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DUBLINO: Diventare pilota commerciale Intervista a Antonio Alfaro Martin |
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Scritto da Valentina Di Pietro
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Antonio Alfaro Martin, 35 anni di Madrid, decide di venire in Irlanda per migliorare il proprio inglese e per avere l’occasione di continuare a svolgere il proprio lavoro. Cosa studi in Spagna? Ho studiato per diventare pilota commerciale, campo nel quale lavoro adesso. Sono pilota di Dromader M18B, un piccolo aereo utilizzato per spegnere gli incendi nelle foreste. Lavoro in Galizia durante l’estate, mediamente per quattro o cinque mesi l’anno. Perché sei venuto in Irlanda? Sono venuto qui perché da qualche mese è cambiata la legge europea per i piloti commerciali. Prima non avevamo bisogno del certificato di inglese, ma sono della licenza di pilota. Adesso invece è necessaria la conoscenza di questa lingua per volare nello spazio aereo europeo. Ho scelto proprio L’Irlanda perché me ne avevano parlato tutti bene, persone socievoli, bella atmosfera, e devo dire che avevano ragione. Come ha vissuto questa scelta la tua famiglia? L’hanno presa bene. La vedono come un’occasione in più per la mia carriera e ne sono felici. Come hai trovato l’alloggio? I primi giorni sono stato in ostello, dovevo ancora trovare la scuola e la sistemazione. Poi sono andato nell’Ufficio Turistico e mi hanno dato una lista delle scuole d’inglese presenti qui a Dublino e da lì ho iniziato a visitarle tutte. Ed è proprio la scuola che ho scelto di frequentare che mi ha fornito le indicazioni per la casa dove vivo ora. Trovi che Dublino sia costosa? Credo sia abbastanza costosa in generale, ma per me , che vengo da un’altra capitale europea, il costo della vita è più o meno lo stesso. E cosa ne pensi del clima irlandese? Per me è perfetto perché mi piace la pioggia e non amo particolarmente il caldo, tutti requisiti che caratterizzano proprio le condizioni atmosferiche di questa nazione. Credi che questa esperienza possa aiutarti in futuro? Sicuramente sì. A parte per l’inglese, che al giorno d’oggi è fondamentale, mi sta aiutando molto ad aprire la mente. Inoltre è molto utile per conoscere culture differenti dalla propria, e paradossalmente sto conoscendo meglio anche la cultura dalla quale provengo. A distanza si riescono a comprendere delle cose che vivendo tutti i giorni si danno per scontate. Questa è un’esperienza che consiglio a tutti per creare un’Europa sempre più vicina.
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Ultimo aggiornamento ( domenica 29 maggio 2011 )
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