Home arrow Persone arrow Dublino: alla ricerca del Trap
Dublino: alla ricerca del Trap PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandro Scardala   

Trapattoni sorridente
Incontro con Givanni Trapatoni.
Consapevole che mercoledi’ 15 ottobre l’Irlanda avrebbe fatto il suo esordio casalingo a Croke Park contro Cipro per le qualificazioni ai mondiali 2010, vengo a scoprire che la squadra si allena domenica pomeriggio presso i campi del Malahide United. Coinvolgo due amici italiani, Pietro e Robert, a seguirmi alla ricerca del mitico Trap. Prendiamo la dart in tarda mattinata ed una volta arrivati a destinazione incontriamo per puro caso Steven, un nostro amico australiano di origini italiane e grande sostenitore della Juventus, che si aggrega.
Dopo una breve visita al piccolo porto del paese ed al celebre castello, raggiungiamo il piccolo impianto sportivo.Due security men che sorvegliano l’entrata principale ci avvisano dell’impossibilita’ ad assistere all’allenamento. Non ci arrendiamo e raggiungiamo la cima di una piccola collinetta, da dove, a causa di una rete verde ed alta qualche metro che circonda tutto il perimetro del campo, riusciamo a mala pena a vedere le sagome dei giocatori.Non soddisfatti e con l’intenzione di attirare l’attenzione del Trap, ci viene  un’idea scherzosa ed un po’ irrispettosa urlando tutti insieme: “Giovanniiiiii…catenaccioooooo”.
Vediamo qualcuno alzare un braccio per farci un cenno di saluto, ma non siamo certi sia lui. Le nostre grida mettono in allarme la sicurezza ed un paio di addetti vengono ad accertare che tutto sia in ordine.Dopo  aver  rotto il ghiaccio, notiamo un punto della recinzione piuttosto vicino al campo di allenamento da dove finalmente riusciamo a vedere con maggiore chiarezza.Scambiamo due chiacchiere con uno dei ragazzi della sicurezza il quale ci aiuta ad individuare Giovanni Trapattoni, Marco Tardelli e Liam Brady che sono in mezzo al campo a dirigere l’allenamento.
Ora siamo in grado di metterli a fuoco e di sentire le indicazioni che danno ai giocatori con un simpatico inglese maccheronico. Poche parole, ma efficaci, accompagnate da qualche “si bravo” quando i giocatori eseguono gli schemi nella maniera richiesta.
Ecco Tardelli che si avvicina al nostro punto di osservazione e allora noi in coro ci rifacciamo sentire: “Marcoooooo…facci un urlo mundial!!!”.Lui imperterrito continua a distribuire le casacche per la partitella finale. Finalmente anche il Trap si aggira nei nostri paraggi e lo salutiamo gridando il suo nome. Inaspettatamente risponde al nostro saluto dicendo un paio di parole che  non riusciamo a capire a causa del sovrapporsi di altri rumori.
L’allenamento finisce e l’autista della corriera accende i motori per portare immediatamente i giocatori al loro hotel situato a Portmarnock, un piccolo centro a poca distanza da Malahide. Ormai rassegnati ed un po’ attapirati per non essere riusciti a parlare col Trap, ci avviamo mestamente verso la strada che porta al centro di Malahide.Li, con grande sorpresa, vediamo Tardelli lasciare il centro sportivo facendo dello jogging in direzione dell’hotel.Sfortunatamente non riusciamo a fermarlo perche’ si e’ allontanato troppo, ma, sorpresa delle sorprese, vediamo il Trap uscire camminando dal cancello principale insieme a qualcuno dello staff.
Non ci sembra vero, e’ a pochi metri da noi, ci avviciniamo e lo salutiamo stringendogli la mano e lui ci chiede con tono cordiale, ma allo stesso tempo un po’ seccato: “Perche’ mi avete urlato catenaccio? Le mie squadre hanno sempre segnato parecchi goals”.Allora noi subito precisiamo che stavamo scherzando, gli diamo una pacca sulla spalla e facciamo alcune foto insieme.Chiarito il disguido, cominciamo a parlare del piu’ e del meno. Ci chiede da dove veniamo, cosa facciamo a Dublino, da quanto tempo siamo qua e di quanto sia difficile imparare bene l’inglese! Vediamo di fronte a noi una persona in perfetta forma fisica, con un gran carisma e personalita’, in grado di conquistare tutta la nostra simpatia.
Poi gli facciamo notare che Steven viene dall’Australia, allora il Trap scambia qualche parola con lui sfoggiando un buon inglese, nettamente migliore di quello sentito di fronte alle telecamere.A questo punto ci svela che era molto vicino a prendere la panchina dei canguri, ma ha rinunciato a causa della lontananza siderale dall’Italia.Vorrebbe fare altre due chiacchiere con noi, ma deve andare perche’ lo aspettano in hotel per una conferenza stampa. Nemmeno lui prende la corriera…e si avvia correndo!!!
Click per ingrandire
Click per ingrandire





Salva articolo su SalvaSiti.com!Segnala su Segnalo.com!Segnala su OK Notizie!Digg!Reddit!Del.icio.us!Google!Live!Technorati!Furl!Yahoo!Ma.gnolia!
 
< Prec.   Pros. >
http://irlandiani.lnk.taxback.com