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Storie di Persone in Irlanda
Irlandiani: storie di italiani in Irlanda PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesca   

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Rosita
Questa volta Irlandiani ha intervistato Rosita, una ragazza che ha deciso di traferirsi a Dublino buttandosi in una nuova esperienza per dare una svolta alla propria vita.

Perche' hai scelto l'Irlanda? Innanzi tutto mi presento! Mi chiamo Rosita, ho 32 anni, origini pugliesi, ho abitato per quasi 5 anni a Milano cercando di "afferrare qualche sogno" che in realtà poi è rimasto tale. Prosciugata di quasi tutte le energie e stanca di dare il massimo senza ricevere altrettanto ho sentito l'esigenza di "abbandonare il campo" ormai arido e di tuffarmi in un esperienza del tutto nuova......della serie "non è mai troppo tardi"!. Il pretesto è stato quello di imparare l'inglese che, per quanto mi riguarda, è una sorta di passe-partout e, in teoria, una marcia in più nel tuo curriculum vitae che, a 32 anni, è un magnifico pot-pourri di interessanti esperienze (e vicissitudini). Londra sarebbe stata difficile da gestire. Città assolutamente strepitosa avrebbe richiesto comunque una notevole energia e un budget senza dubbi alto. Dopo Milano avevo bisogno di un contesto più "morbido" e una città un pò più a dimensione d'uomo. Così ho fatto un pò di ricerche quà e là, mi sono documentata, ho letto la guida Lonely Planet, ed eccomi ancora qui, in Dublin. 

Ti piace Dublino? Città piena di contraddizioni. Ho sempre la sensazione che potrebbe succedere qualcosa da un momento all'altro che però poi nn accade. Adesso sembra avere una buona base per spiccare il volo ed essere più "contemporanea" in tutto. Ma questo accadrà piano piano. La sua aria provinciale ti tranquillizza, un pò ti coccola ma dopo un pò questo può essere un pò riduttivo. Non c'è la cultura dell'arte, ed è in assoluto ciò che più mi manca!! Per un'artista è difficile fruire o confrontarsi con nuove idee. Ma forse è proprio questo che la rende amorevole. E' una città quasi "pura", ancora non intaccata da quei meccanismi da grande metropoli.
   
Quando sei arrivata? Sono arrivata quattro mesi fa. L'unica certezza era un corso di inglese della durata di quattro settimane. Dopodichè ho cercato lavoro e mi ritengo fortunata nonostante la commessa non sia quello dei miei sogni. Ma questo "ruolo" al momento mi sta dando l'opportunità di migliorare il mio inglese e, in futuro spero prossimo, di trovare una posizione più interessante e più vicina al mio modo di essere. Molti italiani preferiscono il call center ma, lavorando per "italiani", diventa difficile imparare la lingua inglese.
Consiglieresti ai tuoi amici che vivono in Italia di intraprendere un'esperienza qua? Perchè? Certo, il riscontro è positivo ma assolutamente soggettivo. Dipende da cosa una persona si aspetta o da come "interagisce" con un posto nuovo. Una "realtà diversa" da ciò che già conosci è sempre un'esperienza ricca e interessante. E' bello conoscere nuove culture e tradizioni, qualunque esse siano. Fa parte del piacere della scoperta. Io sono qui da poco e comunque, nonostante Dublino sia piccola, trovo sempre qualcosa di interessante da fare. I dublinesi sono molto disponibili ed è facile comunicare con loro. Inoltre è risaputo che l'Irlanda è una terra ricca di luoghi magnifici dal punto di vista naturalistico. Io ho la passione della fotografia e mi piace andare in giro a catturare immagini.

Come vedi l'Irlanda dal punto di vista economico e lavorativo? Credo che sia uno dei Paesi che stia risentendo parecchio della recessione. Nonostante questo c'è un concetto diverso del lavoro e non mi pare che esistano "contratti a progetto" o ridicoli e umilianti "stage" retribuiti 300 euro al mese. E' riconosciuto un minimo salariale e non credo ci siano discriminazioni dal punto di vista dell'etnia. In Italia esiste ancora il "lavoro in nero" e la paga cambia a seconda del datore di lavoro. Non voglio dire che Dublino sia il "Paese dei Balocchi" ma di sicuro ogni lavoratore, qualunque esso sia, ha una propria dignità che non viene calpestata. Credo che nelle grandi aziende gli stipendi siano nettamente più alti, tutto sommato equi rispetto al costo alto della vita. Piuttosto Dublino è una città senza dubbio cara e talvolta il rapporto qualità/prezzo non è bilanciato. Gli appartamenti sono carissimi e le "contraddizioni" di cui parlavo inizialmente si possono riscontrare anche nelle aree in cui la città è suddivisa. Ho sempre l'impressione che il vecchio si confonda col nuovo ma questo lo trovo assolutamente cool! La zona di Ringsend col suo Gran Canal Dock ha un sapore del tutto contemporaneo che si distacca completamente dalla zona vichinga di St Patrick. Purtroppo conosco persone che non sono mai state lì, come se Dublino fosse solo "il centro" con la sua Grafton Street e dintorni. Per quanto mi riguarda è una città nascosta, che scopri piano piano e che potrebbe certamente migliorare col tempo conservando sempre quell'umiltà, dolcezza e fierezza che la rendono unica.
 
Ieri oggi e domani di un Italiano in Irlanda PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesca Pedone   
Laviero cuoco dell' Enoteca delle Langhe in centro a Dublino
Laviero cuoco dell' Enoteca delle Langhe in centro a Dublino
Quando Francesco Dominoni, Direttore del nostro sito Irlandiani.com, mi ha chiesto di fare un'intervista a Laviero, il cuoco dell'"Enoteca delle Langhe", per farmi raccontare la sua storia di vita, mi aspettavo di trovare un signore adulto con figli e nipoti. Laviero invece ha 32 anni, ma fin dai primi racconti capisco che questa sarebbe stata un'intervista fuori dalle righe.
"Ciao Laviero, sono Francesca, una giornalista di Irlandiani. Mi ha mandato Francesco perchè so che hai una storia personale interessante da raccontarmi". Lui mi guarda un pò stranito e mi dice: "Ma io? Scusa, che nome ti ha detto?", e io: "Laviero!" - "Ah si.. Allora sono io.." afferma incredulo. Così inizia a parlarmi di sè: "Mamma non ce la faceva più già quando ero in pancia: sono nato di 10 mesi e mi hanno preso di forza. Ho fumato la mia prima sigaretta a 5 anni e già a 11 ero un fumatore incallito. Ho fatto elementari, medie e superiori come tutti e ho suonato anche in una metal band durante l'adolescenza. Poi mi sono iscritto alla facoltà di Giurisprudenza di Napoli ed ho dovuto abbandonare la musica. Dopo due anni di puro divertimento universitario ho iniziato il militare a Livorno. Finito quel periodo mi sono trasferito in Spagna, a Malaga, per tre mesi grazie a un progetto Leonardo. Nel frattempo ho cambiato facoltà, iscrivendomi a Lingue e Letterature Straniere di Potenza: mi sono candidato come rappresentante ed ho vinto con 300 voti, tutti femminili".
Io lo ascolto divertita e lui fa una pausa per servire alcuni clienti. Dopo cinque minuti rinizia con il suo racconto: "Successivamente ho deciso di andare a Siviglia tre mesi e quando sono tornato in Italia ho iniziato a lavorare con mio cugino. Nel 2005 mi sono trasferito a Roma ed ho lavorato in un call-centre ma ben presto mi sono accorto che non era il lavoro per me, mi facevano sempre male le orecchie! ... Purtroppo poi mi sono lasciato con la mia ragazza e quindi ho deciso di fare un viaggio nel Regno Unito; sono stato a Londra e ho percorso tutta la Gran Bretagna fino ad arrivare in Scozia, dove ho partecipato a una festa hippie.. Sai quelle feste anni '60-'70?! Ebbene, esperienza decisamente divertente! Dopodichè sono partito per Granada per un erasmus di 10 mesi e subito dopo sono venuto per la prima volta a Dublino. Non conoscevo bene la lingua però volevo esplorare nuovi territori e non fermarmi a quello spagnolo". Nel frattempo nel locale sono arrivati altri clienti, quindi dobbiamo fare una pausa, ma in appena dieci minuti il racconto continua: "Dopo questa piccola parentesi a Dublino sono tornato in Italia e finalmente mi sono laureato. A questo punto sono ripartito per la Spagna e in un mese e mezzo ho percorso il cammino di Santiago. Poi mi sono trasferito a Berlino per nove mesi ed infine a maggio 2009 sono tornato a Dublino: i primi tempi ho seguito un corso di inglese per riprendere la lingua e lo scorso agosto ho iniziato a lavorare in questo locale. Devo dire che mi trovo bene perchè si respira un'aria molto familiare e mi sento a mio agio. Ovviamente vorrei trovare un lavoro un pò più stabile, tipo un impiego in ufficio in modo da guadagnare di più." Lo fermo un attimo e gli chiedo: "Quindi dopo aver ininterrottamente viaggiato per 10 anni hai deciso di stabilirti a Dublino?" Mi risponde: "No!! Ho un progetto!" - "Cioè?" gli chiedo, e lui inizia a raccontare il suo domani: "Mi servono un bel pò di soldi. Ho un big dream: voglio comprarmi una BMW R80 nera, sai quelle moto tedesche degli anni '80?! Ecco, appena riesco a trovarne una ed ho soldi sufficienti voglio attraversare l'Europa in moto, arrivare in Medio Oriente, passare per l'India, attraversare la Cina e salire fino al 'passaggio a Nord Ovest', tra la Siberia e l'Alaska. Poi vorrei stare per un pò in Canada e riprendere le energie per poi arrivare nella Terra del Fuoco, ed infine concluderei il mio sogno fermandomi in Africa in un villaggio tranquillo".
Sbalordita gli chiedo: "E credevi di non avere una storia interessante?" e lui mi risponde: "Beh ma questo è solo un riassunto veloce. Le vere cose interessanti della mia vita sono tutte le persone che ho vissuto e questo non può essere raccontato in un solo articolo perchè ogni persona è diversa. Ognuno, dal fratello allo sconosciuto, è un mondo a sè che può darti tanto... Vabbè ma non farmi mettere a filosofeggiare che altrimenti non ti mando più via!!".
Ultimo aggiornamento ( giovedì 21 gennaio 2010 )
 
"Lu Fattarelle", una bottega italiana a Temple Bar PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesca Pedone   

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Da sinistra: Giulia e Marta
Marta è la proprietaria della bottega italiana "Lu Fattarelle" nel cuore di Dublino, Crow Street di Temple Bar, e ieri ha festeggiato il suo primo anno di attività. Il locale si trova in un Bazaar che comprende negozietti di vario genere: si passa dai prodotti tipici brasiliani ai cd raggae fino ad arrivare a negozi irlandesi.
In occasione dell'anniversario del suo progetto Marta, aiutata della sua amica Giulia, ha organizzato un aperitivo con stuzzichini e vino. E subito con entusiasmo ci inizia a parlare del suo locale: "Sono arrivata a Dublino più di due anni fa perchè ero hostess di una compagnia aerea, poi ho lavorato per un anno in giro per la città ma sentivo che non era quello che volevo. Così con un mio caro amico ho deciso di buttarmi in questa nuova esperienza. In Italia mi interessavo di immigrati ed in generale di questioni sociali, quindi anche in Irlanda volevo continuare questa strada portando la nostra cultura. Mi piaceva l'idea di avere una di quelle vecchie botteghe con prodotti italiani al 100% nonostante fossi immersa in una realtà multi-culturale e multi-etnica come quella che c'è nel Bazaar o più in generale a Dublino.
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"Lu Fattarelle", una bottega italiana a Temple Bar
Tutto questo ovviamente non potrebbe esistere senza Giulia, che è un aiuto indispensabile, e senza le mie sorelle ed i miei soci che si occupano dell'acquisto e delle spedizioni: sono tutti fondamentali per me". La lista dei prodotti è lunghissima: prosciutto crudo, mortadella, bresaola, salame piccante, lonza, pecorino, acciughe, parmigiano, lasagne, panini di ogni tipo (con un costo decisamente contenuto), pasta, crostate, torte salate, vino, olio d'oliva, farina 00, ricotta, panna, succhi di frutta, eccetera. Marta conclude poi dicendoci che per questo 2010 ci sarebbe l'idea di dedicare una settimana di ogni mese alle regioni italiane, ordinando appositamente prodotti tipici di ogni zona.
Dublino ospita molti ristoranti e negozi italiani, ma questo locale fa conoscere agli irlandesi qualcosa in più del nostro paese, essendoci la possibilità di avere prodotti take away anche su richiesta, così come la nostra tradizione insegna.
 
Orario di apertura: dal lunedì al sabato dalle ore 11 alle 18.30.

Ultimo aggiornamento ( sabato 16 gennaio 2010 )
 
Dublin is waiting me PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Amico   

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Marco Amico, il nuovo giornalista di Irlandiani.com
Ormai è tutto sistemato, pronto. Arrivo previsto a Dublino: 18 gennaio. Pochi giorni per cercare casa, capire come muovermi, familiarizzare con coinquilini, negozianti, gente del quartire che mi farà da casa per i prossimi mesi e poi si comincia! Eccoli gli ingrendienti del mio Erasmus Placement: tre mesi da trascorrere in una delle più affascinanti capitali europee lavorando come redattore online per irlandiani.com. Tre mesi di scommesse e sfide. Tre mesi per migliorare e crescere. Tre mesi per soddisfare la mia voglia di apprendere e conoscere, di lavorare e perfezionare abilità linguistiche e competenze giornalistiche. Tre mesi per immergermi in una parte di quel fantastico mondo chiamato Europa.

 

"La costruzione dell'Europa è un'arte. È l'arte del possibile" disse un famoso politico francese in occasione di uno dei summit più importanti per la costituzione dell'Unione Europea, l'approvazione dell'Atto Unico nel 1985. Ebbene oggi, dopo più di 20 anni, la forza di quel progetto vive e si rinforza dentro me: figlio di una generazione che beneficia dei frutti di quel progetto politico, di quegli sforzi condivisi e che adesso desidera partecipare a questo progetto, a quest'arte del possibile. E desidara farlo in modo unico, artistico: a modo mio.

 

Nato proprio nell'anno del rilancio dell'integrazione europea, il 1985, in una paesino di 40.000 abitanti alle pendici della verdissima piana di Catania, in Sicilia, isolano con l'arte del sogno e la passione per la scrittura, dopo aver terminato il liceo sono "emigrato" subito. Urbino, gli studi in scienze politiche, il primo erasmus a Siviglia, il primo contatto con lo straniero e il primo sentirsi straniero a poche ore di aereo da casa.

Poi gli interessi per il Medio Oriente, la permanenza a Damasco per alcuni mesi, lo studio dell'arabo e la presa di coscienza che tra i popoli d'Europa, tra i confini d'Europa, nessuno è veramente straniero. E infine il rientro in Italia, il trasferimento a Roma, la scuola di giornalismo, il lavoro come redattore online e la partecipazione all'Erasmus Placement. Quindi la conoscenza con il dott. Dominoni e l'approdo ad irlandiani. Ancora ad inseguire l'Europa, per accumulare esperienza e con l'obiettivo di crescere professionalmente.

 

Ecco chi sono, da dove vengo e dove sto andando. Da isola ad isola, con un paio d'ore d'aereo in mezzo e una lingua di differenza, la mia musica preferita nelle orecchie, qualche libro in inglese e una certezza tutta europea, la consapevolezza che Altiero Spinelli appose in calce al suo inno all'Europa, il Manifesto di Ventotene: "la via da percorrere non è facile, nè sicura. Ma deve essere percorsa, e lo sarà'"

 
Irlandiani: Filippo Carta e la passione per il grande schermo PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesca Pedone   

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Filippo Carta
Filippo Carta è un giovane sardo con un Diploma di Laurea in ingegneria aeronautica che ha già girato il mondo: nel luglio 2002 si è trasferito per la prima volta in Irlanda lavorando per i colossi Microsoft, Oracle e Lexmark dove è rimasto fino al novembre 2004. Per i successivi cinque anni ha vissuto tra USA, Austria, Spagna, Italia, Polonia e lo scorso marzo è tornato a Dublino dove lavora tutt'ora per la Shell; questo però è solo un aspetto di Filippo, l'altro rivela una grandissima passione per il grande schermo.

Filippo quando è iniziata questa passione?
E' una storia davvero strana: ero a Pescara per fare il militare e totalmente per caso ho comprato la sceneggiatura de "La Vita è Bella", l'ho letta e ne sono rimasto affascinato. Quindi ho deciso di imparare da autodidatta a scrivere storie per cortometraggi: successivamente ho comprato una videocamera, una stazione di montaggio digitale e per hobby ho iniziato a collaborare con una società di produzione di documentari e video matrimoniali.

Nel 2002 ti sei trasferito in Irlanda. Hai continuato a coltivare questa passione?
Certo, nel 2002 ho mollato tutto quello che avevo in Italia e sono venuto in Irlanda dove ho fatto i primi corsi di acting for camera al "Gaietyschool of acting" ed un corso importante di sceneggiatura alla scuola "Filmbase". A questo punto mi sentivo pronto per iniziare a scrivere un lungometraggio e quindi mi sono buttato. Però nel 2004 per questioni lavorative ho iniziato a girare il mondo trascurando questo progetto che richiedeva un grande lavoro ed ho fatto solo documentari fino al 2009.

E lo scorso marzo sei tornato a Dublino...
Si, ed ho iniziato un corso di "Digital Film Making": un corso completo, che andava dalla sceneggiatura al montaggio delle scene. Il lavoro di post-produzione è finito la scorsa settimana con l'aggiunta di suoni e colonne sonore. Ma non mi sono limitato a questo corso, ho fatto anche cormparse per film, telefilm e spot pubblicitari, tutto questo per avvicinarmi al set cinematografico e capirne le dinamiche.

Stai concludendo il lavoro del tuo ultimo corso, progetti in cantiere?
Ho un bel pò di cose da fare: la prossima estate voglio girare un cortometraggio in Italia con un cast tecnico irlandese. Inoltre vorrei completare la sceneggiatura del lungometraggio che ho iniziato nel 2004: sono alla quarta revisione e quando avrò finito dovrò sentire la voce dei professionisti per capire se è un progetto che può funzionare. Voglio fare anche altri corsi: in primis uno specifico di regia e successivamente voglio riseguire quello di acting for camera perchè un regista deve conoscere a fondo il lavoro dell'attore per ottenere migliori performance.

Il tuo lavoro è un altro ma nonostante questo da anni impieghi quasi tutto il tuo tempo libero per questi progetti, perchè?
Non so spiegare questa passione, è stata veramente una cosa improvvisa. Forse mi sono affascinato al grande schermo leggendo una sceneggiatura perchè ho visto il contrasto tra scriverne una e scrivere un racconto narrativo. Inoltre è un mondo complesso che mi intriga per il lavoro di team, per la professionalità nel saper pianificare ogni aspetto durante la produzione e perchè posso unire doti tecniche con quelle artistiche. Non so a cosa mi porterà tutto questo, fatto sta che voglio continuare a crescere ed a lavorare come regista e sceneggiatore.

Filippo è una persona intraprendente che investe tanto in questa passione scoperta all'improvviso e noi di Irlandiani.com ci auguriamo di vedere presto un suo lavoro sul grande schermo.

Ultimo aggiornamento ( giovedì 17 dicembre 2009 )
 
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