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Marco Biasi: Aosta-Dublino solo andata PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Biasi   

Marco Biasi
Marco Biasi
Nato ad Aosta nel lontano 1985 ho trascorso l’infanzia tra le vette più alte d’Europa; curioso di guardare oltre le montagne della Valle, dopo aver concluso gli studi superiori ho deciso di trasferirmi a Torino, iscrivendomi alla Facoltà di Informatica. Fin troppo entusiasta della metropoli e dei suoi divertimenti ho finito per dimenticare il motivo principale per cui mi ci ero trasferito: studiare.
Ho capito così che forse quella non era la mia strada e sono tornato tra le mie montagne per intraprendere una nuova esperienza, quella che sto tuttora vivendo alla Facoltà di Lingue e Comunicazione dell’Università della Valle d’Aosta. Ho cercato infatti di incanalare in qualcosa di costruttivo quella che fino a pochi anni fa era una semplice passione: comunicare. Dovunque e con chiunque.
E per il momento sembra che stia funzionando...
Questi tre anni mi hanno regalato una gran quantità di esperienze ed emozioni che difficilmente scorderò, prima fra tutte quella vissuta l’anno scorso a Chambéry, in Francia, dove ho effettuato un anno di studi presso l’Université de Savoie. La frequenza di corsi in Francia per la durata di un anno è in effetti obbligatoria per il conseguimento del doppio diploma che la mia università offre agli studenti di lingue.
Ora, giunto al terzo anno, un’altra sfida mi attende in terra straniera; dopo un primo semestre di corsi regolari, passati (si spera) gli ultimi esami, un solo passo mi separa dall’agoniata laurea: uno stage all’estero della durata di quattro mesi che mi permetta di scontrarmi finalmente con un mercato del lavoro che si fa sempre più globale.
Dopo aver sentito dell’opportunità di uno stage in Irlanda non ho perso tempo: le leggende che circondano questo paese mi hanno sempre affascinato, la fama dei suoi paesaggi mozzafiato giunge fino in Italia attraverso immagini e canzoni. Ma devo ammettere che anche la birra ha giocato la sua parte nella mia decisione!
Luoghi comuni a parte, mi aspetto che quest’esprienza mi arricchisca non solo da un punto di vista lavorativo e linguistico, ma soprattutto sul piano personale e culturale: l’immersione completa in una cultura pressochè sconosciuta e comunque diversa dalla mia, l’esperienza di vita indipendente ed autonoma lontano dal nido familiare, l’integrazione in una comunità straniera e le tante altre sfide che sicuramente mi offrirà questo stage saranno per me un motivo di crescita interiore e uno stimolo a migliorarmi sempre di più.
Fiducioso che la fama di persone socievoli e calorose di cui godono gli irlandesi sia veritiera, mi auguro di poter stringere legami con l’Irlanda soprattutto attraverso i suoi abitanti: perché durante questi anni di viaggi ed esperienze all’estero ho imparato che niente di un paese straniero ti rimane nel cuore più di un amico che ci vive.





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