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Cork: Erasmus in Irlanda, esperienza straordinaria |
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Scritto da Mariflo Multari corrispondente Cork City
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 Mariflo Multari corrispondente Cork City Arriva da un noto quotidiano italiano il risultato di un’indagine condotta su 1500 giovani interpellati, provenienti da 28 Paesi stranieri; quello che è emerso è una situazione tutt’altro rosea per il nostro vecchio e costoso sistema universitario, come, appunto, è stato definito dai ragazzi che ogni anno scelgono l’Italia come destinazione del progetto Erasmus. Nessuno parla inglese, trovare un alloggio è difficilissimo e il tenore di vita è eccessivamente troppo caro, queste e altre sono le critiche che si vanno ad aggiungere alla visione non più idilliaca del nostro bel Paese, preso di mira dalla stampa internazionale in questi giorni per la crisi di governo che affligge la politica italiana e per quei cumuli di spazzatura che proprio nessuno vuole. Dopo un mea culpa generale, viene da chiedersi se anche negli altri Paesi ci sono le stesse condizioni precarie per gli Italiani che decidono di prendere parte all’Erasmus all’interno della Comunità Europea. In particolare in Irlanda, come se la passano i nostri connazionali che scelgono di frequentare l’Università sull’isola di smeraldo? Per rispondere a questa domanda abbiamo interpellato Francesco, un ragazzo siciliano di 23 anni che è venuto qui a Cork grazie agli scambi culturali organizzati dalla sua Facoltà di Economia e Commercio e con grande curiosità gli abbiamo rivolto qualche domanda. Molti ragazzi vorrebbero fare la tua stessa esperienza, ma per paura di non avere una buona comprensione della lingua inglese desistono, tu come hai affrontato i primi giorni in una città straniera e, soprattutto, come ti sei mosso all’interno dell’Università di Cork? La prima impressione che ho avuto atterrando all’aeroporto di Cork è stata di totale smarrimento, non sapevo proprio dove andare, così mi sono fatto coraggio e con un inglese italianizzato alla “my name is Tanino” ho chiesto all’autista del bus le indicazioni per arrivare al campus universitario. Appena arrivato mi sono rivolto all’ufficio competente per gli scambi Erasmus e, con una gentilezza unica, mi ha spiegato molto lentamente l’organizzazione del campus, che come avrei scoperto più tardi, era super affollato di italiani. Dopo essermi sistemato sono subito corso ad esplorare l’University College Cork (UCC) che accoglie, ogni anno, 1700 studenti provenienti da ben 75 paesi diversi; è situata all’interno di un parco verdissimo vicino al fiume Lee ed è a soli 5 minuti dal centro. Per quanto riguarda gli alloggi, invece, comprendono piccoli appartamenti con una stanza doppia e due o tre stanze singole e tutti i pasti sono serviti giornalmente dal refettorio dell’Università. All’inizio ho avuto problemi con la lingua, ma per fortuna qui in Irlanda, la gente è aperta e disponibile e mi sono sentito a mio agio anche nei momenti di maggiore indecisione. Come sono organizzati i corsi universitari e le attività ricreative? L’anno accademico va da settembre a giugno e li corsi hanno durata semestrale e sono modulari; le lezioni hanno una durata di 15 ore settimanali, all’interno di classi di 15 allievi. Niente a che vedere con il super affollamento dei corsi italiani dove per trovare un posto devi scavalcare altri 100 studenti che hanno pensato bene di sedersi per terra con la vana speranza che qualcuno si alzi. Qui è tutta un’altra realtà, ci sono i tutorials che ti supportano durante le sedute di lavoro pratico nei vari laboratori, a seconda del corso che si è scelto. Le università offrono una serie di programmi, che terminano dopo 3-4 anni con il conseguimento della Bachelor’s Degree. E poi se ti vuoi dedicare a qualche attività sportiva si ha a disposizione una palestra gratuita, super accessoriata e ultra moderna dove puoi passare qualche ora in pieno relax e perché no è anche un attimo punto di ritrovo. Da dove nasce la tua decisione di frequentare l’Erasmus in Irlanda? L’isola di smeraldo, come sempre l’ho conosciuta, mi ha sempre affascinato, con i suoi paesaggi incantati mi ha stregato dalla prima volta che sono venuto, alcuni anni fa per una breve vacanza. Quando sono usciti i bandi di concorso per aderire al progetto Erasmus qui a Cork grazie ad alcuni posti disponibili, ho subito presentato domanda. Per fortuna altri studenti erano più orientati verso l’Inghilterra, così non è stato difficile per me vincere il concorso. Lavorare o studiare all’estero è sempre un’esperienza positiva, sia a livello personale, ma anche per una tua carriera futura perché va sicuramente ad arricchire il cv. E poi, chi sa, quando finirò tutti gli esami avrò più possibilità di frequentare qui in Irlanda un buon Master per completare del tutto il mio ciclo di studi. Grazie alle parole entusiaste di Francesco abbiamo capitato che forse il sistema universitario italiano dovrebbe essere rivisto, sulla base anche di tante altre esperienze dirette di ragazzi che, ogni anno, lasciano l’Italia per Paesi stranieri. Ma la cultura del bel Paese con una tradizione secolare, riconosciuta a livello mondiale e tanto decantata da scrittori e poeti che figura ci fa con il sistema universitario più moderno e più organizzato degli altri Paesi europei? |
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 20 marzo 2008 )
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I genovesi Alessadro Firpo e Andrea Scorza a Dublino per San Patrizio |
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Scritto da Redazione
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 DUBLINO Alessadro Firpo con la maglia del Genova e Andrea Scorza (foto). Viaggio tra gli italiani in Irlanda al concerto degli In vivo Veritas a Dublino. Alessadro Firpo e Andrea Scorza a Dublino per qualche giorno per San Patrizio fanno un salto all'Enoteca delle Langhe in Blooms Lane all'Italian Music Festival organizzato dall'associazione Irlandiani. Succede martedi 18 marzo sera. «Siamo a Dublino grazie ad una amica che vive a Dublino. Lei ci ha prenotato l'ostello. Noi abbiamo comperato il biglietto aereo. Ed eccoci qui. E' da qualche anno che avevamo messo in programma di venire a Dublino. Questa citta' mi piace tantissimo: e' fantastica» spiega Alessadro Firpo, ventiquattro anni, gestore di un'autonoleggio a Genova. Come mai vi trovate qui a Dublino ad ascoltare musica italiana? «Abbiamo conosciuto il gruppo per le strade di Dublino perche' suonava musica genovese. Sono bravissimi e il prossimo anno ho tutte le intenzioni di tornare a Dublino. Bello il locale. Bella la gente». Una serata in Irlanda con note musicali italiane. «Penso che possiamo definirci degli emigranti proprio come gli irlandesi. Gli In vivo Veritas rispecchiano la parte italiana piu' povera. Ecco perche' ci piacciono. Mio nonno era calabrese. E loro vogliono trasmettere l'Italia che soffre. L'Italia che tenta ad arrivare alla fine del mese» continua Andrea Scorza, ventiquattro anni, operatore sociale di Genova di passaggio a Dublino. «Dublino e' proprio una bella citta'» conclude.Tonight "in Vivo Veritas" at the "Enoteca delle Langhe" Tonight "in Vivo Veritas" at the "Enoteca delle Langhe" right in the heart of the Italian Quarter in Dublin, Blooms Lane, right in the Square with the funny "Last Supper". Tha In Vivo Veritas is an Italian "Street Orchestra", the members are from different part of the "Boot" (italian peninsula), from the north to the south, so the mix of traditional music and instruments and the very high music preparation of the musicians is going to give a very melodic and intresting vibe to the music they play!!! The band will play some of the famous "Partisan Songs", some "Women Rights" songs from the beginning of the 1900 century, and "Canti Popolari" by factory workers and so on..... Everything it will be played following the most popolar italian rythmic, such as "pizzica" and "tarantella". As usual the great music will be in conjunction with some italian food and Wine..... the finest!!! You Cannot miss this one.... Ill se you there... Ciao Silvestro Mascali Tel: 0035(0)872975223
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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 19 marzo 2008 )
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Irlanda: il musicista Salvatore Urbano alla conquista dei locali dublinesi |
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Scritto da Redazione
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 La Salvo Blues band al Mezz di Dublino (foto). La fuga degli artisti italiani dall'Italia continua. L'Irlanda degli U2, Sinead O'Connor, Westlife, Enya, Van Morrison, The Cranberries e' la terra promessa di chi vuole crescere musicalmente. Poca burocrazia per i concerti. Vieni premiato senza raccomandazioni. Ecco il segreto della magica Irlanda. Un luogo che continua a sfornare musicisti e cantanti di fama internazionale. Le note musicali continuano ad essere incontaminate lontane dalle logiche lobbiste delle case discografiche. Un esempio? Salvatore Urbano. ASCOLTA LA SUA MUSICA. Quattordici concerti al mese. Attualmente sta realizzando quattro album. Collabora con dodici bands irlandesi diverse. Richiestissimo per lezioni private. A Dublino fonda la Salvo Blues band. Il 29 febbraio sera ha suonato al Mezz in Eustace Street a Temple Bar, Dublino 2. Salvatore Urbano, 34enne, pianista blues italiano, nel corso della sua carriera artistica ha suonato con varie band ed ha collaborato con eccellenti artisti del campo della musica blues quali i Broken Chocoes, Nila e il Timido, Solidi Bluesman, Old Blue Station, giusto per citarne alcuni e, recentemente, è stato pianista della band Bluesbank. E’ proprio con la Bluesbank che l’ultima avventura lo ha visto protagonista nel tour internazionale a Dublino dal 12 al 20 novembre 2006 dove ha fornito una significativa prova, tra rock e blues, lasciando poi una valida testimonianza della scena blues italiana. Il suo sound ruota principalmente attorno ai tocchi magici e creativi del suo pianoforte e ci regala stupende e serrate performances con feeling caldo e partecipe, con un’esecuzione fluida ma vibrante che sfocia a meraviglia in un caldo abbraccio blues... Salvatore, solista al piano, non ammette diritto di replica perché "il suo blues non viene inteso come sterile ripetizione dei soliti accordi" ma, con l'aggiunta di un gusto veramente personale, ottiene un ottimo lavoro, calibrato e preciso, in cui si apprezza la classe del musicista che mette la sua esperienza e il suo talento al servizio della musica che ama. Rende al massimo proprio nei brani nei quali filtra le varie influenze sapientemente all'interno di una vena personale dalle affascinanti fattezze 'blue' con momenti di autentico swing  Salvoatore Urbano al Club Mezz in Eustace Street a Temple Bar a Dublino (foto). e boogie in vero stile Chicago blues. Anche se non intende cover quali “I'm tore down”, “Rock me baby” e “How long” come clone perfetto (ed inopportuno) di un brano, comunque non attua particolari innovazioni trasgressive nel modo di intendere l'armonia e la melodia, e pretenderlo da una persona che ha nel sangue il blues; sarebbe quasi da profani. Salvatore non ha nei suoi obiettivi l'innovazione, bensì portare avanti l'essenza del genere musicale che ha rivoluzionato la musica e gli animi di generazioni filtrando però cover come “Boogie record in st…” e “Hoochie coochie man…” attraverso suoni che si rivolgono con più vigore verso la cultura musicale contemporanea. Il blues, nel nostro paese, è una realtà quasi da sempre ignorata ma, fortunatamente, all’attualità l’interesse sembra alto sia da parte del pubblico, come il successo dei vari blues festival dimostra, sia per il crescente numero di artisti che si cimentano nel genere. Capita spesso che i bluesman italiani, in genere, condiscono le loro esecuzioni con progressioni armoniche tali da dimostrare che, pur suonando il blues, lo fanno da musicisti “colti” e armonicamente preparati, con risultati però prevedibili che difettano poi di autenticità e senso di immediatezza tipici dei migliori prodotti d’oltreoceano. Questo discorso, nel caso di Salvatore, è valido solo in misura minima in quanto il suo “Blues” si snoda con intensità fin dalle prime note del suo pianoforte, con una carica da esibizione live, in carattere con l’irruenza rock-blues e privilegiando la tradizione di Chicago. Con un eccellente suono e un tocco felice che, oltre a evidenziare una notevole capacità di articolazione, come testimonia “Don’t start me to t…”, sposa l’espressività del vibrato con la velocità, mostrando di non aver nulla da invidiare alla maggior parte dei colleghi USA o inglesi, suonando con fluido abbandono, con un controllo impeccabile e un tono personale, talvolta aggressivo ma proprio per questo sempre molto bello e coinvolgente dimostrando così di aver poi le carte in regola per trovare posto accanto ai migliori rappresentanti del genere, indipendentemente dalla nazionalità. ASCOLTA LA SUA MUSICA |
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Ultimo aggiornamento ( sabato 01 marzo 2008 )
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Dublino, Martina Mengoni: «in Irlanda non posso votare. Il mio voto costerà 100euro di volo» |
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Scritto da Martina Mengoni
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 Martina Mengoni (foto). La mia esperienza negativa con i voto dall'estero': gli erasmus italiani non possono votare ma quelli spagnoli si e in generale anche gli studenti americani che sono qui voteranno tramite posta senza dover tornare. io invece sono andata all'ambasciata italiana dopo aver scritto anche una mail e mi hanno confermato che uno studente all'estero per sei mesi con un programma erasmus non può votare. Deve essere iscritto al registro degli italiani all'estero e per far questo deve lavorare, avere la residenza o essere qui da almeno un anno. L'elemento paradossale è che il programma erasmus è un programma della comunità europea per cui riceviamo una borsa di mobilità, e non capisco davvero perchè debba essere un motivo meno valido di chi è in irlanda per lavorare. mi piacerebbe scrivere riguardo a questo, ovviamente essendo più precisa, anche perchè la normativa è online, sul sito del ministero degli esteri. Tornerò a casa per votare perchè non voglio avere sulla coscienza nessuna possibile catastofe italiana... il mio voto costerà 100euro di volo e spero servirà a qualcosa. |
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 29 febbraio 2008 )
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Musica italiana a Dublino: Silvestro Mascali incontra Gianluca Primavera |
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Scritto da Redazione
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 Il manager musicale Silvestro Mascali con il chitarrista Gianluca Primavera (foto). Musica italiana a Dublino. Martedi 26 e mercoledi 27 alle ore 20.00 in Blooms Lane, zona Bar Italia a due passi dal Millenium Bridge, si continua a suonare. Spazio alle nuove leve. Tra cibo, vino e canzoni. Irlandiani.com in collaborazione con l'Enoteca delle Langhe, il popolare locale situato nel cuore di Dublino, continuano a sfornare artisti musicali italiani. Parola d'ordine: «valorizzare gli artisti musicali italiani». Si tratta di una prova senza precedenti. «Con queste serate desideriamo aggregare la comunita' dei giovani italiani che sono emigrati in Irlanda. Ci sono talenti musicali che hanno bisogno di un palcoscenico e di un pubblico. Desideriamo creare un punto di riferimento per gli italiani che vivono e lavorano in Irlanda. I complimenti vanno agli artisti e agli organizzatori» spiega Filippo Carta. Silvestro Mascali, tra gli organizzatori delle serate musicali, incontra il chitarrista Gianluca Primavera. Il musicista italiano salira' presto sul palco. Queste attività mirano a diffondere la conoscenza della cultura che caratterizza la realtà regionale italiana: si tratta di manifestazioni, iniziative di confronto con spettacoli dal vivo degustando le delizie del Bel Paese. |
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Ultimo aggiornamento ( lunedì 25 febbraio 2008 )
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