Pietro Russino, con il fratello Massimo fa parte del progetto artistico di Roberto Graffi, fotografo della mostra del 16 febbraio sull'arte della lavorazione del sughero a Calangianus, un paesino della Gallura, nel nord-est della Sardegna. L'evento si terrà presso la vineria" Taverna di Bacco", Blooms Lane, nel centro di Dublino, e le foto saranno esposte fino al 16 marzo. Il progetto artistico in questione è "HYPNOFOLK", ribattezzato "HYPNOCORK" per l'occasione dell'esibizione fotografica e vuole unire la passione della musica a quella dell'arte del sughero. Pietro Russino e' un musicista/ chitarrista nato in sardegna, ma divide il suo tempo tra la mia isola e New York. La citta della grande mela e' la sua citta da oltre 25 anni e ci vive con la sua famiglia: sua moglie Ornella e i figli Niccolo', Ugo e Morgana. In Sardegna Pietro e' compropietario assieme a suo fratello/batterista Massimo di Da Ugo ,Bar Ristorante e music venue nella splendida spiaggia di Porto Taverna, dove si tengono settimanalmente concerti di ottima qualita' in riva al mare. Abbiamo posto alcune domande a Pietro.
Da dove nasce la tua passione per la musica?
Credo sia nata con me
Quali sono le tue influenze musicali?
Sono sempre stato a contatto con molta musica da quando ero bambino, i miei ricordi risalgono ai 3-4 anni. Il juke box del bar dei miei genitori era fornitissimo con il meglio delle canzoni Italiane degli anni sessanta e la musica Americana del tempo,che gli veniva fornita dai Militari della nuovissima base NATO del Limbara, e quindi James Brown, Wilson Pickett, Aretha Franklyn ecc.... Poi sono arrivati i Beatles e i Rolling Stones e a seguire tutti i gruppi Italiani, molti dei quali si esibivano al teatro del Carmine, dove mio padre gestiva il bar e quindi avevo accesso libero agli spettacoli. Questo e' stato per me un gran privilegio e musicalmente ho iniziato a formarmi propio li'. Tra tutto questo tranbusto c'era sempre presente la musica locale delle feste di piazza,canti a chitarra, Baddhi (Balli tradizionali) con la fisarmonica. Sono arrivati poi cronologicamente Jimi Hendrix, Led Zeppelin, Black Sabbath, The Who ,Woodstock, Mike Oldfield, il Progressive Inglese con King Krimson ,Jethro Tull, Genesis, Gentle Giant, Crosby Still Nash & Young , tanto jazz e le prime e ultime grandi band di Fusion, Return to forever, Mahavishnu, Weather Report,Area. E' cominciata poi l'infatuazione per il chitarrismo acustico, il Delta blues e il Finger Picking made in USA, il British Folk,Patty Smith,Television,The Clash, Talking Heads. Ho iniziato poi a seguire i seminari di Guitar Craft con Robert Fripp, dove e poi nata The league of Crafty Guitarists. Questa esperienza durata 6 anni ha influito molto sul mio stile. Citerei anche la No Wave New Yorkese John Zorn,Bill Frisell, Elliott Sharp, le launeddas la musica Indiana, nord Africana,Irlandese, blue grass, la musica etnica del globo.
Quanta Sardegna c’e’ nelle tue composizioni?
Dipende dallo stile del brano, l'altra sera ho suonato in duo con il percussionista Bill Buchen, gran parte della serata abbiamo suonato quelli che io chiamo Raga Mediterranei: improvisazioni con il concetto indiano del mono accordo, ma con melodie e ritmi nostrani. Su HYPNOFOLK ci sono diversi brani dove si sente il profumo di Sardegna. Gesuino Deiana dei Cordas & Cannas dice che si sente che sono sardo anche quando suono il finger picking
Uno dei tuoi lavori e’ intitolato Hypno-folk .Cosa hai voluto esprimere con questo album?
HYPNOFOLK e' un nome cho ho coniato per descrivere la musica che faccio come solista, molto diversa da un brano all'altro e imprevedibile con sapori di diverse tradizioni musicali folkloriche. La qualita' ipnotica del lavoro e' dovuta all'uso esclusivo del sistema looping e alla ripetizione delle frasi create in tempo reale il 30 % sono composizioni il 70% sono composizioni spontanee. Il concetto iniziale era di registrare tutto esclusivamente con i loops e una chitarra acustica, ma poi alcuni brani anno chiamato altri strumenti, praticamente la musica ha dettato il suo corso. Ie sessions iniziali sono state editate digitalmente con poi sovraincisioni in alcuni pezzi. Con questo lavoro ho voluto esprimere e catturare la spontaneita' e le improvisazioni che caratterizzano le mie live performances.
Quanti sacrifici hai dovuto fare per diventare un musicista affermato in un altro continente?
E' piu' giusto dire quanti sacrifici sto ancora facendo. Tanti tanti.
Sappiamo che sei amico del fotografo Roberto Graffi. Come vi siete conosciuti?
Roberto Graffi, era un amico di mio fratello ancora prima di diventare mio amico. Ci siamo conosciuti in occasione di un mio tour in sardegna nel 1996 con il percussionista Bebo Baldan; Roberto ci seguiva con la sua macchina fotografica e non ci siamo mai persi di vista. Il nostro senso del humor e' molto simile.
Come vi e’ venuta l’idea del progetto musicale Hypno-cork?
HYPNOCORK e' un idea nata dal lavoro che Roberto ha fatto sulle diverse pratiche della lavorazione del sughero/cork e dall'estrazione della corteccia in foresta alla finitura dei vari prodotti in fabrica. Useremo come base ritmica iniziale i colpi di ascia dei BUCADORI, questa parte del lavoro richiede molta esperienza e attenzione per evitare di danneggiare le piante.
Tu sei originario di Tempio Pausania, 9 Km da Calangianus, primo produttore di turaccioli per imbottigliamento del vino in Italia. Che ricordi hai della lavorazione del Sughero?
Mio nonno era un Suarajjhiu (parola dialettale Gallurese che sta ad indicare chi lavora il Sughero), ma mio padre non ha seguito la sua strada. Mi ricordo i cortili pieni di corteccia, l'odore inconfondibile della bollitura e il colore rosso arancio degli alberi appena lavorati come un paesaggio surreale.
Oggi piu’ che mai si parla delle problematiche ambientali che attanagliano il nostro Pianeta e delle politiche Governative che dovrebbero contrastarle. Ritieni che progetti come Hypno-Cork possono contribuire per sensibilizzare la gente a sostenere un’industria come quella Sugheriera che rappresenta uno dei migliori esempi di sviluppo sostenibile?
Credo che possa senz'altro sensibilizzare i consumatori. Quando compro un bottiglia di vino chiedo sempre se il tappo e' di sughero o silicone, non vorrei vedere galleggiare oltre a tutta la spazzatura anche i tappi di silicone,. il sughero e' collegato strettamenta anche ad un altro grosso problema, quello della deforestazione rampante soprattutto da noi in Sardegna
Sappiamo che sarai in tour in Europa nei prossimi mesi. Quali tappe sono previste?
Saro' in tour dall'inizio di Aprile per circa 3 settimane, le tappe saranno in Germania e Italia.
Sarebbe bello averti ospite una serata qui Dublino a deliziare noi Irlandiani con le tue affascinanti melodie, “ circondati” dalle foto di Roberto. Ci fai un pensierino?
Potrebbe esser una buona occasione per visitar Dublino, mi piace molto la loro cultura e la loro musica in quanto la trovo molto simile a quella sarda...
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