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Storie di Persone in Irlanda
Italiani in Irlanda : Gianpaola Facchin e la sua esperienza di assistentato Grundtvig PDF Stampa E-mail
Scritto da Rosalba Ciarelli   

Italiani in Irlanda: Gianpaola Facchin e la sua esperienza di assistentato Grundtvig
Gianpaola Facchin
Gianpaola è una ragazza italiana che tramite l'Agenzia UE LLP Lifelong Learning Programme Italia, ha avuto l'opportunità di effettuare una esperienza di Assistentato Grundtvig presso il Kinsale Further Education College. Ecco come ci racconta la sua esperienza.


'Non avrei mai detto che il mio timone un giorno avrebbe puntato a Nord e che gli estremi confini occidentali del continente europeo, i pascoli, le stradine tortuose, un certo “andamento lento” e saluti mattutini con il sorriso mi avrebbero ricordato, con grande gioia, le mie Ande.
Ero sbarcata in Eire due anni prima come Woofer ed avevo scoperto che a un'ora dalla mia postazione si trovava un centro di formazione molto particolare, il Kinsale Further Education College.
Quando ho saputo del programma Grundtvig e dell' opportunità di Assistentato che offriva, mi sono connessa e ho inoltrato la proposta al Direttore, Mr. Fergal McCarthy, un nome molto irish .
C'è stato ovviamente uno scambio di email molto intenso perchè i programmi LLP dell'UE da queste parti sono alquanto sconosciuti. Fergal ha comunque colto al volo questa opportunità e ha accettato coraggiosamente di prendermi a bordo, nonostante nel curricula della scuola non apparisse ufficialmente alcun insegnamento linguistico o interculturale.
Quando finalmente gli ho potuto dare un volto, era al lavoro, seduto in uno stanzino, dietro ad un computer, non proprio di ultima generazione; un'immagine molto distante dall'idea di Manager o Dirigente a cui la mia esperienza italiana mi aveva abituata, niente grandi scrivanie o segretarie ossequienti, niente protocolli.
Non nascondendo né la passione per il suo lavoro né il suo orgoglio, mi ha accompagnato nella mia prima visita ai giardini, agli orti, al Teatro e alla caffetteria costruiti in terra cruda. Ho visto la cucina, montata in tempo di record per l'avvio del nuovo corso di Hotel and Catering (fondamentalmente corso per chef), le aule di Arte che paiono botteghe aperte, quella multimediale per le lezioni di Turismo e Business Administration, infine quelle di Permacultura e Outdoor Activities con le attrezzature per il cannottaggio, il windsurf, la vela e l'arrampicata su roccia.
Qui vengono studenti da tutte le parti del mondo per il corso triennale di Permacultura , unico in Europa e forse al mondo finanziato da fondi statali.
C'è bisogno di due tavoli di legno? Ualà in quattro e quattr'otto un gruppo di studenti armati di matita e metro misurano il tavolo della cucina all'aperto, con forno a legna in terracotta, mentre, nella pausa pranzo, sgranocchio una mela, colta dall'albero di fronte.
In due giorni i tavoli sono pronti e si asciugano al sole. Sole? Sì anche qui il sole splende, più spesso di quanto si creda, e illumina la baia di Kinsale, dove quattro secoli fa gli spagnoli sbarcarono per dare man forte a uno dei tentativi dei signori irlandesi, Hugh O'Neill in testa, di liberarsi dal giogo inglese, la storia dell'indipendenza è stata lunga e sofferta . Ora per ironia della sorte i cittadini europei con passaporto britannico soggiornano qui per insegnare ed imparare a creare un mondo con minor uso del petrolio e una società a ridotto impatto ambientale. Britons, come l'attuale insegnante di Permacultura Graham Strouts, che ha vissuto per anni in una yurta costruita da sè, o l'ex docente Rob Hopkins, che in questi orti ha formulato il suo concetto di Transition . Per Transizione Rob e i suoi studenti intendevano approcci multidisciplinari e creativi riguardo a produzione di energia, salute, educazione, economia e agricoltura, sotto forma di carta di navigazione verso un futuro sostenibile per la Città. Uno degli studenti, Louise Rooney, ha poi ulteriormente sviluppato il concetto di Città di Transizione e lo ha presentato al Kinsale Town Council, il quale con una storica decisione ha adottato il piano e lavora oggi alla propria indipendenza energetica .
L'iniziativa ha avuto rapida diffusione e attualmente si segnalano dozzine di comunità riconosciute ufficialmente come Transition Towns in Europa, Australia, Nuova Zelanda, Asia e Americhe.
Dopo pochi mesi di formazione gli studenti sono in grado non solo di fare tavoli di legno, ma pentole ad energia solare e stufe pirolitiche, impostare un orto sinergico e costruire case con balle di fieno e terra cruda. E non si trascura l'elemento antropico, umano, quindi s'imparano tecniche di risoluzione dei conflitti e gestione di gruppi e comunità, attraverso giochi di ruolo e tecniche di comunicazione non violenta con un docente di origine tedesca, Thomas Riedmuller, che insegna leadership al UCC ed è mediatore e co-fondatore di una comunità eco-sostenibile,The Hollies.
Gli studenti di Hotel and Catering (Cucina) dopo un solo mese di frequenza preparano il pranzo per lo Staff della scuola con un'insegnante giovane che guida la sua classe come un'ammiraglia, Leona Robinson, Chef in un ristorante di Kinsale, capitale gourmet d'Irlanda.
Oltre a cucinare in questo College si recita Shakespeare nel Teatro co-progettato dalla docente Belinda Wild che si è ispirata al Globe Theatre di Londra ma ha l'essenzialità e la funzionalità di uno shabono, la capanna comunitaria degli indios yanomami. Gli studenti imparano le arte sceniche in questo ambiente magico e da una professionista eccezionale che è direttrice associata della Cork Opera House . Il 16 Gennaio si è messa in scena una versione anni 70 di Romeo e Giulietta. Ma qui si studia anche Arte con Jane Skovgaard, di origine danese che si dedica anche al design , Turismo e Patrimoni Culturali, per cui Linda O' Connor, la mia disponibilissima tutor, organizza visite guidate in tutta l'area, Multimedia, dove si producono film di animazione, Cura dei Bambini, e Moda. Le generazioni s'incontrano e condividono ansie ed entusiasmo.
Il termine "Further Education" include l'offerta di istruzione e formazione successiva alla scuola secondaria, ma che non rientra nel sistema educativo di terzo livello o accademico. Il programma di Post-Leaving Certificate (formazione post diploma) è stato introdotto nel 1985, per fornire ai giovani un'adeguata formazione professionale che colmasse il divario scuola-lavoro e/o un orientamento per il proseguimento degli studi a livello universitario. Il programma si è poi sviluppato a favore degli adulti che richiedono una formazione permanente, con lo scopo di migliorare le loro prospettive di lavoro o che si trovano in stato di mobilità o disoccupazione.
I PLC si svolgono in scuole, università e centri comunitari di formazione in tutto il paese. I corsi sono a tempo pieno e durano uno o due anni. I PLC adottano un approccio integrato e pragmatico incentrato su competenze di base, conoscenze tecniche ed esperienze di lavoro.
Al Kinsale College l'aula scolastica si caratterizza come un “laboratorio”, cioè un luogo fisico attrezzato, in cui si progetta, si prevede, si sperimenta, ci si confronta, si discute e si acquisiscono concetti e abilità operative. Tuttavia questa sinergia di intenti, competenze e professionalità, con una decisa impronta innovativa ed ecologica, non è la norma neppure in Irlanda.'

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Italiani in Irlanda: Luca Villa Presutti si racconta PDF Stampa E-mail
Scritto da Rosalba Ciarelli   

Italiani in Irlanda: Luca Villa Presutti si racconta
Luca Villa Presutti
Continua l'intervista con Luca. Un ragazzo romano che da due anni vive a Dublino.

Come descriveresti gli irlandesi?
Penso sia impossibile poterli catalogare, soprattutto perché se non c’è riuscito Freud, che li descriveva come l’unico popolo impenetrabile alla psicoanalisi, perché dovrei riuscirci io. Posso solo dire che sono eterei. La stessa magia dei posti si rispecchia nei loro occhi e nei loro pensieri. Sono sognatori e questo purtroppo li porta ad essere poco concreti. Anche la loro cordialità mi sembra solo apparente. Non son falsi, semplicemente hanno una percezione della vita ben diversa dalla nostra.


Quali posti dell’Irlanda ti hanno incantato maggiormente?
Sai prima di partire ero così immerso nella cultura letteraria irlandese che le aspettative erano tante. Volevo trovare la mia Eveline (racconto di Gente di Dublino di Joyce). Ma come ben si sa ogni volta che si hanno così tante aspettative le delusioni sono dietro l’angolo. E così è stato. Il primo impatto fu deludente. Dublino la immaginavo come una grande capitale europea e invece mi accorsi subito che forse così grande non lo era. Dublino da subito non mi è piaciuta.
Le esperienze più forti sono state sicuramente le isole Aran. Un posto incantevole e allo stesso tempo inquietante. Desolato e unico al mondo. Sulle isole Aran non puoi fare altro che cercare te stesso. L’ispirazione. Ma sebbene sei lì da solo, c’è il vento che cerca di disturbare ogni pensiero. Un vento così forte misto a onde impetuose che non ti fanno sentire nulla. È stata un’esperienza davvero incredibile.
Un’altra esperienza molto forte è stata Belfast. Ho sempre studiato tutta la storia delle interminabili 'troubles' (guerre tra cattolici e protestanti). Una volta arrivato a Belfast non puoi far altro che vedere con i tuoi occhi quel malessere generale che hai sempre e solo immaginato sui libri di scuola. Lo respiri nell’aria. Vedere che esistono ancora delle mura erette a separare gli uomini dalla loro rabbia ti mette dentro un senso di vuoto.

 
Tirando le somme, l’Irlanda ti ha deluso in più aspetti, eppure hai deciso comunque di restare. Perché?

Perché non mi sono mai sentito così ispirato come sotto il cielo d’Irlanda. Il tempo, il cielo… qui hanno qualcosa di magico. (Non ho mai scritto così tanto quanto qui).Ci sono giorni che maledici tutto questo perché sembra che ti cada addosso. Qui le nuvole sembrano più basse e c’è qualcosa di diverso che non so descrivere, ma c’è. E mi sta aiutando. Il mio viaggio per l’Irlanda è partito come un viaggio interiore. Non un viaggio per fare carriera. Mi vedo manager di me stesso. Uno spirito libero che allo stesso tempo è determinato in quello che fa. Sembra banale, eppure sento che è proprio il cielo d’Irlanda che mi sta guidando, la mia ispirazione in questo viaggio.


Pensi che l’Irlanda si possa definire la tua nuova casa?

l’Irlanda rimarrà sempre casa mia, così come lo é Roma, ma penso che prima o poi farò partire una nuova avventura. Come finiti gli studi sentivo che l’Irlanda mi chiamava. Ora sento che prima o poi ci sarà per me la Spagna. E come sempre Luca risponderà!

Ultimo aggiornamento ( giovedì 25 agosto 2011 )
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Italiani in Irlanda: Luca Villa Presutti si racconta PDF Stampa E-mail
Scritto da Rosalba Ciarelli   

Italiani in Irlanda: Luca Villapresutti s racconta
Luca Villapresutti
Luca è un ragazzo di 31 anni che da Roma è approdato a Dublino circa due anni fa. Da sempre appassionato di questa magica isola, finiti gli studi decide di partire per l’Irlanda in cerca di se stesso.


Come sei arrivato in Irlanda?
Sono sempre stato appassionato di letteratura anglo irlandese, così dopo la laurea in Lingue e Letterature Straniere, mio fratello decide di farmi come regalo di laurea proprio un viaggio per l’Irlanda. Appena dopo 20 giorni dalla discussione della tesi preparo la valigia e parto per Dublino completamente da solo.


Poi cos’è successo?
Quella che doveva essere una vacanza di due settimane si trasformò in ben altro. ‘Persi’ il mio biglietto di ritorno per l’Italia. Non sapevo che fare. Il periodo che segue la chiusura della propria carriera universitaria è un periodo di transizione e di grandi domande. Così decisi di restare in Irlanda (non c'era molto da perdere per me in Italia).


Come si è rivelata questa scelta?
All’inizio non è stato facile. Un conto è vivere in Irlanda da turista e un conto è viverci da disoccupato. Ho fatto il turista fin quando i soldi me lo permettevano. Ma i soldi prima o poi finiscono così decisi di stampare il mio CV e mettermi in cerca di un lavoro. Il primo periodo è stato molto duro, anche perchè viveno in un ostello. Dove sono rimasto per oltre 40 giorni; un'esperienza molto forte. Vivevo a contatto con la gente delle più disparate e disperate condizioni sociali e 'mentali'. Si respirava un profumo di sconfitta misto ad alcohol. Poi trovai un lavoro come barman e dopo un lavoro come commesso per un famoso brand di abbigliamento spagnolo. Dove restai a lavorare per più di un anno. Poi arrivò la svolta. Una cara amica mi fece giungere voce di un posto vacante a Hostelworld. Sono riuscito tramite lei ad ottenere un colloquio e alla fine ce l'ho fatta. Sono approdato qui. Dove lavoro da circa un anno come account executive per il mercato italiano.


Come è lavorare in Irlanda?

Non penso sia possibile rispondere a questa domanda in modo generale. Posso parlarti della mia esperienza in un team internazionale. E posso dirti che è davvero un’esperienza positiva. I contesti multiculturali sono ottimali. Ti permettono di renderti conto di come qualunque sia il tuo Paese di origine ci sono comunque delle dinamiche comuni. Ossia il fatto di ritrovarsi tutti in un paese straniero, non vuol dire altro che, non ci trovavamo bene nella nostra patria e abbiamo deciso di espatriare. Per me vale la pena dire che avevoperso le curiosità per la quotidianità romana. Ero diventato insensibile agli stimoli di una società dove la vita non vibrava più per me. Ogni ipotesi di cambiamento era destinata a soggiacere ai richiami della consuetudine e del senso comune. In poche parole avvertivo in Roma la paralisi con la quale Joyce connotava la sua cara terra natia, l'Irlanda appunto (quale meravigliosa ironia della sorte).


Quali pensi siano le differenze tra il mondo del lavoro italiano e quello irlandese?
Guardando il variegato mercato che l’Irlanda offre a livello del mercato di lavoro, con tutte le multinazionali che ospita, verrebbe in automatico dire che qui c’è senz’altro molta più possibilità di trovare lavoro che in Italia. Soprattutto se pensiamo alla situazione della ‘generazione stagisti’ che sta vivendo in questo momento l’Italia. In realtà io penso che in Italia ci siano esattamente le stesse possibilità di lavoro. Il problema è che devi lottare per ritrovare riconosciuti quei diritti che qui hai la possibilità di ricevere senza troppi sforzi, ma non come concessione, ma perchè rientrano nell'innegabile diritto del lavoratore. Qui ho riscoperto la dignità del lavoro. Sarà anche la fortuna di partecipare quotidianamente a un ambiente molto sereno nel quale confrontarmi. Non ho cercato lavoro qui, perché pensavo che in Italia non l’avrei trovato. Semplicemente credo che in Italia avrei ceduto molto prima ai richiami allettanti della comodità di una vita anestetizzata da ritmi costanti. Dimenticando invece l'unica cosa che importa: la qualità.

Semplicemente non volevo accontentarmi delle briciole cadute dalla tavola e convincermi di essere sazio. E poi, ma quanto si lamentano gli italiani?! Quasi quanto gli irlandesi!

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Ultimo aggiornamento ( giovedì 25 agosto 2011 )
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L'Irlanda che ti resta nel cuore PDF Stampa E-mail
Scritto da Rosalba Ciarelli   

L'Irlanda che ti resta nel cuore
Valentina e Claudia
Continua l’intervista con Claudia e Valentina, le due ex irlandiane che ad ottobre dell’anno scorso sono tornate in Italia dopo 4 mesi trascorsi a Dublino. Le due ragazze subito ci spiegano quanto sia stato difficile tornare nella loro terra d’origine dopo essere state folgorate dalla bellezza dell’Irlanda.


È proprio vero che esiste il mal d’Irlanda - spiega Claudia - I colori, i paesaggi, questo modo di vivere ti resta dentro ed è difficile starci lontana per troppo tempo. Per questo ogni volta che ne abbiamo la possibilità riprendiamo un aereo con destinazione casa.


Cosa vi è rimasto dell’Irlanda?


L’Irlanda ci ha stregato fin da subito. È impossibile non sentirsi a casa grazie alla gentilezza e l’ospitalità delle persone. Inoltre è impossibile non rimanere incantati dai colori, dalla musica, dal cielo e l’aria che si respira nella magica Dublino. Poi basta andare appena fuori città per perdersi tra le bellezze irlandesi dai monti Wicklow ai castelli di Kilkenny e Malahide. Continuando a girare per tutta l’Irlanda c’è da  perdesi nella natura selvaggia e incontaminata. Qui il tempo sembra si sia fermato, c’è bellezza ovunque, una bellezza pura che ti abbaglia e ti cattura senza che tu te ne accorga. Non si può non rimanere stregati da questi posti.   Dalle magnifiche scogliere di Moher, le incontaminate isole Aran e lo spettacolo senza tempo delle Giant’s of Causeway. Sono posti incantevoli, sono posti che ti parlano nel silenzio, quel silenzio magico che si respira ovunque in Irlanda.


Quale tra i posti visitati in Irlanda vi è rimasto di più nel cuore?


L’Irlanda è tutta bella, però tra le varie gite che abbiamo avuto l’opportunità di fare, quella che ci è entrata davvero nel cuore,è stata, senza ombra di dubbio,la gita alle isole Aaran. Siamo state a Inis Mor, abbiamo affittato una bicicletta e ci siamo completamente immerse nella natura selvaggia e incontaminata dell’Irlanda. C’eravamo solo noi, il mare, gli animali e i ruderi . Un’esperienza estremamente suggestiva.

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DUBLINO: Ex Irlandiane si raccontano PDF Stampa E-mail
Scritto da Rosalba Ciarelli   

Ex Irlandiane si raccontano
Valentina e Claudia
Dopo un anno tornano a trovarci due vecchie conoscenze della nostra redazione: Claudia  e Valentina

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Dopo lo stage ad Irlandiani.com sono tornate in Italia per laurearsi e incominciare la loro carriera lavorativa. Claudia e Valentina sono attualmente impegnate in uno stage presso due grandi multinazionali con sedi a Milano e a Roma. Tornate in Irlanda per le loro vacanze estive non potevamo non intervistarle per capire in che modo la loro esperienza nella nostra redazione ha influito sulla loro carriera lavorativa.


Quanto l’esperienza a Dublino con Irlandiani.com vi è servita?


L’esperienza con Irlandiani.com è stato un jolly per il nostro Curriculum Vitae. Il mercato del lavoro italiano guarda sicuramente di buon occhio le persone che hanno avuto un’esperienza lavorativa all’estero. In questo caso il valore aggiunto non è stato solo quello di trovarsi in un paese che ci ha dato la possibilità di migliorare il nostro inglese, ma anche quello di interfacciarci per la prima volta in modo serio con il mondo del lavoro.


Quali aspetti del lavoro svolto presso Irlandiani.com sono stati utili per il vostro inserimento nel mondo del lavoro?


Innanzi tutto abbiamo capito cosa significhi lavorare rispettando scadenze, orari e impegni, e a relazionarci con professionalità con persone e situazioni completamente diversi tra loro: dagli imprenditori locali ai membri del Parlamento irlandese. Infine, ancora più importante è l’aspetto tecnico, dove abbiamo acquisito competenze informatiche e giornalistiche che si sono rilevate preziose.


Quanto è importante conoscere l’inglese per trovare lavoro ?


Oggigiorno nella maggior parte dei lavori l’inglese è diventata una competenza di base. Dalle più piccole aziende fino alle multinazionali il candidato ideale deve avere un buon livello d’inglese scritto e parlato . Non manca mai, infatti, nei colloqui lavorativi una parte dedicata alla verifica della conoscenza della lingua inglese.

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Ultimo aggiornamento ( giovedì 18 agosto 2011 )
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