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L’arte e il Bewley’s Café hanno molto in comune. Ci sono le luminosissime vetrate realizzate da Harry Clarke, installate nel 2005, e il teatro al secondo piano, in cui si realizzano spettacoli da più di 10 anni. L’edificio è inoltre stato utilizzato come una galleria informale da Paddy Campbell, il quale ha salvato il caffè dalla rovina negli anni ’80, e i cui dipinti e sculture hanno abbellito l’ambiente da quel momento in avanti. Va quindi da sé che il Bewley’s Café fosse il luogo ideale per ospitare la mostra Small World, che sarà accessibile al pubblico per tutto il mese di luglio durante la pausa pranzo. Il teatro è stato completamente oscurato e sono stati ricreati sei mondi in miniatura, dove sculture della grandezza di una bambola rappresentano dei veri e propri momenti di vita quotidiana. È stata ricreata, per esempio, una spiaggia, in cui dei bagnanti in bikini si stendono sulla sabbia; una donna si stira la schiena, mentre un’altra cerca di rivestirsi in maniera discreta. In un’altra scena, paragonabile a quelle che si possono vedere quotidianamente nel caffè sottostante, una giovane donna si allontana dall’uomo che l’aveva appena piantata in asso, lasciando sul tavolo l’anello che una volta simboleggiava il loro amore. Nell’altra stanza vi è rappresentato un bambino che piange tra le braccia della mamma. Un’altra scena mostra uno spaccato della vita quotidiana dei pendolari, mentre ritornano a casa con il treno, schiacciati come sardine, nella grigia luce della notte. I personaggi si muoveranno tra le varie scene durante la mostra, per dare l’impressione che anche in questo mondo lillipuziano la vita vada avanti come la nostra, ma soprattutto per incoraggiare gli spettatori a creare le proprie storie. La mostra è stata ideata dallo stesso Campbell più di sei anni fa, quando ha avuto l’idea di riutilizzare alcuni piccoli modelli in cera che utilizzava per creare le sue sculture in bronzo, ma egli non è l’unico ad aver dato il proprio contributo per Small World. Le scene sono state magistralmente illuminate da Andrew Clancy, il quale ha sapientemente utilizzato specchi, vetro e regole della prospettiva per trasmettere ai visitatori le varie sfumature di questi mondi in miniatura. La musica ed i suoni sono stati curati da Giuseppe Sannino, il quale, attraverso un mix di rumori, come quello delle onde del mare, di un bambino che piange o di alcune persone che ridono, è riuscito a creare un ambiente ancor più suggestivo. Gli abiti sono stati realizzati da Elaine Chapman e molte altre persone hanno reso possibile la buona riuscita di questa mostra, curandone minuziosamente i dettagli. Per maggiori informazioni consultare il sito www.bewleys.com
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