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Intervista a Garret Mullan, di Show Racism The Red Card PDF Stampa E-mail
Scritto da Donato Altobelli   
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Garret Mullan
Garret Mullan ci accoglie nel suo ufficio all’interno del Carmichael Centre, sede di un gran numero di ONG di ogni tipo. È solo a lavorare per Show Racism The Red Card,  coordinatore nazionale e unico impiegato a tempo pieno in Irlanda di un’associazione di grande rilevanza internazionale, nota grazie ai tantissimi sponsor nel mondo nel calcio come Henry o Eto’o. Dopo averci offerto una tazza di te, si è messo a parlarci subito con passione dell’associazione per cui lavora, dell’importanza di politiche di sensibilizzazione verso gli immigrati in un paese in piena crisi per cui la presenza di stranieri è una novità degli ultimi anni

Qual è la situazione dell’integrazione in Irlanda?
Beh, l’ultima notizia riguarda un raid contro i romeni in Belfast. In generale posso dire che l’immigrazione in Irlanda è una questione recente,  stiamo vivendo un grande cambiamento demografico. Abbiamo un significante numero di Polonesi, ma anche di Lituani, Russi Nigeriani, Sudafricani, Cinesi, Brasiliani. Le componenti sono molto differenti tra di loro, le persone dall’Italia, dalla Repubblica Ceca  e dalla Slovacchia sono più ricche, più simili, hanno i loro siti internet, i russi e i polacchi poi hanno addirittura un giornale. Un sondaggio del governo del 2007 ha mostrato come un immigrato su tre ha già sperimentato episodi di razzismo, si tratta per lo più di aggressioni verbali, non vi sono gruppi organizzati, ma temiamo che a causa della crisi economica la situazione peggiori.
Quali sono le politiche del Governo Irlandese riguardo l’immigrazione?
Credo che sia molto difficile per i migranti che vengono da fuori dell’Unione Europea, perché la burocrazia è molto complicata. È molto difficile per loro accedere al social welfare o ottenere la cittadinanza, per la quale dovrebbero bastare cinque anni di lavoro ma in realtà ne servono altri per le pratiche. Riguardo il problema dei rifugiati, benché non ve ne siano molti, sono per lo più ONG che se ne occupano, come Integration Ireland.  L’Irlanda ha anche un Ministero per l’Integrazione, ma non dispone di molti fondi, e quei pochi che possiede spesso non vengono neanche spesi, e temiamo che a causa dei tagli al welfare che vediamo in questo periodo il Governo non si occuperà più di questo tipo di problemi.
Come opera Show Racism The Red Card?
Principalmente noi ci occupiamo di educazione, produciamo materiale per insegnanti che lavorano nelle scuole. Lavoriamo molto con il mondo del calcio, sedici squadre della PFAI ci sponsorizzano. La PFAI è anche uno dei nostri maggiori finanziatori. Grazie a loro e ad altri finanziatori privati che puoi trovare sul nostro sito, non abbiamo bisogno di fare fund rising, con l’eccezione delle libere donazioni che possono esser versate da internet. Ancora non abbiamo particolari problemi a causa della crisi, ma temiamo per il futuro. Il nostro lavoro poi va avanti specialmente grazie ai volontari, ai quali assicuriamo uno specifico training.

Sicuramente una nobile attività. Per chi fosse interessato, gli annunci di lavoro dell’associazione appaiono su volunteer.ie. Per maggiori informazioni, consigliamo vivamente di visitare il sito di Show Racism The Red Card: http://www.theredcard.ie/index.html




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Ultimo aggiornamento ( sabato 23 ottobre 2010 )
 
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