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Gioacchino: in Irlanda dopo aver gustato a fondo ciò che il mondo aveva da offrirgli. PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Biasi   
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Gioacchino alla sua postazione Sky all'Ilac Shopping Centre
Gioacchino viene da Milano, dopo un diploma in ragioneria conseguito all’età di 25 anni studiando e lavorando contemporaneamente, decise che Milano e l’Italia non facevano più per lui, complice anche un mercato del lavoro che lo additava già come “vecchio”.
Così dopo un paio di anni trascorsi a fare i lavori più disparati tra i quali l’imbianchino, il cameriere e anche il messo comunale decise di partire.
“Ho fatto un po’ di tutto, ho lavorato anche come magazziniere e come cameriere. Insomma, tutti quei lavori che ti adatti a fare.”.
Così a 27 anni partì per il suo primo viaggio, destinazione Londra per imparare l’inglese. “Londra è un posto bellissimo, però è facilissimo “perdersi”.”. E così dopo questa parentesi londinese decise di tornare in Italia.
Nel frattempo conobbe un ragazzo che aveva un amico a Preston in Inghilterra e che possedeva un ristorante. “Lo contattai e partii di nuovo alla volta dell’Inghilterra. Lavorai in questo ristorante e per sei mesi circa seguii anche un corso d’inglese per migliorare il mio livello. Dopo circa otto mesi mi spostai a Manchester e cominciai a lavorare in un pub. Mi accorsi però che neanche quello era il posto per me, forse complice anche il fatto che vivevo nelle vicinanze dell’Old Trafford il clima che si respirava era un po’ troppo “vivace” e così tornai in Italia.”.
Cercò di sfruttare il bagaglio linguistico accumulato durante il periodo all’estero ma ancora una volta riuscì a trovare soltanto lavori saltuari.
“Riuscii a mettere da parte una piccola somma di denaro e così dopo circa tre mesi decisi nuovamente di partire. La mia nuova destinazione era l’Irlanda. Fu il mio primo viaggio in Irlanda e ci venni in macchina con un amico. Alloggiammo in un ostello per una quindicina di giorni e nel frattempo ci mettemmo a cercare lavoro. Fu dura anche perche la mia conoscenza dell’inglese non era ottima. Decisi però di non demordere e mi recai alla FAS e così feci la mia prima chiamata per trovare lavoro in un fish and chips. Dall’altro capo della cornetta c’era un italiano e sperai con tutto il cuore che mi assumesse. Feci il colloquio e poco dopo cominciai a lavorare in questo fish and chips continuando però sempre a frequentare corsi d’inglese per cercare di migliorare il mio livello.”.
Dopo circa un anno e mezzo però, ispirato da una trasmissione televisiva in cui un famoso comico scozzese girava l’Australia a bordo di un chopper, Gioacchino decise di partire nuovamente e questa volta la meta era l’Australia affascinato dai paesaggi mozzafiato e dal clima così diverso da quello Irlandese.
“Rimasi in Australia un anno e mezzo lavorando saltuariamente come pizzaiolo e come barista. Dopo di che tornai nuovamente in Italia ma porterò per sempre con me il ricordo di quell’esperienza come uno dei momenti più belli della mia vita.”.
Dopo aver trascorso sei mesi a Milano lavorando il più possibile per mettere da parte un po’ di soldi che dopo l’esperienza Australiana erano praticamente terminati Gioacchino partì nuovamente per l’Irlanda.
“Contattai nuovamente quel mio amico che mi aveva fatto lavorare in un fish and chips e subito mi assunse in uno dei suoi due fish and chips. Ero contentissimo. Lavorai lì per circa un anno dopo il quale trovai un posto di lavoro alla Hertz dove mi occupavo della vendita dei pacchetti di auto a noleggio.”
Dopo aver lavorato alla Hertz per poco più di tre anni a Gioacchino cominciava a venire di nuovo al voglia di partire e così questa volta la meta fu Malaga, in Spagna. Lì scontratosi con al difficoltà della lingua spagnola cominciò subito a seguire corsi di spagnolo e sfruttando la conoscenza di un amico che lavorava per la Tecnocasa cominciò la sua esperienza da venditore di case.
“In Spagna però le cose non andavano molto bene nel settore immobiliare. Così decisi di seguire il suggerimento di un amico irlandese che mi consigliò di provare a cercare lavoro sì nel ramo immobiliare, ma sfruttandole mie conoscenze dell’inglese. Trovai così una società spagnola che cercava personale che conoscesse l’inglese per vendere case in Calabria.”.
Tornò così in Italia dopo otto mesi di Spagna per vendere casa in Calabria ad acquirenti inglesi e irlandesi e gli affari andavano bene. Dopo un anno che lavorava per quell’impresa però a causa di alcune incomprensioni e dispute interne all’impresa e tra l’impresa, le imprese di costruzione e gli avvocati quello che lui definisce “Il sogno italiano” finì.
Decise così di sfruttare l’esperienza accumulata nel settore immobiliare aprendo una società con le sue forze, cercando i contatti con i costruttori, trovando gli acquirenti e appoggiandosi anche ad agenti irlandesi ed inglesi. Trovò però non poche difficoltà a livello burocratico a causa delle enormi differenze esistenti tra il sistema anglosassone e quello italiano.
Notando ad un certo punto che gli affari non andavano così bene la sua ragazza gli suggerì di affrontare un corso per diventare agente immobiliare. Ad oggi Gioacchino ha un certificato come agente immobiliare però non possiede l’abilitazione perché non ha superato il test che gli permetterebbe di avere una società a proprio nome in Italia.
“Dopo questa esperienza non volevo più restare in Italia e così ad ottobre del 2008 ritornai in Irlanda. Un periodo non troppo felice in cui cominciava già a palesarsi la crisi economica che ora si estende a livello globale e di cui io già parecchi mesi prima avevo pagato le conseguenze nella mia esperienza nel settore immobiliare. Mi misi così nuovamente a cercare lavoro e fui fortunato perché riuscii a trovare un lavoro nel quale mi dovevo occupare della vendita di prodotti alimentari italiani.”.
Nel frattempo continuava a cercare lavoro e dopo circa tre settimane in cui nessuno era disposto a dargli un lavoro una sera decisa di cambiare qualcosa nel suo curriculum, e come prima frase scrisse “riconosco in 30 secondi se un cliente intende comprare o no di qualsiasi cosa si tratti” e lo inviò alla GEAP Marketing che in quel momento cercava personale.
“Non so se quelle parole abbiano realmente influito o no, io penso di sì, pero fatto sta che sono stato assunto e ora lavoro all’interno dell’Ilac Shopping Centre vendendo i contratti di Sky.”
Il sogno nel cassetto di Gioacchino è tornare a vendere case perché per lui è una fonte di soddisfazione nonché di denaro e molto onestamente lui è il primo ad ammetterlo.




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Ultimo aggiornamento ( giovedì 18 giugno 2009 )
 
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