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La Terra: l'ultimo film di Sergio Rubini al Buitoni Italian Film Festival PDF Stampa E-mail
Scritto da Mauro Fiorio   
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Grande successo del film La Terra di Sergio Rubini.
Dopo le proiezioni, la settimana scorsa, di tre grandi classici del cinema italiano -Otto e 1/2, I vitelloni e Il Gattopardo-, che hanno fatto da apripista per il Buitoni Italian Film Festival, ieri si e' aperta la rassegna delle pellicole piu' recenti ed acclamate della nostra cinematografia con "La Terra" di Sergio Rubini (2006).
Film poetico e carnale al tempo stesso, suggestivo e a tratti violento, La Terra e' innanzi tutto profondamernte italiano. L'ambientazione ricorda quella dell'Amico di Famiglia di Paolo Sorrentino: la provincia dell'Italia meridionale (in questo caso Mesagne, BR), coi suoi colori accesi, il suo sole cocente, il suo fascino da outsider e le sue mille idiosincrasie non facilmente comprensibili da chi li' non vive o ci ha vissuto.
Il protagonista Luigi (Fabrizio Bentivoglio, in una delle sue migliore performance) e' un professore di Milano, originario di Mesagne, che torna nella sua terra per sbrigare alcune faccende famigliari. Uno dei suoi tre fratelli vorrebbe vendere la vecchia masseria lasciata in eredita' dal padre, ma un altro fratello (anzi, fratellastro), contadino, ci guadagna da vivere e non ha nessuna intenzione di cedere terreni e attivita'.
La funzione di Luigi, ammirato dai fratelli e in particolare dal piu' giovane dei quattro, dovrebbe essere quella di mediare tra le parti per arrivare ad una soluzione ragionevole.  Ma quella che inizia come una semplice pratica da sbrigare si trasforma presto in un complesso intrigo di debiti, vendette, torti fatti e subiti, violenza e -anche- morte.
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Bentivoglio nell'intenso ruolo del professore

Una storia in cui suo malgrado Luigi viene coinvolto, nonostante i molteplici tentativi di starsene al di fuori. Ed e' proprio in questo coinvolgimento involontario che si scorge il principale tema del racconto, quell'impossibilita' nel distanziarsi da un certo tipo di mentalita', cosi' indissolubilmente legata alla terra da cui si proviene. Luigi tenta invano di mantenere un certo distacco che, come gli viene anche fatto notare in una scena del film, e' tipicamente "settentrionale". Ma per districare una matassa apparentemente troppo fitta e complicata, il protagonista deve calarsi in quella realta' provinciale che nella "lontana" Milano credeva dimenticata. E cosi' Luigi si scopre, o riscopre, perfettamente in grado di muoversi con intelligenza ed astuzia in un questo strano mondo sommerso di mafiosi, usurai, donne ambigue ed assassini.
Si accorge, insomma, che nonostante tutto quella splendida, romantica, difficile e pericolosa provincia seccata dal sole e' il luogo dove stanno le sue radici. E', appunto, la (sua) Terra.




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Ultimo aggiornamento ( venerdì 25 maggio 2007 )
 
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