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Storie di Persone in Irlanda
Luca, un parrucchiere italiano a Dublino PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca Fusco   

Nella foto Luca alle prese con un taglio di capelli
Nella foto Luca alle prese con un taglio di capelli
Spiegare al proprio parrucchiere il taglio di capelli che si desidera non è mai facile, ancor di più poi se ci si trova in terra straniera. Per gli irlandiani residenti a Dublino questo, però, potrebbe non essere più un problema. Luca, 25 anni da Roma, vive da Giugno nella capitale dell’isola verde è vanta una grande esperienza nel settore dell’hair design. Ora mette la sua esperienza al servizio di tutti coloro che hanno bisogno di sfoltire la loro chioma.
Luca, come mai hai deciso di venire proprio a Dublino?
“Nonostante a Roma avessi un buon lavoro ho deciso di mettermi in gioco cambiando completamente contesto di vita per conoscere nuove culture, nuovi stili di lavoro e soprattutto imparare l’inglese”.
Cosa ti piace dell’Irlanda?
“Tutto o quasi. Dublino poi è veramente carina, un posto dove è facile conoscere persone e fare nuove amicizie. Poi è piena di giovani. Ecco l’unica cosa che non mi piace è il tempo. Quello proprio non lo sopporto”.
Quali sono state le tue esperienze professionali?
“Appena finita scuola, ho subito iniziato a frequentare l’accademia per parrucchieri e anche quando l’ho finita ho seguito diversi corsi professionali per rimanere sempre aggiornato. A livello di esperienze lavorative la più importante è sicuramente quella avuta con “Tagliati per il successo” una catena di franchising tra le più famose in Italia. Tra l’altro ho partecipato anche ad un concorso come “Best color” e su 800 persone sono arrivato terzo. Davvero una bella soddisfazione”.
Quali sono le tue aspirazioni qui a Dublino?
“In realtà ho già un bel lavoro qui ma spero un giorno di poter lavorare per Peter Mark, la catena più importante qui in Irlanda in tema di capelli”.
E se qualche irlandiano avesse bisogno del tuo aiuto?
“Non c’è nessun problema. Sono disponibile a tagliare i capelli anche a casa, preferibilmente il venerdì e la domenica su appuntamento. Il mio numero è 0873272221”.
 

Ultimo aggiornamento ( sabato 22 novembre 2008 )
 
Dublino: Roberto Bertoni docente al Trinity College presenta il suo libro all'Istituto di Cultura PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Roberto Bertoni docente al Trinity College di Dublino
Roberto Bertoni docente al Trinity College di Dublino
Mark Chu, capo del dipartimento di italiano dell'universita' di Cork, commenta il libro di Roberto Bertoni: FILI (Manni Editori) all'Istituto Italiano di Cultura di Dublino in Fitzwilliam Square. Succede venerdi 14 novembre alle 18.30. Lo fa davanti all'Ambasciatore Lucio Alberto Savoia e moglie, Bruno Busetti direttore dell'Istituto Italiano di Cultura, Concetto La Malfa direttore di Italia Stampa, Francesco Dominoni direttore di Irlandiani.com, Enzo Farinella responsabile dell'ANSA. Roberto Bertoni nasce a La Spezia nel 1952. Si laurea in Lettere Moderne all’ Università di Pisa. Nel 1978 lascia l'Italia per insegnare la nostra lingua e la nostra letteratura all’ estero. Attualmente è docente presso il Dipartimento di Italianistica del Trinity College di Dublino. Scrive saggistica, poesia, narrativa.
"Fili" è un libretto esilissimo e succosissimo, meticolosamente architettato e lungamente ponderato, costruito con l’ espediente dell’ ordine alfabetico crescente: una serie di 72 testi di varia lunghezza -anzi brevità- e ispirazione; dalla meditazione esistenziale, non priva di accenti ironici, alla riflessione filosofica, dalla narrazione di pura invenzione (a volte stranita se non surreale, talora esplicitamente sperimentale) agli accenni vagamente autobiografici, tutti disposti in sequenza senza particolari accorgimenti tipografici, separati tra loro solo dal titolo. Ed anche il titolo assoggettato ad un artificio dichiaratamente letterario, in quanto costituito da una parola sola; inoltre, per ogni lettera dell’alfabeto italiano, rigorosamente tre titoli parola. Insomma "Fili" nel senso di testi minimalisti per le scelte di stile, per la studiata asciuttezza della scrittura. Ma pure fili di pensiero e di discorso che si riprendono lungo il libro: mito, presente, passato, reticenza verso i fattori autobiografici, aspetti di socialità, storia, natura, realtà, vicende di sentimenti, linguaggio che genera narrazione, ironia, gioco. Si tratta di fili intrecciati in un macrotesto che vuole lasciare comunque libero ogni testo, ma collegandolo al contempo all’ insieme.
«Si tratta di un libro impegnativo ed interessante nello stesso tempo» spiega Bruno Busetti. «E' un libro che richiede l'aiuto del vocabolario e di Internet. Ad iniziare dal titolo FILI con i suoi piu' diversi significati» aggiunge Mark Chu. «Ho scritto questo libro ed e' molto difficile per me individuare la ragione che mi ha spinto a farlo. Mi piacerebbe molto che questi testi fossero apprezzati da persone dolci e simpatiche» conclude lo scrittore Roberto Bertoni.
Ultimo aggiornamento ( sabato 15 novembre 2008 )
 
Dublino: alla ricerca del Trap PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandro Scardala   

Trapattoni sorridente
Incontro con Givanni Trapatoni.
Consapevole che mercoledi’ 15 ottobre l’Irlanda avrebbe fatto il suo esordio casalingo a Croke Park contro Cipro per le qualificazioni ai mondiali 2010, vengo a scoprire che la squadra si allena domenica pomeriggio presso i campi del Malahide United. Coinvolgo due amici italiani, Pietro e Robert, a seguirmi alla ricerca del mitico Trap. Prendiamo la dart in tarda mattinata ed una volta arrivati a destinazione incontriamo per puro caso Steven, un nostro amico australiano di origini italiane e grande sostenitore della Juventus, che si aggrega.
Dopo una breve visita al piccolo porto del paese ed al celebre castello, raggiungiamo il piccolo impianto sportivo.Due security men che sorvegliano l’entrata principale ci avvisano dell’impossibilita’ ad assistere all’allenamento. Non ci arrendiamo e raggiungiamo la cima di una piccola collinetta, da dove, a causa di una rete verde ed alta qualche metro che circonda tutto il perimetro del campo, riusciamo a mala pena a vedere le sagome dei giocatori.Non soddisfatti e con l’intenzione di attirare l’attenzione del Trap, ci viene  un’idea scherzosa ed un po’ irrispettosa urlando tutti insieme: “Giovanniiiiii…catenaccioooooo”.
Vediamo qualcuno alzare un braccio per farci un cenno di saluto, ma non siamo certi sia lui. Le nostre grida mettono in allarme la sicurezza ed un paio di addetti vengono ad accertare che tutto sia in ordine.Dopo  aver  rotto il ghiaccio, notiamo un punto della recinzione piuttosto vicino al campo di allenamento da dove finalmente riusciamo a vedere con maggiore chiarezza.Scambiamo due chiacchiere con uno dei ragazzi della sicurezza il quale ci aiuta ad individuare Giovanni Trapattoni, Marco Tardelli e Liam Brady che sono in mezzo al campo a dirigere l’allenamento.
Ora siamo in grado di metterli a fuoco e di sentire le indicazioni che danno ai giocatori con un simpatico inglese maccheronico. Poche parole, ma efficaci, accompagnate da qualche “si bravo” quando i giocatori eseguono gli schemi nella maniera richiesta.
Ecco Tardelli che si avvicina al nostro punto di osservazione e allora noi in coro ci rifacciamo sentire: “Marcoooooo…facci un urlo mundial!!!”.Lui imperterrito continua a distribuire le casacche per la partitella finale. Finalmente anche il Trap si aggira nei nostri paraggi e lo salutiamo gridando il suo nome. Inaspettatamente risponde al nostro saluto dicendo un paio di parole che  non riusciamo a capire a causa del sovrapporsi di altri rumori.
L’allenamento finisce e l’autista della corriera accende i motori per portare immediatamente i giocatori al loro hotel situato a Portmarnock, un piccolo centro a poca distanza da Malahide. Ormai rassegnati ed un po’ attapirati per non essere riusciti a parlare col Trap, ci avviamo mestamente verso la strada che porta al centro di Malahide.Li, con grande sorpresa, vediamo Tardelli lasciare il centro sportivo facendo dello jogging in direzione dell’hotel.Sfortunatamente non riusciamo a fermarlo perche’ si e’ allontanato troppo, ma, sorpresa delle sorprese, vediamo il Trap uscire camminando dal cancello principale insieme a qualcuno dello staff.
Non ci sembra vero, e’ a pochi metri da noi, ci avviciniamo e lo salutiamo stringendogli la mano e lui ci chiede con tono cordiale, ma allo stesso tempo un po’ seccato: “Perche’ mi avete urlato catenaccio? Le mie squadre hanno sempre segnato parecchi goals”.Allora noi subito precisiamo che stavamo scherzando, gli diamo una pacca sulla spalla e facciamo alcune foto insieme.Chiarito il disguido, cominciamo a parlare del piu’ e del meno. Ci chiede da dove veniamo, cosa facciamo a Dublino, da quanto tempo siamo qua e di quanto sia difficile imparare bene l’inglese! Vediamo di fronte a noi una persona in perfetta forma fisica, con un gran carisma e personalita’, in grado di conquistare tutta la nostra simpatia.
Poi gli facciamo notare che Steven viene dall’Australia, allora il Trap scambia qualche parola con lui sfoggiando un buon inglese, nettamente migliore di quello sentito di fronte alle telecamere.A questo punto ci svela che era molto vicino a prendere la panchina dei canguri, ma ha rinunciato a causa della lontananza siderale dall’Italia.Vorrebbe fare altre due chiacchiere con noi, ma deve andare perche’ lo aspettano in hotel per una conferenza stampa. Nemmeno lui prende la corriera…e si avvia correndo!!!
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Dublino: ecco le Event Managers dell' Italian Party del 26 novembre PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   

Event Managers Althea Brandonisio e Vivienne Johnston
Event Managers Althea Brandonisio e Vivienne Johnston
Althea Brandonisio e Vivienne Johnston sono le event Managers dell'"Italian Party" previsto il 26 novembre prossimo presso Howl at the Moon Lower Mount Street a Dublino 2. Un evento organizzato in collaborazione del COMITES. Le due "Events Manager" stannno per laurearsi in Marketing e Organizzazione di Eventi. E la fase finale la fanno con Irlandiani.com. Althea Brandonisio, nasce a Bari e lavora alla Maggioli. Si trasferisce a Palermo e continua a lavorare in Sicilia. Da quattro anni vive a Dublino e lavora per la BT divisione formazione e conferenze. Vivienne Johnston e' chef in un prestigioso ristorante di Dublino. «E'un'ottima occasione per mettere a frutto e completare il nostro percorso di studi. Stiamo organizzando il tutto guardando molto i dettagli. Desideriamo fare un bel lavoro. La mia aspirazione piu' grande e' lavorare nell'organizzazione di Festival ed eventi» Althea Brandonisio.
Raffaele Cavallo, presidente del COMITES, ha gia' messo al corrente dell'iniziativa le principali associazioni e istituzioni italiane di Dublino: Ambasciata d'Italia, Istituto Italiano di Cultura, Istituto del Commercio Estero, Irish Italian Business Association, Club di Dublino, Club Italiano e Accademia della Cucina Italiana.

Ultimo aggiornamento ( sabato 01 novembre 2008 )
 
Dublino: la Toscana di Cindy Harding alla fiera del Made in Italy PDF Stampa E-mail
Scritto da Emma Santo   
Matteo Cibecchini, Andrea Nannarelli e Cindy Harding
Matteo Cibecchini, Andrea Nannarelli e Cindy Harding
«Cindy Harding è la fondatrice della “Tuscan Holiday Consultants”, una piccola compagnia che da anni mette a disposizione di chi desidera visitare la Toscana un network utilissimo per chi non vuole farsi mancare davvero nulla. Insieme a suo figlio Andrea Nannarelli e ad un partner d’eccezione, Matteo Cibecchini, consulente del “Sole di Toscana”, società che si occupa di costruzioni, ristrutturazioni e recupero architettonico di edifici civili, Cindy è partita alla volta di Dublino ed abbiamo scoperto che per metà è proprio di sangue irlandese».
Cosa promuovete all’interno del Made in Italy?
«Due cose, anzi tre: un agriturismo in Toscana, un Bed and Breakfast che offre anche programmi di “wine tasting” e visite guidate, nonchè corsi di cucina, perché sono insegnante di cucina in Toscana».
Come ha saputo della fiera del Made in Italy a Dublino?
«Sono stata contattata dagli organizzatori tramite internet. All’inizio, dato che non è una mostra legata prettamente al turismo, non mi aveva interessato. Poi ci ho pensato su e mi sono detta: “Ma sì, perché no”! In fondo io sono per metà irlandese, e non ero mai stata in Irlanda prima d’ora…».
E cosa ne pensa dell’Irlanda e degli irlandesi?
«Dublino l’ho vista ieri, ho fatto un giro di due ore e l’ho trovata splendida. Gli irlandesi sono simpatici, educati. E li trovo davvero interessati alla nostra terra. Poi sapremo quando torno. Noi diamo loro i nostri indirizzi email, speriamo che scrivano».
Quindi la promozione sta andando a buon fine?
«Beh, si ferma da noi soprattutto chi conosce già la Toscana, chi ci è già stato, ne parla bene e vuole tornare. Più che altro, speriamo di stuzzicare la curiosità di chi non la conosce, anche perché con la Ryanair ci vuole un attimo ad arrivare da noi. Inoltre, nei nostri B&B offriamo pacchetti “all inclusive” molto convenienti».
Che strategie utilizzate per invogliarli a venire da voi?
«Non te lo so dire. Spero bastino le foto che - credo - parlano da sole. In molti hanno richiesto le brochure. Speriamo solo che, una volta a casa, le sfoglino!»
Non credo ce ne sia bisogno, ma volendo fare un ‘appello’ agli irlandesi?
«Sarebbe questo: Venite in Toscana, sicuramente sarà un’esperienza eccezionale! È la patria del buon vino, di un olio impareggiabile, la soluzione ideale per chi adora mangiare e mangiare bene!»
Ultimo aggiornamento ( giovedì 30 ottobre 2008 )
 
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