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Jessica Gomez: laureata in advertising and public relations a Dublino per migliorare l’inglese |
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Scritto da Alessanda Liberatore
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 Jessica Gomez: laureata in advertising and public relations a Dublino per migliorare l’inglese Jessica Gomez, una ragazza spagnola originaria di Montcada i Reixac, un paesino vicino Barcellona, ci racconta la sua esperienza di studio qui in Irlanda per migliorare il suo inglese. Laureata in advertising and public relations, a 23 anni decide di trasferirsi a Dublino per qualche mese e frequentare una scuola di inglese: "Dopo aver terminato i miei studi universitari in Spagna e non avendo purtroppo trovato lavoro, anche a causa della crisi economica che ha interessato e che tuttora interessa alcuni Paesi europei, ho deciso di trasferirmi a Dublino per migliorare il mio inglese e avere quindi, in questo modo, maggiori opportunità in ambito lavorativo”. Perché fra tante città anglofone hai scelto proprio Dublino? “ In realtà non è la mia prima esperienza in Irlanda. Tre anni fa ho trascorso due mesi e mezzo a Killiney, cittadina sul mare alle porte di Dublino, come ragazza alla pari in una famiglia irlandese durante il periodo estivo. Frequentavo anche una scuola di inglese due volte la settimana che conciliavo con il lavoro di baby-sitting. Ho trovato l’Irlanda davvero un Paese molto ospitale e accogliente, proprio per questo ho deciso di tornare qui, per migliorare l’inglese. Dublino è una capitale europea, offre molte opportunità sia lavorative che sociali ma allo stesso tempo non è caotica e affollata come Londra ad esempio.” Cosa fai ora a Dublino e quanto tempo pensi di rimanere? “In questo momento sto frequentando una scuola di inglese, la mia idea iniziale era quella di rimanere solo qualche mese ma mi piacerebbe prolungare la mia permanenza. Conto di trovare un lavoro appena terminato il mio corso di lingua, preferibilmente nell’ambito delle pubbliche relazioni in cui mi sono specializzata, in quanto credo ci siano molte più opportunità qui che in Spagna. Mi trovo molto bene a Dublino, è una città cosmopolita in cui ogni giorno è possibile conoscere persone che provengono da tutte le parti del mondo. Quello che mi manca del mio Paese è soprattutto la famiglia e gli amici ma so anche quanto sia importante per me questa esperienza da un punto di vista lavorativo”. Come hai trovato la scuola di inglese e casa a Dublino? “La prima volta che sono venuta in Irlanda è stata un’agenzia in Spagna che ha trovato per me la famiglia in cui lavorare e il posto in cui studiare, questa volta invece ho fatto tutto tramite internet. Non ho incontrato grosse difficoltà, Dublino è una città che offre tanto, basta un po’ di coraggio e buona volontà.” Quanto importante pensi possa essere per te questa esperienza? “Cercando lavoro appena dopo la laurea mi sono resa conto che senza una buona conoscenza dell’inglese le possibilità si riducono drasticamente. La permanenza qui a Dublino non può che aiutarmi da questo punto di vista. Credo, inoltre, che tutti i giovani che vogliono imparare l’inglese dovrebbero fare un’esperienza all’estero in quanto ciò che viene insegnato nei propri Paesi il più delle volte non basta. Non posso infine che consigliare Dublino, una città fantastica e sempre piena di vita”. |
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Ultimo aggiornamento ( domenica 29 maggio 2011 )
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DUBLINO: Diventare pilota commerciale Intervista a Antonio Alfaro Martin |
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Scritto da Valentina Di Pietro
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Antonio Alfaro Martin, 35 anni di Madrid, decide di venire in Irlanda per migliorare il proprio inglese e per avere l’occasione di continuare a svolgere il proprio lavoro. Cosa studi in Spagna? Ho studiato per diventare pilota commerciale, campo nel quale lavoro adesso. Sono pilota di Dromader M18B, un piccolo aereo utilizzato per spegnere gli incendi nelle foreste. Lavoro in Galizia durante l’estate, mediamente per quattro o cinque mesi l’anno. Perché sei venuto in Irlanda? Sono venuto qui perché da qualche mese è cambiata la legge europea per i piloti commerciali. Prima non avevamo bisogno del certificato di inglese, ma sono della licenza di pilota. Adesso invece è necessaria la conoscenza di questa lingua per volare nello spazio aereo europeo. Ho scelto proprio L’Irlanda perché me ne avevano parlato tutti bene, persone socievoli, bella atmosfera, e devo dire che avevano ragione. Come ha vissuto questa scelta la tua famiglia? L’hanno presa bene. La vedono come un’occasione in più per la mia carriera e ne sono felici. Come hai trovato l’alloggio? I primi giorni sono stato in ostello, dovevo ancora trovare la scuola e la sistemazione. Poi sono andato nell’Ufficio Turistico e mi hanno dato una lista delle scuole d’inglese presenti qui a Dublino e da lì ho iniziato a visitarle tutte. Ed è proprio la scuola che ho scelto di frequentare che mi ha fornito le indicazioni per la casa dove vivo ora. Trovi che Dublino sia costosa? Credo sia abbastanza costosa in generale, ma per me , che vengo da un’altra capitale europea, il costo della vita è più o meno lo stesso. E cosa ne pensi del clima irlandese? Per me è perfetto perché mi piace la pioggia e non amo particolarmente il caldo, tutti requisiti che caratterizzano proprio le condizioni atmosferiche di questa nazione. Credi che questa esperienza possa aiutarti in futuro? Sicuramente sì. A parte per l’inglese, che al giorno d’oggi è fondamentale, mi sta aiutando molto ad aprire la mente. Inoltre è molto utile per conoscere culture differenti dalla propria, e paradossalmente sto conoscendo meglio anche la cultura dalla quale provengo. A distanza si riescono a comprendere delle cose che vivendo tutti i giorni si danno per scontate. Questa è un’esperienza che consiglio a tutti per creare un’Europa sempre più vicina. |
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Ultimo aggiornamento ( domenica 29 maggio 2011 )
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Stephen Hergueta, commesso in un negozio a Dublino: «Non esistono barriere culturali» |
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Scritto da Francesca Pasquini
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 Stephen Hergueta, commesso in un negozio a Dublino: «Non esistono barriere culturali» Stephen Hergueta, di origini africane ma con piena cittadinanza spagnola, vive a Dublino da circa due anni. Lavora per una catena di abbigliamento spagnola ed è uno dei tanti ragazzi, tra cui molti italiani, che hanno deciso di restare in Irlanda per un periodo a lungo termine, approfittando dei buoni contratti di lavoro e della possibilità di perfezionare l'inglese, nonché godere dell'ampio respiro internazionale che offre la città. Gli ambienti di lavoro, infatti, sono spesso composti da persone provenienti da tutto il mondo e richiedono apertura mentale, spirito di adattamento e rispetto per la diversità. Qualità che Stephen sembra aver acquisito appieno. Che studi hai intrapreso in Spagna? «Ho intrapreso il Grado superiore di Formazione Professionale specifica in design elettronico e gestione delle risorse HT». Come hanno reagito i tuoi genitori alla tua decisione di partire? «I miei genitori hanno subito accettato e supportato la mia scelta di partire. Questo dipende anche dal nostro passato; la mia famiglia ha origini africane e ci siamo trasferiti in Spagna quando avevo sei anni, quindi l'idea di spostarsi da un luogo a un altro ci sembra del tutto normale». Perché hai scelto proprio l'Irlanda? «Non ho scelto volontariamente l'Irlanda. Avevo fatto richiesta per uno stage sia a Londra, la mia prima scelta, che a Dublino. Evidentemente Dublino ha avuto la meglio. Dopo tre mesi di stage sono ritornato in Spagna per un breve periodo ma ho poi deciso di trasferirmi a Dublino con alcuni amici spagnoli». Da 1 a 10 quanto consideri importante la conoscenza della lingua inglese? «7, è importante soprattutto all'inizio perché ti permette di conoscere persone nuove e creare una buona rete di contatti e amicizie, indispensabili per una buona permanenza». Come hai trovato l'alloggio? «Durante il mio stage vivevo in una “House Family”, mentre per la mia attuale abitazione mi sono affidato ad internet ed amici». Trovi che Dublino sia una città costosa? «Rispetto alla Spagna, assolutamente si». Come trovi gli irlandesi? «Trovo che siano persone “easy-going”, gentili ed estremamente educate. Hanno un background educativo totalmente differente da quello spagnolo: abitudini, costumi, modi di vivere, orari e divertimenti sono molto simili a quella che era la Spagna di venti anni fa». Se dovessi scegliere una città europea in cui vivere quale sceglieresti? «Mi piacerebbe molto vivere a Barcellona oppure trasferirmi alle Isole Canarie, trovo che la qualità della vita in questi posti sia ottima. Puoi anche permetterti di non fare niente di eccezionale per sentirti bene poiché il clima, l'ambiente e l'ospitalità delle persone è favolosa. A livello lavorativo, però, Dublino offre una sicurezza economica che in Spagna sarebbe impensabile, ma anche Londra potrebbe essere una probabile prossima meta». Ti trovi bene con il sistema lavorativo irlandese e, in specifico, con l'azienda per cui lavori? «Mi trovo molto bene. Si tratta di un'azienda spagnola per cui non ci sono molte differenze, ma ho molti amici che lavorano per la stessa azienda in Spagna e devo dire che il guadagno a Dublino è circa il doppio». Pensi che questa esperienza sia utile per tornare nel tuo paese e avere maggiori opportunità? «Sicuramente sarà molto utile. Oltre alla possibilità di fare esperienza sul campo, avrò acquisito appieno la conoscenza della lingua inglese, che è spesso un handicap per chi si mette alla ricerca di un buon posto di lavoro». Vivi con persone che provengono da tutta Europa, come sei cambiato o stai cambiando vivendo questa esperienza? «Sono cambiato molto. Per indole, sono già una persona molto aperta e disponibile, ma lo sono ancora di più oggi. Ho vissuto con persone di diversa nazionalità per molto tempo, dividendo esperienze e stili di vita, e posso dire che le culture non sono mai state una barriera per me». |
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Ultimo aggiornamento ( domenica 29 maggio 2011 )
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Kathrin Wolf a Dublino per uno stage: «Imparare ad essere indipendenti» |
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Scritto da Francesca Pasquini
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 Kathrin Wolf a Dublino per uno stage: «Imparare ad essere indipendenti» Kathrin Wolf, originaria di Stoccarda, una grande città della Germania meridionale, ci racconta il suo rapporto con l'Irlanda e Dublino, città che la accolta per uno stage di cinque mesi presso il Marketing Centre IBM. Kathrin ha 24 anni e frequenta il “Master of Business Administration and Education Science” presso l'Università di Hohenheim; il suo sogno è diventare un'insegnante e sta cercando di migliorare il suo inglese, requisito ormai indispensabile per chiunque voglia affermarsi nel campo educativo. Come hanno reagito i tuoi genitori alla tua decisione di partire? «Sono stati subito molto felici perché sapevano che era quello che avrei voluto fare da sempre. Poi mi hanno detto che mi avrebbero fatto visita al più presto perché amano l'Irlanda quindi ho capito che erano davvero felici per me». Perché hai scelto proprio l'Irlanda? «Sicuramente perché è un paese in cui si parla inglese. Sarebbe stato molto più difficile ottenere uno stage in Canada o negli Stati Uniti. Inoltre ero già stata in Irlanda con la mia famiglia e ho dei bellissimi ricordi riguardo a paesaggi stupendi e persone cordiali». Da 1 a 10 quanto consideri importante la conoscenza della lingua inglese? «Come minimo 9. Ad oggi, è l'unica lingua che ti permette di comunicare in tutto il mondo». Come hai trovato l'alloggio? «Su internet, ci sono siti molto efficienti e non ho avuto grandi difficoltà». Trovi che Dublino sia una città costosa? «Molto, molto costosa rispetto a Stoccarda». Come trovi gli irlandesi? «Il primo impatto con gli Irlandesi è sempre molto piacevole. Sono aperti, gentili e dimostrano grande disponibilità nell'aiutarti. Ma a lungo andare è sempre più difficile mantenere rapporti poiché sembrano perdere interesse e restano molto attaccati alla loro identità. Ovviamente però ci sono molte eccezioni». Pensi che questa esperienza sia utile per tornare nel tuo paese e avere maggiori opportunità? «Sarà sicuramente molto utile. Devi imparare a gestire la tua vita solo contando su te stessa e soprattutto costruire nuove relazioni utilizzando una lingua totalmente diversa. È un'esperienza che apre la mente a nuove prospettive e ti rende estremamente indipendente; credo che l'indipendenza e la conoscenza linguistica siano fondamentali per vivere serenamente la propria vita lavorativa». Vivi con persone che provengono da tutta Europa, come sei cambiato o stai cambiando vivendo questa esperienza? «Sto cercando di nascondere la mia indole tedesca il più possibile, ma senza smettere di essere spontanea. Faccio sempre quello che sento di voler fare e sto capendo molte cose su me stessa. E poi è molto divertente adattarsi alle abitudini dei miei coinquilini e sperimentare nuovi stili di vita». |
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 06 maggio 2011 )
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Danilo Tammaro: su e giù dall’Irlanda da 4 anni, studente di Disegno Industriale |
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Scritto da Valentina Di Pietro
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 Danilo Tammaro: su e giù dall’Irlanda da 4 anni, studente di Disegno Industriale Storie di italiani che amano l'Irlanda. Danilo Tammaro, 27 anni di Napoli, studente di Disegno Industriale presso la facoltà di architettura, si divide tra l’Irlanda e l’Italia da tempo. Coltiva la passione per la pittura a cui ha potuto dedicarsi in maniera più intensa nel corso di questa nuova avventura. Perché proprio l’Irlanda? «Una serie di eventi mi hanno portato a venire in questo paese. Mio fratello viveva già qui da molto prima che io arrivassi. Lavora nel campo della ristorazione, nel quale adesso sono anch’io, e siccome ho sempre subito il fascino di questa terra verde ho colto l’occasione per prendermi un pò di tempo per me, e senza sapere per quanto tempo ci sarei restato ho deciso di raggiungerlo . In questi anni ho avuto modo di conoscere tanta gente interessante, ognuno con la propria storia da raccontare, e più passa il tempo, più sono gli sguardi che si incrociano, più è forte la convinzione che dagli incontri con culture differenti se ne esca sempre arricchiti». Come hai trovato l’alloggio? «Ho vissuto in differenti città dell’Irlanda, e ogni volta l’ho trovato in maniera differente. Bacheche, siti internet, conoscenti, colleghi, passaparola sono state le fonti principali alle quali mi sono rivolto». Come hanno visto i tuoi genitori questa trasferta? «Non mi hanno mai ostacolato. L’hanno sempre presa come una possibilità di miglioramento per me stesso e, anche se un po’ dispiaciuti ad avere due figli all’estero, mi hanno sempre appoggiato». Che cosa ti piace di più dell’Irlanda? «La sensazione di avere sempre qualcosa di nuovo da scoprire. C’è sempre qualche angolo nascosto in cui potersi rifugiare quando si ha voglia di staccare un po’ la spina. E poi la musica, che sembra tenerti sempre compagnia nelle lunghe passeggiate dublinesi». Dove ti vedi in futuro? «Non lo so, magari nella mia Napoli, ma di sicuro questa è una terra i cui odori, sapori e colori resteranno sempre nei miei più piacevoli ricordi». |
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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 04 maggio 2011 )
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