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Irlanda come scelta professionale PDF Stampa E-mail
Scritto da Fabio Strufaldi   

Fabio Strufaldi
Fabio Strufaldi vive e lavora in Irlanda
In un mio recente viaggio in Italia, facendo la fila al supermercato, sono stato colpito dal numero di anziani che attendevano pazientemente di pagare la loro oculata spesa. Un'immagine alla quale non ero piu' abituato, abitando in Irlanda da tempo, e che mi ha ricondotto bruscamente alla realta' del nostro paese: una societa' anziana ed  in difficolta' economica. L'invecchiamento della popolazione non si riflette solo nelle mutate esigenze, ma anche nelle dinamiche del potere: la politica, la finanza, il giornalismo, la cultura sono dominate da una gerontocrazia che non cede di un millimetro.
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 Non c'e' spazio per i giovani, ma anche ormai la generazione dei quarantenni e’ ostacolata nell'accesso ad un lavoro migliore, quando non e’ costretta a sopravvivere in un eterno precariato. Quali sono le prospettive in tale preoccupante scenario dove i problemi non sono contingenti ma strutturali e di lunga data? E soprattutto percepiti come ineluttabili?
Noi Irlandiani rappresentiamo una piccola fetta di italiani che hanno scelto la strada dell'estero, come hanno fatto tanti altri connazionali a giro per le citta' d'Europa e del mondo per motivi di lavoro o di studio. Tutti accomunati dal desiderio di investire voglia, capacita’, ambizione, curiosita' in paesi che possono fornire un futuro possibile.
Buona parte di essi appartengono alla generazione fantasma, quella nata negli anni ‘70, quando i nostri padri si scontravano nelle piazze nell’utopia di un mondo migliore. Adesso quelle prospettive sembrano appartenere alla preistoria. Il nostro paese si dibatte nella recessione: l’effetto supermercato, il lavoro precario, la competitivita’ affossata, le velleita’ della politica. Che stacco con la societa’ irlandese dove il quotidiano e’ fatto di opportunita’ di lavoro, di consumi, di divertimenti, ma anche di mamme e passeggini: un una parola, di speranze. L’EIRE e’ il paese piu’ giovane d’Europa e ha l’economia piu florida dell’UE dei 15. Dopo il boom improvviso dei primi anni ‘90 e’  riuscita a superare indenne  le pressioni internazionali del nuovo millennio mantenendo tassi di sviluppo piu' che soddisfacenti: negli ultimi 3 anni la crescita del PIL e' stata costantemente sopra il 4% (ricordiamo che nel 2005 la media europea dei 15 e' 1.5%  e l'Italia si e' attestata su di una crescita pressoche’ nulla). Il tasso di disoccupazione e' uno dei piu' bassi (4,2%). Dopo anni di vacche grasse c'era il timore di un rallentamento, dovuto alla crescita dei prezzi delle case che qualcuno vede come speculativa. Ebbene, il tasso di crescita dei salari per il 2006 e' stata doppia dell' indice dei prezzi al consumo. Cio' significa che in parole povere i redditi reali aumentano.  Al di la' delle cifre, cio' e' visibile nella vita di tutti i giorni: i negozi sono pieni, i locali straboccano,  si spende molto per i divertimenti, il mercato immobiliare e’ in fermento. Un dato da' la misura del benessere economico: la crescita del credito al consumo nel 2005 rispetto all’anno precedente e' stata del 30%.
Sono molteplici le teorie che spiegano il boom irlandese, ma e' indubitabile il ruolo che ha avuto il governo nell'investire, sin dagli anni '70, nelle risorse umane come chiave dello sviluppo. Ha saputo utilizzare al meglio i finanziamenti dell’allora CE per introdurre un sistema universitario binario : accanto agli indirizzi di studi tradizionali sono stati creati gli Institutes of Technology capaci di fornire forzalavoro giovane, flessibile e altamente competente rispetto alle nuove tecnologie. Ha saputo attrarre l’interesse delle multinazionali USA, paese con il quale l’Irlanda e’ storicamente legata, attraverso la riduzione della corporation tax. La presenza congiunta di competenze professionali, di agevolazioni fiscali, del relativamente basso costo del lavoro e di un nascente network di servizi all’impresa, ha fatto dell’Eire il paese ideale per lo sbarco europeo dell’impresa americana e non solo.
Nel corso del tempo IBM, H&P, Dell, Intel, Xerox, per il manufacturing e poi Google, Yahoo, eBay, Symantec fra i colossi del web hanno stabilito qui importanti filiali oppure sedi europee. L’offerta di lavoro quindi non manca: se ovviamente le competenze tecnologiche sono le piu’ ricercate, nell’IT esistono notevoli opportunita’ trasversali di impiego: dal commerciale al marketing, contabilita’ e amministrazione, risorse umane e soprattutto customer service. Molte aziende hanno costituito a Dublino la sede operativa del customer service. Accanto alle compagnie suddette, Hertz, UPS, Barclays, PayPal hanno creato il servizio di assistenza rivolto ai vari mercati europei e gli operatori italiani sono molto ricercati.
A fianco dell’IT si stanno facendo strada il settore dei servizi, ancora sottodimensionato rispetto alle esigenze. Soprattutto banca e finanza assorbiranno molte figure professionali nel prossimo futuro ed anche l’area media e pubblicita’, seppure meno aperta agli stranieri, puo’ costituire una possibilita’ concreta. Molto bene il chimico-farmaceutico e soprattutto il settore delle costruzioni, motore di una Dublino in rapida espansione urbanistica. Le nuove case rispondono all’esigenza del crescente numero di famiglie e dell’immigrazione straniera e riguardo all’edilizia commerciale, accanto ai centri direzionali, si favoleggia sul progetto di una piccola Manhattan nell’area portuale.
Infine l’industria del turismo e divertimento che caratterizza Dublino come una delle citta’ piu’ vivaci d’Europa. Le centinaia di pub, bar, ristoranti, caffe’ sono una ottima opportunita’ di lavoro che non richiede particolari competenze. Puo’ essere una prima esperienza temporanea valida per migliorare l’inglese ma puo’ anche trasformarsi in un lavoro di lunga durata magari a livello direttivo.
Le opportunita’ professionali possono soddisfare le ambizioni e le competenze di tutti. Gli italiani sono ormai parte integrante di una citta’ cosmopolita come Dublino, e se e’ naturale che una societa’ in rapido cambiamento abbia ancora molti aspetti da migliorare, e’ stimolante poter contribuire al suo sviluppo.





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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 24 settembre 2008 )
 
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