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Jazz e tradizione italiana al Kilkenny Arts Festival PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvia Guaiani   
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Jazz e tradizione italiana al Kilkenny Arts Festival
Dalle vetrate policrome, della Cattedrale di St Canice, filtra una debole luce che rende l’atmosfera all’interno quieta e reverenziale allo stesso tempo. Un pianoforte nero a coda attende silenzioso sul proscenio solo di essere sfiorato. Quando le dita sapienti e leggere di Francesco Turrisi si posano sulla tastiera e intonano il “Salve Regina” e “Lamento di Paolo e Francesca” si ha l’impressione che non possa esserci posto più adatto, per una musica così squisitamente delicata e raffinata. Insieme al bassista Dan Bodwell e al batterista Sean Carpio, Turrisi ha eseguito brani tratti dal Cd di debutto “Si dolce è il Tormento”, un progetto jazz che prende vita dall’interesse e dalla passione per la musica italiana del diciassettesimo secolo. Il disco ha trovato sin da subito i favori della critica, guadagnandosi ben quattro stelle in una recensione dell’Irish Times, che l’ha definito “exquisite”. Le melodie sembrano riflettere il gusto estetico della grande etichetta tedesca ECM, pur traendo ispirazione dalla musica antica italiana e da motivi popolari. Tra i progetti che l’artista torinese ha attualmente in corso merita una menzione particolare “Tarab”. Questo lavoro fonde al suo interno elementi propri della musica mediterranea e della tradizione strumentale e vocale irlandese. “Tarab” si sviluppa intorno ad un linguaggio sonoro multiculturale basato sull’improvvisazione, sul virtuosismo strumentale e su ritmi incalzanti. Turrisi ha dichiarato che: “Suonare al Kilkenny Arts Festival è sempre una bella esperienza. E’ uno dei Festival più importanti d’Irlanda ed ogni volta è ben organizzato e curato nei dettagli”. “Inoltre quest’anno”, continua Turrisi, “abbiamo avuto l’opportunità di esibirci nella Cattedrale cittadina che ha un suono molto naturale e un’ottima acustica per questo genere di musica”. Terminato il concerto cade ancora il silenzio tra le mura gotiche di St Canice, questa volta, però, viene subito interrotto da una meritata cascata di applausi che scende a rendere omaggio al Francesco Turrisi Trio e alla sua elegante esibizione.




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