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Dublino: la Toscana di Cindy Harding alla fiera del Made in Italy PDF Stampa E-mail
Scritto da Emma Santo   
Matteo Cibecchini, Andrea Nannarelli e Cindy Harding
Matteo Cibecchini, Andrea Nannarelli e Cindy Harding
«Cindy Harding è la fondatrice della “Tuscan Holiday Consultants”, una piccola compagnia che da anni mette a disposizione di chi desidera visitare la Toscana un network utilissimo per chi non vuole farsi mancare davvero nulla. Insieme a suo figlio Andrea Nannarelli e ad un partner d’eccezione, Matteo Cibecchini, consulente del “Sole di Toscana”, società che si occupa di costruzioni, ristrutturazioni e recupero architettonico di edifici civili, Cindy è partita alla volta di Dublino ed abbiamo scoperto che per metà è proprio di sangue irlandese».
Cosa promuovete all’interno del Made in Italy?
«Due cose, anzi tre: un agriturismo in Toscana, un Bed and Breakfast che offre anche programmi di “wine tasting” e visite guidate, nonchè corsi di cucina, perché sono insegnante di cucina in Toscana».
Come ha saputo della fiera del Made in Italy a Dublino?
«Sono stata contattata dagli organizzatori tramite internet. All’inizio, dato che non è una mostra legata prettamente al turismo, non mi aveva interessato. Poi ci ho pensato su e mi sono detta: “Ma sì, perché no”! In fondo io sono per metà irlandese, e non ero mai stata in Irlanda prima d’ora…».
E cosa ne pensa dell’Irlanda e degli irlandesi?
«Dublino l’ho vista ieri, ho fatto un giro di due ore e l’ho trovata splendida. Gli irlandesi sono simpatici, educati. E li trovo davvero interessati alla nostra terra. Poi sapremo quando torno. Noi diamo loro i nostri indirizzi email, speriamo che scrivano».
Quindi la promozione sta andando a buon fine?
«Beh, si ferma da noi soprattutto chi conosce già la Toscana, chi ci è già stato, ne parla bene e vuole tornare. Più che altro, speriamo di stuzzicare la curiosità di chi non la conosce, anche perché con la Ryanair ci vuole un attimo ad arrivare da noi. Inoltre, nei nostri B&B offriamo pacchetti “all inclusive” molto convenienti».
Che strategie utilizzate per invogliarli a venire da voi?
«Non te lo so dire. Spero bastino le foto che - credo - parlano da sole. In molti hanno richiesto le brochure. Speriamo solo che, una volta a casa, le sfoglino!»
Non credo ce ne sia bisogno, ma volendo fare un ‘appello’ agli irlandesi?
«Sarebbe questo: Venite in Toscana, sicuramente sarà un’esperienza eccezionale! È la patria del buon vino, di un olio impareggiabile, la soluzione ideale per chi adora mangiare e mangiare bene!»




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Ultimo aggiornamento ( giovedì 30 ottobre 2008 )
 
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