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Crolli nelle vendite commerciali: si temono licenziamenti |
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Scritto da Rosa Piccolantonio
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 Crolli nelle vendite commerciali: si temono licenziamenti E’ cominciato lo scorso maggio il crollo delle vendite commerciali e questo continua a destare molta preoccupazione perché si prevedono molteplici licenziamenti. L’aumento delle tasse, introdotto lo scorso aprile per costituire un fondo d’emergenza, non ha migliorato la situazione. Secondo quanto affermato dalle statistiche e precisamente dal CSO (Central Statistics Office), è dal 1970 che non viene registrato una caduta così pesante nelle vendite, il 9,2% in più rispetto a maggio dell’anno scorso e l’1,2% in più per questo maggio 2009 rispetto ad aprile 2009. Secondo anche quanto afferma l’IBEC (Irish business and employers confederation), la confederazione delle imprese e dei datori di lavoro irlandese, i consumatori sono previdenti anche per quella parte di reddito destinata a spese non strettamente necessarie, cioè agli acquisti e in particolare d’abbigliamento. Inoltre, si prevede che oltre 25.000 impiegati in questo settore perderanno il lavoro, proprio come risultato di un marcato indebolimento dei consumi di questo settore. Il direttore generale delle vendite Torlach Denihan ha esortato il Governo a ridurre l’IVA dal 21 al 18% per un limitato periodo di tempo, proprio per incentivare le vendite. L’economista Lynsey Clemenger dell’Ulster Bank, ha affermato che quest’ultimi risultati hanno segnalato una situazione critica attuale nelle vendite per abbigliamento e calzature, peggiore di quanto ci si aspettava, anche solo paragonando gli ultimi mesi di aprile e maggio. In realtà, si sono registrati cali nelle vendite anche in altri settori, eccetto quello dei motori. In generale le vendite hanno subito una diminuzione via via sempre più rilevante facendo sì che i margini di guadagno dei commercianti siano andati diminuendo. Gli unici a registrare rialzi nei guadagni sono i discounts.
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