 Pietro Gabriele Continua l'intervista a Pietro Gabriele, un ragazzo di 26 anni intraprendente e socievole come pochi. Da Genova, lascia tutto e si dirige verso Dublino per cercare lavoro e soprattutto per dare una direzione alla sua vita, in quella che noi tutti chiamiamo la ricerca della felicità…
Cosa pensi di fare?Andare avanti, sempre. C’è stato un giorno che mi sono abbattuto e mi sono detto ‘ma chi me l’ha fatto fare’. Per me aver superato quel momento, essere andato avanti, non essermi lasciato sopraffare dalla delusione della sconfitta è stata una grande vincita oltre che un momento di crescita. Volevo fare questa esperienza, non solo per l’inglese, ma anche e soprattutto come esperienza di vita e di crescita. Abbattersi è facile in queste condizioni e sarebbe stato facilissimo per me riprendere la mia valigia e tornarmene in Italia. Ma non sono fatto così. Ho voglia di crescere e di apprendere sempre qualcosa di nuovo, sia che venga dall’esterno come la lingua, sia che venga da me stesso, come formare il mio carattere e battermi per il mio futuro. Sono determinato e ottimista e soprattutto ho voglia di mettermi in gioco ogni giorno di più. Che tipo di lavoro ti piacerebbe fare? Sono un ragazzo che sa darsi da fare, quindi non sto cercando un lavoro in particolare. Mi accontento di tutto. Anche in Italia ho fatto diverse esperienze dal preparatore atletico alla formazione HRD, dall’assistente di sala al venditore, così come dal cameriere al cantante per una compagnia teatrale. Anche se non ti nascondo che uno dei miei più grandi sogni è quello di fare il cantante. Io mi sento un cantante. Ho studiato canto 5 anni. Poi qui, incitato da alcuni amici, mi è capitato di esibirmi sia a Grafton Street in mezzo agli altri artisti, che a nella piazzetta di Temple Bar. Poi un giorno, insieme ad un amico che suona la chitarra, ci siamo ritrovati in una jam session in un pub. È stata una bella esperienza cantare in italiano e vedere come lo stesso proprietario del locale era felice di sentire cantare qualcosa di diverso dalla sempre uguale scaletta degli artisti irlandesi. Inoltre tutto questo mi ha fatto rivivere la mia esperienza in un tour di una compagnia teatrale in Italia. Rivivere quell’adrenalina che ti dà un’esibizione in pubblico è davvero qualcosa di unico. Inoltre qui c’è una filosofia diversa per quanto riguarda i musicisti. Qui gli artisti vengono rispettati. Non resta che farti un in bocca al lupo per il tuo futuro!
|