending” che si svolge al Roscommon Arts Centre, realizzata utilizzando in maniera scrupolosa e attenta i materiali di scarto. L’esposizione resterà aperta fino al 5 Agosto.

Maggie Madden proviene da un contesto tipicamente rurale. Cresciuta in Connemara, ha proseguito i suoi studi alla Limerick School of Art eand Design. L’istallazione da lei realizzata per la sua laurea fu memorabile: una massa senza fine di scatole vuote, da quelle più piccole fino a alle più grandi, tra di loro interconnesse, che si estendono dall’alto verso il basso. C’è un qualcosa di incessante dietro le sua opera, sembra quasi che possa continuare all’infinito. Riporta alla mente le costruzioni sia naturali che fatte dalla mano dell’uomo: forse suggerisce la visione della città come un organismo invasivo.

Sebbene abbia preso parte a diversi gruppi per mostrare i suoi progetti questa è la prima volta che l’artista è protagonista assoluta di un’esposizione. Probabilmente è a causa dell’eccezionale lentezza richiesta dal lavoro meticoloso dietro ai suoi lavori, anche quando non sono di particolare grandezza. Il suo pezzo più importante "Fanding not Ending" è chiamato Stack ed è abbastanza modesto a livello di grandezza. Richiama una formazione di roccia dentellata scalfita dal mare e ci riporta alla mente i contorti blocchi di ghiaccio del dipinto di Friedrich, "Sea of Ice".La scultura di Madden è composta da tanti frammenti di legno deteriorati, ricavati da costruzioni in fase di demolizione o raccolti sulla riva del mare. Da questa meticolosa organizzazione di legni marci l’artista è stata capace di ricavare una spettacolare e paradossale immagine di precaria resistenza. Questo aspetto precario ritorna in molti dei suoi lavori.

In "Another Unit", l’artista realizza una costruzione architettonica partendo da un insieme di vecchie carte. Sospesa al muro, la struttura riporta alla mente lo sviluppo urbano in particolare le baraccopoli. La "Tree-like Network" prosegue su questa stessa linea, con fili di fibre ottiche che tracciano una rete che richiama le connessioni di internet, assemblate e combinate con una struttura affusolata di radici di piante essicate. "Land", è un collage fatto da minuscoli frammenti di metallo su carta scura.

Nelle opere di Madden vi sono continui riferimenti alle differenze tra le strutture e i processi naturali e artificiali, dalle reti ai sistemi complessi, al consumismo fino alla decadenza. L’artista è dotata di intuizioni poetiche che le permettono di realizzare immagini cariche di dimensioni significative, invitando i suoi spettatori alla contemplazione piuttosto che alla ricerca di un significato predefinito.





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Ultimo aggiornamento ( giovedì 29 luglio 2010 )
 
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