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Perchè i ragazzi scelgono l'Irlanda? «Siamo qui per imparare l'inglese ed arricchire il CV» |
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Scritto da Valentina Di Pietro
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 Perchè i ragazzi scelgono l'Irlanda? «Siamo qui per imparare l'inglese ed arricchire il CV» Studiare e lavorare in Irlanda. «Qui è meglio». Intervista ai ragazzi nella Guest House: «siamo qui per imparare l'inglese ed arricchire il CV». Perché molti ragazzi decidono di andare all’estero? Per piacere o per necessità? Abbiamo raccolto le esperienze di alcuni di essi provenienti da tutte le parti d’Europa e del Mondo e le risposte che abbiamo ricevuto sono molto simili, tutte con un obiettivo comune: imparare l’inglese e avere un’esperienza lavorativa alle spalle che permetta di trovare un buon lavoro nei rispettivi paesi. Julen, 26 anni, spagnolo, laureato in Scienze dell’Educazione e Psicopedagogia: «l’anno scorso ho lavorato per tutto l’anno ma poi ho perso il lavoro per colpa della crisi e così ho deciso di specializzarmi come maestro d’inglese e fare un corso all’estero per migliorare la lingua». Florian, 18 anni, Germania: «Sono arrivato a Dublino grazie ad un programma di mobilità europeo e sto facendo un tirocinio presso l’Ospedale Saint-James. Penso sia un’ottima esperienza lavorativa e credo di grande aiuto per la mia crescita professionale e personale». Giovanni, 21 anni, italiano: «sono a Dublino da tre anni e studio Geologia. Ho scelto proprio questa città perché la facoltà è ottima e le possibilità di trovare lavoro come geologo qui sono più elevate che in italia, considerando anche che nei prossimi anni una buona percentuale di geologi andrà in pensione nei prossimi anni». Birgit, 22 anni, Germania: «Studio Ingegneria Chimica e sto facendo un tirocinio in gestione dei rifiuti presso un’azienda chiamata Rilta. È proprio il lavoro che mi piacerebbe fare in Germania , e penso che farlo in un altro paese mi dia una marcia in più». Emeli, 28, Brasile: «Sono qui per svolgere una parte del mio dottorato al Trinity College. All’inizio avevo programmato di stare qui a Dublino per 4 mesi e mezzo, ma poi ho deciso di rimanere un anno in più, questa città mi ha conquistata e per la mia carriera è un’ottima cosa visto che sto studiando per essere insegnante d’inglese». È costruttivo vedere tante persone con culture e lingue diverse vivere sotto lo stesso tetto, quasi come una famiglia, dove la diversità diviene un valore da condividere che unisce e crea una quotidianità globale. |
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 28 aprile 2011 )
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DUBLNO: Gabriele Buffarini da portiere di albergo ad un posto fisso in HP |
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Scritto da Valentina Di Pietro
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 DUBLNO: Gabriele Buffarini da portiere di albergo ad un posto fisso in HP A Dublino c'è lavoro. Non è come in Italia. Perché molti giovani decidono di lasciare l’Italia e trasferirsi in un altro paese? Alla ricerca di cosa? Lavoro, amore, divertimento. Gabriele Buffarini ci racconta la sua storia. Originario di Ancona, nelle Marche, ma irlandiano da ormai tre anni, Gabriele Buffarini, laureato in Scienze della Comunicazione, ha deciso di dare una svolta alla sua vita trasferendosi in Irlanda. «All’inizio ho deciso di venire qui tramite amici, adesso non riesco ad immaginare di tornare in Italia». La sua carriera lavorativa è stata un’ascesa continua. «Ho iniziato come portiere in un albergo di Temple Bar, poi ho trovato lavoro in HP, e adesso, proprio lunedì, inizio un nuovo lavoro in una ditta di giochi al centro di Dublino». E alla domanda: è stato difficile trovare lavoro qui? Risponde: «No, non è stato difficile. Io ci ho messo un mesetto e alla fine l’ho trovato tramite la FAS, un’agenzia di collocamento». Una ragione per la quale molti italiani hanno paura ad andare fuori a cercare un lavoro che li soddisfi potrebbe essere la lingua. Paura di non capire, di sbagliare, di non essere in grado di svolgere un lavoro in una lingua diversa da quella propria. Ma Gabriele rassicura: «L’impatto linguistico non è stato assolutamente traumatico. Non ho avuto problemi con la lingua, il mio corso d’inglese è stato il lavoro. Dovevo parlare per forza inglese quindi a forza di sforzarmi l’ho imparato». E continua «L’unica cosa che all’inizio mi destabilizzava un po’ era la nostalgia, ma adesso sono abituato, ho il mio gruppo di amici, il mio lavoro, e poi credo che la cultura irlandese sia molto vicina a quella italiana, anche le persone sono molto simili a quelle italiane». E per quanto riguarda la crisi Gabriele Buffarini afferma «Anche qui si è sentita parecchio, ma i comportamenti delle aziende sono diversi. C’è stato un momento nel quale ci hanno ridotto lo stipendio, ma tutti hanno contratti a tempo indeterminato, e non hanno problemi a fare questo tipo di contratti da subito». Al contrario dell’Italia, dove la precarietà rimane una nota dolente. |
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Ultimo aggiornamento ( lunedì 18 aprile 2011 )
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Intervista a Frank Cogan ex Ambasciatore irlandese a Roma |
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Scritto da Francesca Pasquini
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 Intervista a Frank Cogan ex Ambasciatore irlandese a Roma Rapporti Italia Irlanda. La presentazione del libro “Italia – Irlanda: Cultura e Valori” del Professor Enzo Farinella, avvenuta martedì 12 Aprile presso l'Istituto Italiano di Cultura a Dublino, vede la partecipazione di una figura di spicco dell'ambiente culturale e politico irlandese: il presidente della Task Force Frank Cogan, nonché ex Ambasciatore Irlandese in Italia, introduce l'opera ponendo l'accento sull'importanza delle passate relazioni tra le comunità religiose Italiane e Irlandesi come fondamento di una più equa e solida Comunità Europea. Per capire meglio i rapporti tra i due paesi e la loro conseguente “unità nella diversità” l' ex Ambasciatore ha gentilmente rilasciato una breve intervista per Irlandiani. Quali sono i principali cambiamenti e, di conseguenza, i nuovi valori, che i monaci Irlandesi hanno introdotto nella comunità religiosa Italiana durante i loro pellegrinaggi? «Per comprendere appieno il contributo apportato dai monaci Irlandesi nell'Italia del V e VI secolo è importante iniziare dalla storia di questi paesi. I monaci Irlandesi nutrivano profondo rispetto per la cultura e la religione dell'Impero Romano; essi però arrivarono in un momento in cui quello che era considerato l' epicentro di tutta la Chiesa Cattolica attraversava un momento di profonda crisi a causa delle continue invasioni barbariche. Disordine, confusione e corruzione andavano macchiando sempre più la purezza di questo Impero spirituale. Il merito di questi monaci fu dunque quello di ristabilire, grazie alla costruzione di numerosi monasteri, quell'ideale di purezza e autenticità che l'impero Romano stava perdendo». Crede che questi valori siano ancora presenti nell'odierna fase di costruzione della Comunità europea? E se non è così, cosa si può fare per rafforzarli e riaffermarli? «Fortunatamente i monaci Irlandesi credevano in valori oggi considerati universali, e rispettati in tutti gli stati membri dell'Unione Europea. Il rispetto reciproco, la fratellanza, l'amore e la fede sono ancora oggi molto importanti ma hanno perso la loro concretezza. É importante non smettere di sostenere scambi interculturali, gemellaggi e iniziative come quella di oggi, che ci ricordano quanto sia importante conoscere la diversità per costruire l'unità». Lo scambio religioso tra Irlanda e Italia rappresenta, a suo modo di vedere, un incentivo per il turismo di oggi? «Assolutamente si; il turismo ha un'importanza fondamentale nel mantenere vivo lo scambio culturale tra i popoli. Molte mete religiose, monasteri, chiese e luoghi di pellegrinaggio sono diventate oggi mete turistiche importanti, e questo scambio è totalmente bidirezionale. Molti irlandesi infatti scelgono l'Italia come destinazione per ripercorrere i luoghi-simbolo che Enzo Farinella ha ben illustrato nel suo libro». Le parole dell' ex Ambasciatore confermano quindi quanto sia necessario mantenere vivo il rapporto tra Italia e Irlanda, partendo dal rispetto delle proprie radici storiche, ma sempre con uno sguardo rivolto al futuro, verso una più concreta e umana Comunità Europea, che sia il nuovo epicentro per la promozione dei fondamentali valori di ogni essere umano. |
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 14 aprile 2011 )
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Eleonora Modesti in Erasmus con Irlandiani a Dublino per migliorare inglese e bagaglio professionale |
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Scritto da Eleonora Modesti
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 Eleonora Modesti in Erasmus a Dublino è iscritta al corso di laurea magistrale in Relazioni Internazionali della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Roma Eleonora Modesti in Erasmus con Irlandiani a Dublino per migliorare inglese e bagaglio professionale. E' iscritta al corso di laurea magistrale in Relazioni Internazionali della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Roma. Mi presento: sono Eleonora Modesti vengo da un piccolo paese in provincia di Rieti, Collevecchio e ho 24 anni. Sono iscritta al corso di laurea magistrale in Relazioni Internazionali della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Roma “ La Sapienza”. Ho conseguito il diploma di laurea triennale nel 2009 con la votazione di 110/110 sempre presso la stessa Facoltà con una tesi in Diritto Costituzionale Italiano e comparato. Essendo ormai al termine del mio percorso formativo universitario posso affermare di aver appreso conoscenze teoriche in ambiti piuttosto diversi, avendo frequentato una Facoltà come quella di Scienze Politiche che ha il fine di promuovere e coordinare lo studio integrato di discipline giuridiche, economiche e storico-politiche in vista di un´approfondita conoscenza della realtà contemporanea in tutta la sua complessa articolazione. In questi anni, nel tentativo di coadiuvare questa formazione accademica così composita, ho sempre cercato di aggiungere esperienze di tirocinio o lavorative. Nel 2008 ho svolto un periodo di stage presso il Comune del mio paese prestando assistenza presso gli uffici amministrativi dell’ente in modo particolare presso gli Affari generali e il Settore demografico e sociale; nel 2009 ho lavorato come borsista presso il dipartimento di Teoria dello Stato della Facoltà di Scienza Politiche della Università "La Sapienza" di Roma ed infine nel 2010 ho svolto un periodo di stage presso uno studio legale occupandomi della redazione di atti giudiziari in materia di lavoro e contrattuale, ricerche giurisprudenziali in materia di accordi transattivi, gestione dell’agenda legale e del relativo software gestionale. Dal novembre 2010 e ancora a oggi, mi trovo in Scozia, presso la prestigiosa Università di St. Andrews, tipica cittadina scozzese immersa nel verde e famosa per il golf e per “ ospiti” illustri come il Principe William, per svolgere ricerche per la mia tesi di laurea magistrale che verterà su un’approfondita analisi comparativa tra il British English e lo Scottish English con particolare attenzione per le istituzioni, per il linguaggio giuridico e ovviamente per la cultura scozzese in generale. Consapevole dell’importanza della lingua inglese e sinceramente attratta e interessata a conoscere e confrontarmi con realtà diverse da quella italiana nella quale sono cresciuta e, a parte rapida incursione in altri paesi europei come turista, mi sono formata sia a livello personale che didattico, mi sento particolarmente arricchita da questo periodo di vita all’estero e con maggiore consapevolezza posso affermare quanto questo tipo di esperienze siano importanti. Dopo una tale premessa credo che non servano ulteriori parole per giustificare la mia adesione al bando di Erasmus Placement ! Ho cercato di cogliere immediatamente l’occasione ed è indiscutibile l’immensa soddisfazione che ho provato nel sapere di essere risultata vincitrice, soddisfazione che ha ovviamente sminuito anche il dispiacere di dover posticipare la mia laurea oramai alle porte. Sono sinceramente convinta che lavorare presso una Associazione come quella di Irlandiani.com significherà arricchire in maniera consistente il mio bagaglio professionale oltre che culturale, dandomi la possibilità di testare la mia preparazione , di mettere alla prova la mia flessibilità in ambiti lavorativi diversi ed ovviamente di prendere sempre più una maggiore confidenza con una lingua come l’inglese dalla quale credo non si possa prescindere. Senza contare l’opportunità di vivere in una meravigliosa città come Dublino che mi aveva già conquistato per la prima volta proprio lo scorso dicembre come turista, per la cultura Irish e le sue tradizioni, per la cordialità e la coralità di un popolo così friendly che ti fa sentire un po’ a casa, e per il cielo che è veramente “ un oceano di nuvole e luce”! |
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 22 aprile 2011 )
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Angelo Bottone, professore universitario a Dublino: la crisi economica ha cambiato l'Università |
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Scritto da Valentina Di Pietro
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 Angelo Bottone professore universitario a Dublino Arrivato in Irlanda nel 2002, Angelo Bottone, professore di filosofia nella Dublin Business School e nella University College of Dublin, ci racconta come sia cambiato il sistema scolastico irlandese dopo la crisi.«Nel 2008 sono cambiate sia le politiche governative sia i comportamenti di persone e studenti», afferma Angelo Bottone, e continua «all’inizio non ci si rendeva bene conto della gravità della crisi così molta la gente ha pensato che sarebbe stato meglio riqualificarsi, tornare nelle università». Quello che si è registrato all’inizio, infatti, è stato un aumento delle iscrizioni nelle università, proprio a ridosso della crisi. «Quando in seguito si sono iniziati a perdere posti di lavoro la gente è tornata a studiare, per avere una marcia in più, più occasioni di lavoro. Ma questo è stato solo il primo effetto». Come ben spiega Angelo Bottone infatti, non appena ci si è resi conto della gravità e della persistenza della crisi, molta gente non solo ha smesso di optare per l’università, ma, non vedendo prospettive per il futuro, ha addirittura deciso di lasciare l’Irlanda e andare all’estero, per avere più occasioni di trovare lavoro. Bisogna però precisare che gli effetti sul settore pubblico e su quello privato sono stati molto differenti. E chi meglio di un docente che conosce bene tutte e due le realtà può spiegarcelo più chiaramente. «Il settore privato è sempre stato indipendente dai finanziamenti pubblici, di conseguenza non ha subito i danni che ha subito il settore pubblico». E a giudicare dai numeri sembra proprio così. Nel 2008 i salari sono stati decurtati del 5%, inoltre il blocco delle assunzioni che ne è derivato ha reso impossibile anche la sostituzione dei docenti in pensione, creando sicuramente un disagio nell’istruzione pubblica. Tra i progetti governativi c’è un aumento della percentuale degli studenti stranieri, poiché portatori di fondi, al contrario degli studenti irlandesi, che finora hanno sempre avuto un’istruzione gratuita. Ma il governo precedente ha deciso per l’introduzione del pagamento delle tasse anche per loro. Secondo Angelo Bottone, questo ha portato quasi ad un giovamento all’istruzione privata. «Se uno studente deve pagare in entrambe, probabilmente sceglierà l’università privata». E alla domanda «Ti vedi in Irlanda in futuro?» il professore di filosofia risponde «Sì, sarebbe troppo difficile tornare in Italia, in un sistema così diverso». |
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Ultimo aggiornamento ( domenica 10 aprile 2011 )
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