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Emanuele Latini: a Dublino per scommettere su se stesso |
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Scritto da Alessandra Campanari
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 Emanuele Latini: a Dublino per scommettere su se stesso Emanuele è un ragazzo di 25 anni che dai colli marchigiani, passando per la capitale, si ritrova oggi in Irlanda, in questa magica isola verde che sta diventando la sua seconda casa. Allora Emanuele, cosa ti ha spinto ad abbandonare l’Italia per l’Irlanda? A bruciapelo direi la voglia di fare un’esperienza. Nato in un piccolo paese di provincia nel cuore delle dolci colline marchigiane, ho trascorso gli ultimi tre anni della mia vita nella bella capitale, frequentando l’Accademia del cinema e del teatro e tentando di emergere in quel mondo affascinante e complicato, ricco di stimoli e contraddizioni, che è lo spettacolo. Poi, in un giorno di “ordinaria follia”, mi sono alzato e ho deciso che era tempo di voltare pagina. Mi sono accorto che stavo vivendo un periodo della mia vita in cui ero ancora libero di scegliere e che avevo voglia di fare delle scelte. Lontano dagli agognati contratti a tempo indeterminato, impaziente di migliorare e, soprattutto, incuriosito dalla vita, ho capito che era il momento adatto per fare dei cambiamenti. In questo stato di “incoscienza”, se vogliamo, e allo stesso tempo grazie al bando di un progetto Leonardo trovato quasi per caso curiosando nel sito della mia provincia, mi ritrovo oggi, come per incanto, a parlare seduto sulla sedia di un piccolo e accogliente caffè di Henry Street.
 spiaggia Che opportunità ti sta offrendo questo progetto e che tipo di tirocinio stai svolgendo? Come ho già accennato sono attratto dal mondo del cinema e del teatro. Una passione bruciante che, tra alti e bassi, ha sempre accompagnato i fervidi anni della mia infanzia e adolescenza. Ricordo ancora che da piccolo mia madre, sollecitata dalla mia stravagante passione nell’impersonare i cartoni Disney con battute recitate come da copione, era solita cucirmi i vestiti dei miei personaggi preferiti. Ed io ero lì, felice di essere qualcun’altro, impaziente di recitare davanti a lei per provare quelle emozioni che, una volta cresciuto, avrei poi ricercato e ritrovato tra le luci del palcoscenico. Oggi, con un occhio all’Abbey Theatre e un orecchio alla musica tradizionale irlandese, mi ritrovo a fare quello che meglio so fare: stare con la gente, in mezzo alla gente, organizzare eventi e intrattenere il mio giovane “pubblico”. Il Generator Hostel sarà il mio palcoscenico e ragazzi di tutto il mondo, i miei spettatori.
Cosa ti aspetti da quest’esperienza? Pensi di rimanere in Irlanda una volta terminato il Leonardo? Mi aspetto di crescere. Voglio migliorare la lingua inglese , arricchire il mio bagaglio culturale, confrontarmi con altre realtà ed altri mondi, esportare la nostra ricca cultura italiana e assaporare quella degli altri. Voglio sfamare la mia voglia di curiosità. Poi, una volta sazio, probabilmente tornerò nella mia problematica sì, ma tanto amata terra. Oppure chissà; magari diventerò il ragazzo con la valigia e un biglietto solo andata per l’Irlanda . Ma questa è un’altra storia.
Fine prima parte…
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 20 ottobre 2011 )
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