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Dublino: Margaret Burke Sheridan in mostra all’Istituto di Cultura Italiana PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvia Saccomanno   

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L’Istituto Italino di Cultura presenta una mostra particolare dedicata ad una prima donna di origine irlandese, ma famosissima in Italia tra la prima e la seconda guerra mondiale. In anni così difficili e turbolenti, la voce di questa ragazza allietava i teatri e lo spirito di chi li abitava, anche solo per una sera. Il suo nome è Margaret Burke Sheridan, una soprano dalle doti canore riconosciute ovunque e apprezzata per le mirabili ed appassionate interpretazioni liriche. Toscanini l’aveva soprannominata “l’Imperatrice d’Irlanda” e Guglielmo Marconi disse “La sua è la voce che ho aspettato di sentire per tutta la mia vita”.
Nel 1918 la Sheridan conquista Roma interpretando Mimi ne La Bohème di Puccini e il pubblico riconosce subito in lei una grande artista, mirabile cantante e coinvolgente attrice. La sua reputazione cresce di anno in anno, da Milano a Napoli e ciò che fa di lei un’interprete  insuperabile è l’immedesimazione con cui da vita, corpo e anima ai personaggi. Il Corriere della Sera scrive di lei “Miss Sheridan è Irlandese, ma sia per fortuna o per istinto, canta come fosse Italiana”. E il suo amore per l’Italia la spinge a rifiutare lavori all’estero che l’avrebbero portata lontana dalla sua patria artistica e dal calore sincero di un pubblico appassionato come lei.
A 50 anni dalla sua morte, l’Istituto di Cultura Italiana a Dublino le dedica una mostra per celebrare un talento che è riuscito ad unire due popoli e due culture. Esposte all’ 11 Fitzwilliam Square East, Dublin 2, si possono ammirare i costumi di scena, ventagli, mantelli e soprammobili utilizzati dalla Sheridan; alle pareti, invece, innumerevoli testimonianze della sua arte, fotografie e giornali dell’epoca a testimonianza di una carriera brillante e di un amore appassionato per il canto.
Mentre la sua bella voce risuona nelle stanze della mostra tra acconciature, perle e merletti lavorati in oro è facile immaginare l’espressività che emozionava tanto il suo caro pubblico. Basta chiudere gli occhi e si può immaginare il successo di una diva; fiori sul palco a scena aperta e applausi sterminati, ammirate richieste di bis che si infrangono emozionate sul tendone rosso, mentre lei sparisce pian piano nel buio del teatro.





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Ultimo aggiornamento ( venerdì 28 marzo 2008 )
 
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