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Università in Irlanda: Crisi delle Lauree. Continua l'inchiesta con l'opinione del Magnate Google PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Mudu   

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I risultati preliminari delle due inchieste sul livello deli laureati nelle università e nei risultati del Leaving Cert, sono attesi in questa settimana: Mr O'Keeffe ha confermato di aver impartito ai diversi funzionari del Ministero dell'Istruzione il compito di condurre una analisi con un "profilo" di qualità, riguardo i laureati, dopo che alcuni grandi industriali Irlanda hanno espresso la propria inquietudine circa un possibile declino degli standard accademici.

I funzionari hanno stimato il numero di gradi di lode rilasciati dalle università e dagli istituti di tecnologia dal 1991 ed esaminato i Leaving Cert di livello più elevato tra il 1992 e il 2009.

"La prima cosa che volevo fare” ha affermato O'Keeffe all'Irish Times, era quella di ottenere un profilo preliminare per capire la qualità della maggior parte dei laureati e come questa avrebbe determinato un'inflazione di titoli o un livello più basso nei risultati dei test in uscita con i Leaving Cert.

Parlando a News RTE il signor O'Keeffe ha confermato di aver avuto un incontro con le grandi multinazionali e i maggiori rappresentanti di esse "senza esclusione di colpi": gli stessi che avevano sollevato una serie di preoccupazioni in merito agli standard di istruzione.

A seguito della riunione, O'Keeffe aveva cercato il profilo dei risultati degli esami di livello Cert e nel settore dell'istruzione superiore. Alla domanda se le preoccupazioni che erano state espresse dai datori di lavoro sulle istituzioni in particolare avessero sollevato dei dubbi sulla buona qualità del sistema di istruzione in Irlanda, l'onorevole O'Keeffe aveva riconosciuto che nel mondo industriale diverse persone erano del parere che ci fosse una disparità delle norme tra alcuni stabilimenti.

"Al fine di ottenere la coerenza a tutti i livelli, abbiamo bisogno di un elemento esterno, un corpo che possa fare da garante supervisione della qualità, al fine di assicurare che tutti i titoli tra il nostro settore dell'istruzione siano alla pari".

Mr O'Keeffe ha detto che voleva raggiungere "un equilibrio" delle norme attraverso le varie istituzioni educative sottolineando soprattutto come le indagini sui risultati degli esami non rappresentassero una "caccia alle streghe", ma una sfida per tutte le istituzioni a rispettare le norme di qualità.

Il gigante di Internet Google Irlanda, uno dei più grandi datori di lavoro del settore privato nello Stato, ha accolto con favore la decisione dell'onorevole O'Keeffe. L'azienda, che impiega 1.500 persone presso la sua sede europea a Dublino, ha affermato come l'aver mosso una critiva verso il sistema di istruzione ha favorito l'attrazione per gli investimenti degli Stati Uniti in Irlanda e la chiave per fornire l'economia intelligente.

"Crediamo che sia indispensabile che l'integrità del nostro sistema di istruzione di terzo livello sia mantenuto e siamo lieti che il Ministro si stia muovendo a riguardo", ha detto il capo di Google Irlanda John Herlihy.

Le indagini seguono le critiche di alto profilo del sistema scolastico irlandese dall'ex capo esecutivo il dottor Intel Craig Barrett in occasione del vertice Farmleigh nel mese di giugno e di Dublino il mese scorso.

Generalmente ci si aspetta che i giudizi in corso troveranno una chiara dimostrazione dell'inflazione dei gradi d'istruzione. Precedenti studi mostrano che la percentuale di lauree di alto livello rilasciate in università irlandesi è quasi triplicato rispetto alla metà degli anni 1990. Il numero di studenti che garantisce garantire la perfetta coincienza con il Leaving Cert arriva fino al 500 per cento


 
 
 

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 10 marzo 2010 )
 
Politica Irlandese: il Fine Gael Vuole Riformare il Sistema Elettorale PDF Stampa E-mail
Scritto da Simona Berlingeri   
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Il Fine Gael vuole ridurre la durata del mandato presidenziale a soli cinque anni, per dare una svolta radicale all'intero sistema elettorale.


Il partito sostiene inoltre, in una nuova proposta di legge, che la norma che impedisce a chiunque abbia meno di 35 anni, di concorrere alla presidenza, debba essere modificata, per conferire ai cittadini di età superiore ai 18 anni la possibilità di candidarsi.

La proposta è ancora in fase di completamento, ma sarà pubblicata prima della Conferenza annuale (ARD-fheis), che si svolgerà il mese prossimo, in concomitanza con l'inizio della propaganda elettorale, per la prossima elezione a Primo Ministro (Taoiseach), del leader del Fine Gael, Enda Kenny.

Il piano comprende anche la proposta di abolizione della camera alta del Parlamento (Seanad), in modo da creare un "sistema elettorale misto", che vede 12 deputati (TD) eletti da quattro regioni, in base alla circoscrizione elettorale europea.

Nel progetto inedito viene riconosciuto che il mandato di sette anni di ufficio - o di un massimo di due mandati per un totale di 14 anni - sia un periodo di carica troppo lungo. Invece, nella proposta ufficiale viene imposto un limite di 10 anni al mandato.

Questa manovra, come quella per l’abolizione della Seanad, porterebbe però a delle modifiche costituzionali e all'induzione di un referendum. La Costituzione afferma infatti esplicitamente, che un presidente debba restare in carica per "sette anni dalla data in cui viene eletto".

Il punto di vista dei candidati.

Il FG aggiunge inoltre, la richiesta per lo svolgimento delle elezioni presidenziali nello stesso giorno di quelle locali ed europee, ogni cinque anni. Questo porterebbe infatti secondo il partito ad un notevole risparmio, in termini economici.

I possibili candidati alla presidenza sono: Mary White (Fianna Fail), Michael D Higgins (Labour Party) e il senatore indipendente David Norris.

Altri, come il deputato Mairead McGuinness (Fine Gael), Brian Crowley (Fianna Fail), l'ex primo ministro Bertie Ahern e il direttore dell'associazione umanitaria Barnardo, Fergus Finlay, continuano però ad essere quotati nei "registri" degli allibratori.

Dalla scorsa estate, il portavoce del partito ambientalista, Phil Hogan, sta lavorando al nuovo disegno di legge.

Secondo le modifiche proposte per il sistema elettorale, circa 134 deputati dovrebbero essere eletti attraverso il sistema tradizionale, mentre 12 sulla base di un sistema di lista.

L'onorevole Kenny ha già anticipato che il nuovo sistema dovrebbe consentire l'elezione di "un numero limitato di persone, con particolare esperienza maturata al di fuori della politica".

Il nuovo sistema prevede che nelle liste di partito, siano presenti candidati con un'esperienza "certificata".

Ma il TD di Mayo, Michael Ring, ha fatto notare che questo sistema potrebbe portare all'elezione di persone non affidabili:

"Abbiamo già alcuni di questi elementi. Non possimo fingere. Abbiamo tre governi in questo paese - i ministri che sono stati eletti, i funzionari pubblici e i responsabili del programma"
, Onorevole Ring.

"Non c'è bisogno. Lasciate che la gente goda della libertà di eleggere chi preferisce, anche conoscenze private, se necessario".


Nell'ambito del sistema di lista, le poltrone vengono assegnate ai partiti in base alla loro percentuale di voti nazionali.

"Io non sarà mai d'accordo. Penso che un sistema di lista sia un sistema di classi. A vantaggio dei super-ricchi, che esercitano una forte influenza"
, ha detto.

L'altro aspetto del proposta di legge che potrebbe portare al dibattito, è ancora una volta la proposta di creare un "parlamento monocamerale", che porterebbe all'abolizione del Seanad.
Ultimo aggiornamento ( giovedì 04 marzo 2010 )
 
Eventi a Dublino: si Spengono i Riflettori Sul Dublin International Film Festival PDF Stampa E-mail
Scritto da Federica Boscardin   

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Una scena tratta dal film The Fading Light
Siccome l’International Film Festival di Dublino volge al termine dopo riconoscimenti, premi e proiezioni a sorpresa, Donald Clark analizza una quindicina di film, caratterizzati dalla sempre maggiore importanza  attribuita alle registe donne.

La frase “Grazie a Dio è finita” difficilmente ha una connotazione positiva, ma Ivan Kavanagh, giovane registra del nuovo, straordinario film irlandese The Fading Light, proiettato in esclusiva al Jameson Dublin International Film Festival giovedì scorso, ha potuto, abbastanza ragionevolmente, tirare un sospiro di sollievo vedendo i volti soddisfatti del suo pubblico e considerandoli come un’espressione di fiducia.

L’ultimo film di Kavanagh, il dramma Our Wonderful Home, era pieno di potenzialità, ma è stato in qualche modo deludente per le tematiche scontate e banali. Il nuovo film è invece tutto un altro mondo. Avvicinandosi molto alle più lugubri tragedie di Ingmar Bergman, come Cries and Whispers, The Fading Light racconta la morte di una madre a causa di una straziante malattia. Le due figlie vagano per la casa, ricordando i loro traumi infantili, mentre il fratello, che ha delle serie difficoltà di apprendimento, piange tristemente nel corridoio. L’infermiere consiglia alla paziente diversi rimedi palliativi assolutamente sgradevoli. Questo film è assolutamente coraggioso nel suo rifiutarsi di ammettere dei sentimentalismi e nella sua determinazione nel guardare la sofferenza dritto negli occhi. Lo spettatore è assolutamente sconvolto da questa esperienza – forse perché c’è qualche catastrofe di troppo? – ma allo stesso tempo entusiasta nel vedere fino a dove arriva questo talentuoso regista.

The Fading Light si è meritato di vincere il premio come Miglior Film Irlandese al secondo Dublin Film Critic Circle (DFCC) Awards, sabato scorso. Quella sera è avvenuta anche la presentazione del primo Michael Dwyer Discovery Award. L’encomio, presentato da Brian Jennings, partner del defunto fondatore del festival, è andato alla direttrice della fotografia Kate McCullough per il suo lavoro nell’acclamato documentario di Ken Wardrop, His&Her. Il film si è anche aggiudicato il premio come Miglior Documentario. Il premio come Miglior Film Internazionale è andato invece allo scomodo dramma australiano di Warwick Thornton, Samson & Dalilah.

Il DFCC, la cui presidentessa attuale è Tara Brady della rivista Hot Press,ha dato il Premio Speciale della Giuria al piacevolmente folle e stranamente esilarante Lieutenant: Port of Call New Orleans di Werner Herzog. Quando i giornali hanno fatto trapelare la notizia che il grande regista tedesco, rinomato per le sue abitudini eccentriche e le sue uscite pericolose, stava per dirigere una variazione – non è un vero e proprio remake ma neanche un sequel – di un famoso film un po’ depravato di Abel Ferrara, gli appassionati di cinema hanno trattenuto il respiro, aspettandosi qualcosa di assolutamente sublime. E così è stato.

Nic Cage interpreta un personaggio fuori dal comune, vestendo i panni di un poliziotto drogato che deve fare i conti con il mal di schiena in seguito all’uragano Katrina. Nessun altro avrebbe potuto interpretare questo film così sbalorditivo. (O magari nessun altro avrebbe voluto farlo.)

Non troverete nient’altro di maschile se non questo  thriller diretto da Werner Herzog con un poliziotto un po’ hard boiled  interpretato da Nicolas Cage. L’edizione 2010 del festival è stata caratterizzata da una maggiore visibilità per quanto riguarda le registe donne. Svolgendosi una settimana prima, il JDIFF ha ospitato un gran numero di film realizzati da registe donne, molti dei quali in prime slot, e Kathryn Bigelow sembrava essere destinata ad essere la prima vincitrice dell’Oscar come Miglior Regista. Cairo Time di Ruba Nadda, la cui protagonista è Patricia Clarkson in un Brief Encounter del vicino oriente, e Partir di Catherine Corsini, in collaborazione con Kristin Scott, ospite del festival,  sono stati entrambi proiettati durante questa serata.

In termini di piazzamento, i film mettono in luce i loro propri meriti,“ha detto Gráinne Humphreys, direttore del festival. “Negli anni passati, partecipavano al festival meno registe – o attrici – rispetto alle aspettative. C’era un obiettivo, ma non volevamo parlarne apertamente”. Tra i nuovi film proposti da registe donne c’era il massacrante Foxes di Mira Fornay. Fornay, laureata in cinema e proveniente dalla Repubblica Slovacca, analizza con occhio originale – il film è troppo triste per usare parole come “fresco” – gli angoli più grigi di Dublino, attraverso la connessione di diverse storie di immigrati. La giovane regista riprende le scene come una veterana del realismo, ma forse il film è ancora un po’ troppo sfocato per soddisfare veramente.

Un’altra fuoriclasse che ha analizzato l’Irlanda da un punto di vista particolare è Urszula Antoniak, con il suo originale ed insolente Nothing Personal. Il film segue la storia di una immigrata mentre cammina per le strade di Connemara e incontra un eremita, magistralmente interpretato da Stephen Rea. Antoniak, di origini polacche, ma che oggi vive nei Paesi Bassi, scopre così uno o due angoli “puliti” della città, da cui riprende il magnifico paesaggio irlandese.

È stato un grande anno anche per i documentari nazionali. Jimmy Murakami, animatore veterano giappo-americano, la cui maggior parte dei film è realizzata in Irlanda, è ricomparso per la prima del toccante film di Sé Merry Doyle, Jimmy Murakami: Non Alien. Durante la Seconda Guerra Mondiale il soggetto è stato trasportato in un campo per gli ostili agli alieni nel deserto californiano più profondo e, negli ultimi anni, ha trattato l’argomento attraverso una serie di dipinti deliziosamente ingenui. Il film racconta in maniera molto toccante il sempre rimandato ritorno al campo. Realizzato grazie all’iniziativa dell’ Arts Council’s Reel Art, Non Alien ha dimostrato di essere una delle colonne portanti dell’industria cinematografica.

La prova che i documentari possono essere altrettanto appassionanti dei drammi è arrivata col tanto irresistibile quanto bizzarro Colony di Carter Gunn’s e Ross McDonnell. Questo non è l’unico documentario realizzato negli ultimi tempi che tratta il misterioso tema della sparizione delle api – definito Colony Collapse Desorder – ma, riducendo ore e ore di riprese a 87 minuti, i registi irlandesi hanno creato un racconto sorprendentemente appassionante. Una sequenza veramente sbalorditiva, che dovrebbe comparire in una versione digitale di Days of Heaven di Terrence Malick, mostra la telecamera in agguato sopra la spalla di una mamma-ape, mentre suo figlio, accanito produttore di miele, non riesce a imporre le sue richieste ad un cliente. Fondamentalmente, il film è un dramma personale piuttosto che uno studio scientifico, ma ciò nonostante offre degli spunti per delle spiegazioni  relative a tale fenomeno. Essendo il Rasoio di Occam quello che è, la realtà più plausibile diventa quella meno piena di fronzoli.

Se invece desideravate qualcosa di meno tranquillo dell’elegante Colony , allora avreste dovuto guardare Valhalla Rising. Il regista danese Nicolas Winding Refn ha suscitato scalpore al festival dello scorso anno con il suo bruciante, rumoroso e profano Bronson. La nuova stella del cinema Mads Mikkelsen veste i panni di un selvaggio e muto Vichingo il cui nome – per ovvie ragioni – è One Eye, che accompagna un gruppo di crociati scozzesi nella loro missione verso la Terra Santa – o almeno così sperano –. Sfortunatamente,la nave va alla deriva verso ovest, portando il suo equipaggio in una terra fino ad allora sconosciuta. Questo film così lento e seducente è più vicino per certi aspetti a Aguirre, Wrath of God del nostro vecchio amico Werner Herzog che a certi thriller pieni di spade ed uccisioni come The Vikings. Ma grazie alle sue scene palpitanti e alla sua cinematografia cobalto questo film ha le caratteristiche per diventare un vero cult.

Ripensandoci, un cult del genere si era già prodotto attorno alla sconvolgente tragedie greca di Yorgos Lanthimos, Dogtooth. Vincitore del premio Un Certain Regard al Festival di Cannes dello scorso anno, il film racconta lo storia di una famiglia disturbata che – seguendo la paranoia del patriarca – ha deciso di isolarsi completamente dal mondo esteriore. I gatti sono visti come un terribile pericolo. La famiglia ha il suo vocabolario, anche abbastanza comico. Tra i pregi di questo film c’è quello di saper cambiare tono in un secondo. Per la maggior parte della sua durata, il film sembra essere una commedia grottesca. Ma poi, in un impeto di violenza, ci viene ricordata la natura piuttosto sinistra della famiglia. Si possono cogliere dei rimandi a Luis Buñuel o David Lynch nell’universo di Dogtooth, ma questo film mantiene tuttavia la sua natura bestiale.

Un altro momento saliente della seconda settimana del festival è giunto con il già ampiamente acclamato Lebanon di Samuel Maoz. Il film, vincitore del primo premio al Festival del Cinema di Venezia, racconta le esperienze dell’equipaggio israeliano di un carro armato durante l’invasione del Libano del 1982. Il regista, egli stesso combattente durante quel conflitto, ha descritto in modo commovente il fatto che lui considerasse il film come un modo per mettere in luce le sue “responsabilità”legate al conflitto. Visto l’argomento spinoso, ci sono state delle domande inevitabilmente molto dure dal pubblico. Maoz, un personaggio molto robusto, è rimasto calmo sotto il fuoco incrociato della critica.

Il festival è finito ieri sera, come sempre con il tanto discusso film a sorpresa, alcune proiezioni di gala e la partecipazione di molte celebrità. Ad esempio, la torreggiante Tilda Swinton è intervenuta per presentare la sua nuova performance, I Am Love. Diretto da Luca Guadagnino, il film è una lunga saga familiare ambientata nell’élite milanese. Swinton è un’imperiosa immigrata russa, le cui azioni mettono in pericolo il possente patrimonio economico del marito. Caratterizzato gustose lezioni di cucina e passaggi senza fine in graziosi corridoi, il film non potrebbe non venire dall’Italia. Tutto emana classe.

E il film a sorpresa…?

Beh, è stata una vera sorpresa. Una commedia leggera ma al contempo esistenziale come Greenberg di Noah Baumbach, che ha ricevuto molti elogi dopo la sua prima al Berlin Film Festival, ma che nell’indovinello annuale del JDFF non era stata minimamente calcolata. Con il protagonista Ben Stiller che veste i panni di un uomo completamente alla deriva in un’insensibile Los Angeles, questo film segna un vero ritorno alle origini per Baumbach, dopo il deludente e pomposo Margot at the Wedding.

I premi del Dublin Film Critics Circle.

Miglior Film : Samson and Delilah
Miglior Film Irlandese: The Fading Light
Migliore interpretazione maschile: Patrick O’Donnell ( The Fading Light )
Migliore interpretazione femminile: Tilda Swinton ( I Am Love )
Miglior regista: Giorgos Lanthimos ( Dogtooth )
Miglior documentario: His & Hers
Premio speciale della giuria: Bad Lieutenant: Port of Call New Orleans
Michael Dwyer Discovery Award – Kate McCullough per il suo lavoro in His & Hers

Ultimo aggiornamento ( lunedì 08 marzo 2010 )
 
Università in Irlanda: La Crisi delle Lauree PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Mudu   

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Il Ministro della pubblica istruzione Batt O'Keeffe ha avviato due importanti indagini sul calo delle lauree nelle università e nei risultati del Leaving Cert, i risultati dei diplomi nei licei.

Sono infatti emerse delle preoccupazioni circa un possibile declino degli standard accademici. Le indagini da parte degli alti funzionari del Ministero dell'Istruzione sono già in corso e i risultati preliminari saranno disponibili entro questa settimana.

Sono stati consultati la Higher Education Authority (HEA) e la Commissione per gli esami di Stato (SEC). In questa fase i funzionari passeranno in rassegna le prime lauree con lode rilasciate dalle Università e dagli istituti di tecnologia dal 1991 ed esamineranno il Leaving Cert di livello più elevato tra il 1992 e il 2009.

La decisione di affrontare la questione con una serie di indagini rappresenta la risposta da parte del governo al possibile declino del livello d'istruzione irlandese: risposta che arriva dopo una serie di incontri tra il Ministro e alcune grandi multinazionali americane tra cui Intel e Google che hanno espresso delle preoccupazioni circa il livello di alcuni laureati delle Università irlandesi e dei diplomati

Mr O'Keeffe ha confermato la nuova mossa all' Irish Times affermando: “Il nostro futuro è fortemente dipendente dalla qualità delle nostre scuole e delle università. È assolutamente fondamentale ascoltare ciò che l'industria richiede”

Le indagini seguono le critiche del sistema scolastico irlandese mosse dall'ex capo esecutivo il dottor Intel, Craig Barrett in occasione del vertice economico Farmleigh, tenutosi lo scorso giugno e nuovamente in febbraio.

Il ministro ha affermato: “Il dottor Barrett ha sollevato "questioni importanti” il mio piano è quindi quello di valutare ciò che sta accadendo, accertare i fatti e rimediare a eventuali carenze”.


Mr O'Keeffe ha anche chiesto al gruppo superiore di strategia per la formazione, di esaminare la questione della qualità dei laureati e la qualità del livello degli studenti in uscita dal sistema di istruzione superiore. Il gruppo, presieduto dall'economista Colin Hunt, dovrebbe presentare la sua relazione durante l'estate.

Ultimo aggiornamento ( giovedì 11 marzo 2010 )
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Turismo in Irlanda: la Crisi di un Settore Nevralgico PDF Stampa E-mail
Scritto da Simona Berlingeri   
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L’industria del turismo irlandese è in crisi
: nell’arco dell’anno precedente questo settore ha subito una perdita di circa un milione di visitatori e di € 900 milioni di fatturato.

Gli albergatori stanno lottando per far fronte alla contrazione delle retribuzioni e alle condizioni sfavorevoli degli scambi, che secondo la Federazione irlandese Hotel (IHF ) non mostrano alcun segno di miglioramento.

L'amministratore delegato dell’IHF, John Power, ha confermato ieri che secondo la loro relazione annuale 2009 c'è stato un crollo del 17 % dei ricavi per circa € 5,2 miliardi - il livello più basso dal 2004 – in particolare con il mercato britannico.

L’IHF assicura che il primo ministro irlandese, Brian Cowen stia facendo di tutto per sostenere il turismo come servizio integrato di governo.
Cowen si é recato a Galway questa mattina per la conferenza annuale della federazione.

Il Presidente dell'IHF, Matthew Ryan, ha chiesto al Primo Ministro di mantenere il turismo in primo piano nella politica del governo, perché in caso contrario, l'industria potrebbe subire un ulteriore crollo.
Ryan ha inoltre affermato: "In qualunque struttura dipartimentale che emerge, il turismo deve essere l'attività economica principale di ogni dipartimento".

Una nuova indagine ha confermato che circa il 90% degli albergatori irlandesi teme per la sopravvivenza della loro attività durante l'anno corrente.

In seguito all'avvio della relazione annuale in occasione della conferenza annuale dell’IHF a Galway, il signor Power ha confermato che il calo dei ricavi è dovuto principalmente ad una diminuzione del 12% del numero di visitatori stranieri, quasi 6,5 milioni rispetto allo scorso anno e ad una corrispondente diminuzione di € 900 milioni delle entrate nel settore, in valuta estera.

Questi dati sono la naturale conseguenza di un calo del 5% dei viaggi nazionali e di una diminuzione del 9% delle entrate.

Il Signor Power ha identificato come soluzione per il futuro del turismo irlandese il mercato britannico. La più grande sfida per il settore sarà, dunque, individuare i metodi migliori per aumentare la quota di visitatori del Regno Unito.

"La domanda ha subito un calo in tutti i mercati, ed è stato particolarmente accentuato in quello della Gran Bretagna. Il numero di visitatori britannici aveva raggiunto la vetta dei tre milioni all'anno negli ultimi 10 anni, prima della diminuzione del 10% nel 2008 e di un ulteriore 16% l'anno scorso ".

Il tracollo.

Il signor Powell ha confermato che il numero di turisti britannici dell'anno scorso è stato il più basso registrato negli ultimi cinque anni, con una cifra che si aggira intorno ai 3 milioni.

Il turismo irlandese è profondamente legato al mercato nazionale con circa il 70% dei pernottamenti provenienti dall'isola d'Irlanda stessa (66% dalla Repubblica).

Gli effetti del calo di visitatori stranieri sono stati più evidenti nell'area centro-occidentale (con un calo del 27%), occidentale (-17%) e nord-occidentale (-15%). La regione di Dublino ha invece registrato una diminuzione nel numero dei visitatori stranieri di appena il 6%.

Inoltre il Signor Power ha sottolineato che l'indebolimento continuo dei mercati d'oltremare e il "sovraffollamento" delle camere d'albergo hanno lanciato una grande sfida per il settore alberghiero irlandese. Il calo dell' occupazione é stato aggravato da un abbassamento dei prezzi delle camere del 20% circa.

Power ha riconosciuto che, contrariamente a precedenti recuperi da flessioni della domanda per i viaggi, la ripresa questa volta potrebbe essere graduale, e articolarsi su un periodo di diversi anni.

"È fondamentale che il turismo riceva il riconoscimento e il sostegno che merita, data la sua portata e il suo peso per l'economia", ha detto il signor Power.

Un sondaggio dell' IHF ha rivelato che oltre 90% dei albergatori sono stati costretti a dei tagli del personale negli ultimi 18 mesi. E dalla stessa ricerca é emerso anche che quasi il 70% degli albergatori prevede ulteriori tagli per quest'anno.

Il 50%  degli intervistati ha una visione negativa del futuro del settore, mentre il 39% una valutazione neutra, e solo l'11% ha dato un giudizio positivo.
 
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