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Il potere d'acquisto dei Dublinesi alle stelle nonostante la crisi PDF Stampa E-mail
Scritto da Donato Altobelli   
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A Dublino non si sente parlar d’altro che della crisi, ma un recente report della UBS, che mette a confronto le più ricche capitali del mondo, dovrebbe sicuramente sorprendere gli irlandesi. Da quanto emerge i salari netti in questa capitale sono fra i più alti al mondo. In media la paga oraria, al netto di tasse e contributi, ammonta a 13.30 euro, circa quattro volte e mezzo di quanto si guadagna a Varsavia, e di gran lunga più alta anche di quanto si guadagni a Londra, Francoforte, Madrid, Parigi, e, naturalmente, a Roma. Un insegnante delle scuole elementari qui porta a casa un reddito annuo netto di oltre 31.000 euro: provate a a pensare a quanto guadagna un pari grado in Italia, e griderete anche voi allo scandalo. Ma c’è di più: un meccanico dopo cinque anni di apprendistato guadagna oltre 23.000 euro, sempre netti, altra cifra da noi inimmaginabile.
Le cifre diventano ancora più importante se si pensa all’alto potere di acquisto dei salari, che sta aumentando a causa della recessione che sta facendo cadere i prezzi qui più velocemente che nel resto d’Europa, ma questo dato avrà sicuramente conseguenze negative nel lungo periodo.
Certo, bisogna dire che alla base di queste cifre vi è una bassa pressione fiscale, il che significa, ad esempio, una sanità quasi completamente privatizzata e università dalle tasse elevate, oltre al fatto che le famiglie irlandesi sono molto numerose, quindi spesso un salariato deve mantenere più persone. Ma sull’ampiezza della forbice tra i salari Irlandesi e quelli pagati in Italia bisognerebbe certamente riflettere.




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