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Storie di Persone in Irlanda
Prossima stazione: Dublino! PDF Stampa E-mail
Scritto da Simona Berlingeri   

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Simona Berlingeri, la nuova giornalista di Irlandiani.com
Gioia, umore alle stelle, adrenalina al massimo, ma anche un po’ di timore: le bellissime sensazioni provate dopo il colloquio telefonico con il Signor Dominoni.

Emozioni già provate in passato, anche se in forma più lieve, prima della partenza alla volta di Chambéry (Francia).

Certamente un anno accademico all’Université de Savoie aiuta chi, come me, si ritrova all’improvviso a dover uscire dal nido, a dover guardare oltre quelle bellissime montagne che circondano la Valle d’Aosta.

Una fantastica esperienza quella conclusasi ormai da sei mesi, che mi ha fatto crescere e maturare. La necessità di vivere da sola, le prime vere responsabilità, ritmi di vita e di studio diversi: tutto sembra così difficile all’inizio, quando bisogna trasferirsi all’estero.

E poi la lingua, inizialmente vissuta come un problema insormontabile, la costante paura di non riuscire a capire, e invece all’improvviso scopri che è tutto così semplice e meraviglioso, basta mantenere la calma.

Ora, sono qui, al terzo anno del corso di Lingue e Comunicazione dell’Università della Valle d’Aosta, pochi passi mi separano dalla tanto sospirata laurea e tra questi una nuova esperienza: uno stage di almeno quattro mesi presso un’azienda all’estero e questa volta sarà un’avventura individuale.

Il mio obiettivo?Senz’altro migliorare la mia lingua preferita, l’inglese. Ma Londra è così lontana dalla piccola realtà valdostana! E secondo il più classico degli stereotipi: inglese è Londra.

E all’improvviso si è presentata l’opportunità, quella che davvero sembra avere tutte le caratteristiche necessarie a rendere questo stage perfetto: l’Irlanda, con la sua fantastica musica, i suoi paesaggi dai colori bellissimi, la patria dei mitici U2!

Conoscere Bono è solo una delle aspettative che ho per questo stage, spero di poter grazie a questa esperienza maturare ancora e, soprattutto, conoscere tante persone in modo da poter accrescere la mia conoscenza riguardo alla cultura irlandese, che tanto mi affascina.

Prossima stazione: Dublino! Passeggeri è la fermata che aspettavo!

 

Ultimo aggiornamento ( martedì 15 dicembre 2009 )
 
Intervista a Sine Lambert, Manager Peroni in Irlanda PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesca Pedone   

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Sine Lambert, Brand Manager Peroni Nastro Azzurro
Sine Lambert è la Brand Manager della Peroni Nastro Azzurro e Pilsner Urquell Beers. Dopo aver vissuto tre anni a Parigi si è trasferita a Dublino ed ha deciso di lavorare per un brand internazionale: grazie alla Richmond Marketing adesso si occupa della distrubuzione di queste birre in Irlanda organizzando vari eventi ed aperitivi. "Sicuramente la competizione per quanto riguarda la birra è alta, ci sono molte scelte e tutte ottime, ma gli irlandesi sono interessati anche a marchi nuovi. Credo che siano persone molto aperte alle altre culture e quindi amano provare anche altro. Un pò come per la moda: ci sono un sacco di firme italiane a Dublino, e sicuramente non vengono considerate inferiori. Credere ai prodotti della propria nazione è fondamentale, ma è altrettanto importante aprire la mente verso altri paesi" afferma Sine.

A Dublino c'è una grande distribuzione di Peroni, soprattutto nei ristoranti italiani e nei pub del centro; Ms Lambert organizza Aperitivi in bar come il Pygmalion, il Dakota, il South William ed il Morrison Hotel con ottimi risultati. Solo per il mese di novembre sono stati organizzati 12 aperitivi a Dublino e 18 a Belfast: gli irlandesi hanno iniziato ad apprezzare questo "rituale" tutto italiano e Sine continua a diffondere una parte della nostra cultura nell'isola di smeraldo.

E la cosa che sicuramente incuriosisce è il fatto che anche persone non italiane si interessano alla distrubuzione dei prodotti del nostro paese: è evidente come il legame tra Italia e Irlanda sia sempre più forte e gli "irlandiani" ottengano successo in ogni settore.

 
Irlandiani.com: storie di italiani in Irlanda PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesca Pedone   
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Andrea, italiano in Irlanda
Irlandiani.com questa volta ha intervistato Andrea, che ci ha raccontato la sua avventura da "irlandiano". Friulano, nato a Parigi, ha 25 anni, è laureato in Economia e Commercio ed ha vissuto a Dublino 3 volte.

 
Andrea, quando e perchè in Irlanda?
Questa è la mia 3° volta. La prima è stata per un tirocinio di due mesi in un'azienda che si occupa di commercio estero; la seconda è stata un anno dopo, mi sono voluto prendere un periodo sabbatico dagli studi e sono tornato a Dublino per migliorare il mio inglese. Poi, dopo essermi laureato, ho vissuto cinque mesi con la mia ragazza a Lione e sei alla Canarie e ed infine abbiamo deciso di tornare in Irlanda dato che c'erano maggiori possibilità di lavoro e gli stipendi erano più alti.
 
Cosa pensi di una città come Dublino?
Mi è piaciuta subito: ti apre la mente, essendo un "porto di mare" conosci tanta gente con esperienze diverse dalle tue e cresci a livello personale. In più è una città a misura d'uomo, non è dispersiva per cui posso vedere i miei amici in poco tempo instaurando con loro dei rapporti forti, sentondomi a casa.
Poi mi piace l'atmosfera irlandese che assomiglia a quella italiana, entrambe sono familiari e divertenti.
 
Hai trovato subito il lavoro che cercavi?
La prima volta ero qua per un progetto universitario di soli due mesi, mi sono trovato benissimo ma è durata poco. La seconda volta non mi interessava granchè il tipo di lavoro, sono stato fortunato dato che in due giorni mi hanno assunto all'IBM, ma volevo divertirmi e l'importante era avere uno stipendo per mantenermi.
Quest'ultima volta invece è stata un'esperienza più seria: avevo ancora contatti con l'azienda del tirocinio e la manager mi avrebbe potuto assumere dopo un mese e mezzo. In quelle settimane ho fatto il venditore porta a porta, esperienza che non consiglio a nessuno e che ho deciso di abbandonare quando un giorno, dopo esser stato tutto il tempo sotto la piogga per vendere solo due set, avevo speso quasi tutto il guadagno della giornata tra luas ed un panino per il pranzo. Un lavoro malpagato e veramente faticoso. Poi finalmente sono tornato al mio vecchio posto dove sono rimasto per un anno e mezzo, fino a che non hanno spostato la sede fuori dal centro, creandomi non pochi problemi. Quindi ho deciso di cercare un altro impiego ed in poco tempo sono stato assunto da Yahoo, nel ruolo di marketing advisor.
 
Come vedi l'Irlanda in crisi economica?
Ho l'impressione che sia in una situazione veramente difficile e che abbiano finito tutti i fondi europei: bisogna vedere anche come implementeranno il progetto NAMA e come andranno gli accordi con le banche, ma la crisi c'è e si vede. Molte aziende stanno chiudendo e le persone cambiano il loro tenore di vita. L'Irlanda degli ultimi quindici anni credo che sia sparita definitivamente. Nonostante questo la mia vita non è cambiata granchè perchè il mio lavoro è sicuro e non ho mai avuto problemi ad arrivare alla fine del mese.
 
Che consigli dai a tutti quegli italiani che vorrebbero trasferirsi in Irlanda?
Venire qui per lavorare, ora come ora, non è più il caso. Consiglio di partire per migliorare l'inglese o per studiare, bisogna avere una mèta precisa quindi. La situazione lavorativa è cambiata troppo per trasferirsi alla cieca. Io faccio un master in business e consiglio a tutti di fare un qualcosa di simile: il livello è alto e la mia università non è neanche la più quotata. Gli sbocchi lavorativi in Irlanda sono pochi, ma le possibilità di studio sono tante e ottime!
Ultimo aggiornamento ( lunedì 09 novembre 2009 )
 
L'avventura di un'italiana in Irlanda PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesca Pedone   

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Anna, un'italiana in Irlanda
Gli "Irlandiani" nel vero senso della parola sono veramente tanti; Anna è una di questi. Viene da Trento e nel 2005 ha deciso di trasferirsi nell'isola di smeraldo.
 
Anna, quando e perchè in Irlanda?
Sono arrivata nell'ottobre del 2005 totalmente per caso. Quindici giorni prima della partenza io e una mia amica abbiamo deciso di voler fare un'esperienza all'estero: lei voleva andare in un paese anglofono ed io ho proposto l'Irlanda dato che c'ero stata per un corso qualche anno prima. Così abbiamo prenotato e siamo partite all'avventura.
 
Cosa pensi di una città come Dublino?
Dublino è principalmente una città generosa e ti aiuta a capire, se non quello che vuoi, almeno quello che non vuoi. Ed io ho capito che in questo momento non voglio stabilirmi in un posto per "sistemarmi"; Dublino è perfetta perchè mi permette di lavorare seriamente ma anche di rimanere in un contesto dinamico e giovane fino a che non deciderò che fare della mia vita.
Provo amore ed odio per questa città, senza che questa possa essere considerata una contraddizione: amo la vita che faccio ma odio ciò che è famoso per essere pessimo, il tempo.
 
Hai trovato subito il lavoro che cercavi?
Come dicevo prima quando sono partita ero all'avventura senza piano preciso: cercavo un lavoro, punto. I primi mesi ho temporeggiato, poi come la maggior parte delle persone ho trovato un lavoro in un call centre e dopo essere migliorata nei vari dipartimenti sono diventata Project Analyst. E' un lavoro che mi piace, che mi da soddisfazione e che potrei fare anche da grande.
 
Come vedi l'Irlanda in crisi economica?
La vedo un pò "depressa". Però dopo il Boom ed il Carnevale degli scorsi anni forse ci voleva una riflessione. Magari tutto questo può aiutare gli irlandesi a rivalutare la loro economia, il loro lavoro ed acquistare un'esperienza per il futuro. Anche io ho tagliato spese inutili e frivole e sto attenta a qualsiasi tipo di spesa, cosa che può farmi solo che bene. C'è anche preoccupazione in ogni settore, ma io sono riuscita a viverla abbastanza tranquillamente, senza sentirmi oppressa dalla crisi. Anche perchè alla fine, posso sempre fare le valigie e ripartire!

Che consigli dai a tutti quegli italiani che vorrebbero trasferirsi in Irlanda?
Semplicemente di non aspettarsi leprechaun e fate del bosco. La verde Irlanda c'è e consiglio a tutti visitarla perchè è meravigliosa, ma dal punto di vista lavorativo bisogna darsi da fare, lasciare CV ovunque, prendere il pps number per tempo, eccetera. In generale consiglio di arrivare organizzati, non come ho fatto io.... O magari sì!

Ultimo aggiornamento ( giovedì 22 ottobre 2009 )
 
Irlanda: la storia di un italiano nell'isola di smeraldo PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesca Pedone   
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Andrea, Italiano in Irlanda
"Irlandiani.com" è anche raccontare storie di italiani che sono partiti all'avventura ed hanno sfidato sè stessi per crescere e fare un'esperienza di vita.
Questa volta a parlare è Andrea, un toscano di 26 anni che lavora a Dublino, al quale ho fatto alcune domande per conoscere la sua avventura.
 
Andrea, quando e perchè in Irlanda?
Sono arrivato qui alla fine del 2007 dopo essermi laureato. Ero venuto principalmente per migliorare il mio inglese ed avevo previsto di rimanere 4-5 mesi al massimo. Poi però ho trovato un lavoro in un settore interessante e che credo potrà essermi utile in futuro, quando tornerò in Italia.
 
Vivi a Dublino da quasi due anni, cosa puoi dire di questa città?
Da perfetto livornese posso dire che è semplicemente "ganza"! Amo Dublino, è una città viva dove le persone lavorano sodo ma dove riescono anche a trovare del tempo per divertirsi. E' a misura d'uomo per cui il caos e lo stress che possono derivare dal vivere in una capitale sono decisamente contenuti.
Poi è incredibile il "Melting Pot" che c'è: ho avuto la possibilità di conoscere persone di ogni parte del mondo e di scoprire culture diverse dalla mia.
E riesci a stringere amicizie profonde perchè trovi in queste persone la tua "famiglia", i punti di riferimento che ti mancano e che hai fisicamente lontani.

Hai trovato subito il lavoro che cercavi?
Sono partito senza un'idea precisa, non sapevo bene cosa volevo: nei primi mesi ho fatto il commesso, il cameriere e l'agente in un call centre. Poi però ho trovato un lavoro nell'export/commercio estero che mi piace e che mi dà soddisfazioni.
 
Come vedi l'Irlanda in crisi economica?
Arrivando quando tutto funzionava ho notato una differenza nello stile di vita degli irlandesi ed anche nel mio: le tasse sono cresciute, si evitano spese futili, il lavoro non è più così facile da trovare e molte persone hanno paura di perdere il proprio. Però negli ultimi mesi ho notato un piccolo miglioramento ed anche se il processo sarà lungo ed in salità credo che l'Irlanda riuscirà ad uscire dalla crisi.

Che consigli dai a tutti quegli italiani che vorrebbero trasferirsi in Irlanda?
Consiglio di provare e di non disperarsi se non trovano un lavoro in poco tempo. L'Irlanda, come dicevo, è cambiata e non è possibile avere tutto e subito, però ci vuole fiducia e bisogna perseverare. Tutto ciò comunque non ha niente a che fare con l'esperienza in sè: consiglio a tutti di vivere quello che sto vivendo io. Ho imparato ad essere indipendente e mi sono messo alla prova in tante situazioni. Il lavoro è importante, ma ancora più fondamentale è la crescita personale che una persona ha vivendo all'estero.
Ultimo aggiornamento ( domenica 18 ottobre 2009 )
 
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