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Scritto da Paola Cecchini
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E’ lunedi. E molto probabilmente, alcuni di noi saranno più esausti dalla vita notturna del week-end piuttosto che dalla settimana lavorativa. Il lunedì comincia la solita routine scuola, studio, lavoro… (le eventuali preoccupazioni accantonate).
Mentre siete sull’autobus, o in macchina pensate a quello che avete vissuto fino a 12 ore prima, alle risate con gli amici, alle nuove conoscenze, alle “follie” che accadono nei club la notte… Ascoltate “Friday Night” di Katy Perry e vi sentite come se l’avesse scritta per voi, la noia vi assale perché vorreste che tutti i giorni fossero un “venerdi”. Purtroppo la nostalgia da week-end non si può che curare con un altro fine settimana, la terapia locale per chi si trova a Dublino e ama la musica elettronica e il rock’n’roll è il Workmans Club.
La missione del Workmans è di fornire uno spazio nel quale artisti, band e musicisti possano esprimersi, è il luogo da “dirty rock gigs” e “intimate acoustic performances”.
Ma forse più che la musica, l ’elemento catalizzatore dell’atmosfera al Workmans è il luogo fisico in sé stesso. Infatti, il palazzo al numero 10 di Wellington Quay - Temple Bar è stato per 160 anni la sede del Dublin Workingmen’s Club e nel 2003, nel periodo di transizione da circolo privato a nightclub, la direzione del locale ha deciso di non modificare l’architettura di fine XIX secolo, mantenendo il fascino d’altr epoca della struttura.
Il palazzo si sviluppa su tre piani al piano inferiore troviamo la main hall – The Venue, la sala più grande, dotata di palco dove si tengono i concerti e accanto il Venue Bar. Salendo le strette scale troviamo il First Floor Bar e un’altra dance hall. Al secondo piano c’è il miglior bar del locale il Roof top bar (meno gente e vista sul Liffey dalle ampie finestre dietro al bancone). La smoking area è favolosa, è una corte sul tetto dell’edificio e se alzi lo sguardo il tuo tetto è il cielo di Dublino. Forse ti bagnerai perché piove, ma ne vale la pena.
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