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Michele Recchia, la storia di un dentista italiano a Dublino PDF Stampa E-mail
Scritto da Lorena Fanunza   

Nella foto Michele Recchia
Nella foto Michele Recchia
Occhiali da vista, camicia celeste e scarpe da ginnastica. E' così che incontriamo Michele Recchia, dentista ventinovenne partito da Verona alla volta dell'Irlanda. Davanti ad un buon espresso Michele ci racconta i motivi della sua scelta professionale e la decisione, presa prima dello scorso Natale, di vivere un'esperienza all'estero.

Michele perché hai deciso di venire a lavorare qui?
La mia è una famiglia di dentisti, così ho trovato naturale intraprendere questa strada. Una serie di concomitanze però mi hanno portato qui. A Verona stavamo cambiando lo studio così ho deciso di approfittare di questo momento per venire a Dublino e vivere questa esperienza.

Come mai hai scelto proprio l'Irlanda?
Innanzitutto perché preferivo un paese dove si parlasse inglese, visto che è la lingua che ho studiato a scuola e all'università, grazie anche al progetto Erasmus. In più, un altro motivo determinante è stato che gli irlandesi mi sono da subito apparsi come un popolo molto amichevole, accogliente e disponibile. Se vai in un pub e ti siedi accanto ad uno di loro iniziano subito a chiacchierare e a fare amicizia.

E' stato difficile adattarsi ad un nuovo ambiente e conoscere nuove persone?
No. Io ho avuto la fortuna di trovare dei coinquilini simpaticissimi. Vivo con alcuni ragazzi francesi e tutte le sere siamo impegnati in qualcosa di divertente. Seguiamo insieme un corso di inglese, andiamo a scuola di tango in un pub e spesso giochiamo anche a squash. Insomma, non mi posso proprio lamentare.

E nell'ambiente lavorativo come sei stato accolto?
Anche lì sono stato molto fortunato. I miei colleghi mi hanno accolto benissimo. Lavoro con una ragazza ventiquattrenne irlandese che mi aiuta tanto anche con la lingua. Io attualmente svolgo servizio in due studi, uno a Ballymun e un altro a Collock e, devo dire, che in entrambi i casi il clima è buono.

E' stato difficile ottenere il permesso per svolgere la tua professione?
Per lavorare in uno studio dentistico è necessaria la laurea, l'abilitazione professionale e un documento rilasciato dal ministero che certifica le ore di tirocinio svolte durante l'università. L'unica difficoltà è stata, appunto, riuscire a recuperare questo documento. In questo devo ringraziare il dottore, nonché amico, Oscar Modolo. Lui collabora con l’ Università di Padova dove vive e lavora come libero professionista. E’anche merito suo se sono riuscito a sbrogliare tutte le pratiche burocratiche ed ad ambientarmi velocemente qui a Dublino.

Iniziare una carriera come dentista qui è più semplice o più complesso rispetto all'Italia?
Diciamo che in Italia il problema è che all'università fai molta teoria e poca pratica quindi ci vuole un po’ più di tempo per ritagliarti i tuoi spazi nell'ambiente lavorativo. Ci vuole una gavetta abbastanza lunga prima di arrivare ad avere dei clienti. In Irlanda invece un laureato in odontoiatria appena uscito dall'università ha subito tantissimi pazienti e deve immediatamente fare pratica.

Quali sono le differenze che hai notato tra la comunità odontoiatrica italiana e quella irlandese?
In Irlanda la comunità odontoiatrica non è molto stretta come in Italia. Da noi conosci buona parte dei colleghi della tua città perché li incontri spesso per i seminari di aggiornamento professionale o agli eventi dedicati alla sponsorizzazione di qualche nuovo prodotto. Qui i dentisti sembrano meno interessati all'aggiornamento proprio perché compiono un percorso professionale diverso.

E i pazienti? Qual è la differenza tra un irlandese e un italiano?
Gli italiani sono sicuramente più esigenti degli irlandesi. In Italia hanno molte più aspettative e se ti capita di sbagliare qualcosa non vengono più nel tuo studio, così come non mandano più amici e parenti. Qui non è così, c'è una cultura molto diversa anche per quanto riguarda la prevenzione sanitaria.

Cosa consiglieresti quindi ad un tuo collega italiano che volesse intraprendere la tua stessa avventura?
Di non scoraggiarsi per la lingua. Sono sufficienti una cinquantina di termini tecnici per operare. E' semplice trovare un clima lavorativo amichevole e mettersi in gioco. Per quanto riguarda i documenti è necessario rivolgersi per tempo al ministero e per il resto chi vuole può contattarmi al mio indirizzo e-mail per avere consigli Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo . Mi può solo far piacere aiutare persone che hanno deciso di vivere un'esperienza simile alla mia.





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Ultimo aggiornamento ( domenica 29 giugno 2008 )
 
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