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 Gianpaolo Scardia (foto). Vi scrivo inanzitutto per complimentarmi per il vostro sito che ritengo un ottimo punto di riferimento e strumento culturale e comunitario non solo per gli italiani in Irlanda, ma finestra che affaccia su Dublino anche per chi dall'Italia, rimembra trascorsi in una bizzarra città che una volta lasciata, si guarda sempre con un pizzico di nostalgia. Ottima idea comunque, ci avevo pensato 5 anni fa all'idea ma non l'ho mai realizzato. Mi sento molto vicino alla realtà che voi ,attraverso il web, rappresentate in quanto nel lontano 2002, ben 5 anni fa, fui uno di quegli italiani che fece il fagotto e senza conoscere nessuno e soprattutto la lingua, mi avventurai nella tempestosa Dublino in cerca di lavoro e soprattutto di un esperienza di vita. Nella culla celtica non era ancora arrivato il business di Sturbucks ed i lavori per il tram (come la chiamano..la Lhuan) erano appena rumorosamente iniziati. Quasi fastidiosi per chi viveva nella zona di Charlemont in un ostello caldo e confuso come la gente che lo riempiva. Dublino era comunque la città dello Spanish Party del giovedì, del Venerdì allo Zanzibar, i party privati del Sabato di chi lavorava in IBM, gli incontri culturali del mercoledi tra italiani e irlandesi…delle tre generazioni di famiglie irlandesi riunite a bere al secondo piano del Flanneris in Camnden Street, via che rimembro anche per i concerti del Wilans o del Mezz in Temple Bar. Ne avrei da scrivere e immagino che non avrete tanto tempo comunque sintetizzando, partii con un progetto di un mese e ne rimasi 10, iniziando prima come cameriere al Porter House di Temple Bar, poi all' Hilton Dublin,sito in Charlemont Place, e poi in una sociètà di ricerche di Mercato di nome Harte Hankes che ora si trova a Rathfarnham, Risultato: esperienza indimenticabile, condita da viaggi, incontri e musica. Il viaggio si rigenerava contiunamente in un altro viaggio, nei weekend a Galway o tra le colline di Wiklow. nella suggestione delle Cliffs of Moher o la libertà del Donegal. Sto seriamente pensando di tornare ora, dopo aver fatto una toccata e fuga di 2 giorni per un collqouio. Nel 2008, dopo essermi laureato in Comunicazione, inciso un album di musica folk/ Rock irlandese (come tastierista) e fatto un MBA: voglio tornare. Con la stessa voglia di riscoprire un posto in continuo movimento e la volontà di riprendere il mio percorso da dove l'ho lasciato. Con l'auspicio di crescere professionalmente e continuare ad assaporare la frizzantezza di una città sempre ''appena stappata''. Dimenticavo, perchè si lascia l'Italia? Le possibilità di iniziare un percorso lavorativo con il piede giusto non ci sono. Ovvero con la possibilità di crescere se vali. La possibilità di partire con uno stipendio che possa mettere le basi dell'indipendenza sembra un'utopia. Per cui via dall'Italia delle false partenze, dall'Italia della telefonatina. Da una nuova Argentina. Ho scritto su alcuni giornali ai tempi dell'Università e dopo la laurea ho lavorato per l'ANSA. Mi ritengo un vostro semi-pseudocollega, e capirete, quindi, perchè sento dentro me una forza centripeta. Per cui apro la porta, se fosse interessati, anche a forme di collaborazione con la vostra redazione, qualora l'Irlanda continui a inviarmi segnali di crescita costruttiva e di vita intensa, forte, vibrante, a volte entusiasmante, a volte anche dura ma pura.
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