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Storie di Persone in Irlanda
Francesco Turrisi: un jazzista italiano in Irlanda. PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Biasi   

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Francesco Turrisi
È da poco uscito in Irlanda il primo disco di Francesco Turrisi , “Si Dolce è il Tormento”, un progetto jazz che prende vita dal suo interesse e la sua passione per la musica italiana del diciassettesimo secolo. Il disco ha subito trovato i favori della critica guadagnandosi 4 stelle in una recensione dell’Irish Times . Francesco Turrisi nasce nel 1977 a Torino ma nelle sue vene scorre sangue siciliano. All’età di 19 anni decide di trasferirsi in Olanda, a l’Aia, per studiare in conservatorio. Lì con professori come Frans Elsen, Albert Brussee e Rob van Bavel, consegue una laurea in piano jazz e un master. Un anno dopo il conseguimento del master decide di trasferirsi in Irlanda dove prosegue la sua carriera di musicista e comincia ad insegnare alla Newpark School of music di Dublino.

Come mai l’Irlanda?
<< Per amore ovviamente. All’ultimo anno di conservatorio ho conosciuto una ragazza irlandese che poi è diventata mia moglie. Questo il motivo principale, sicuramente però l’Irlanda anche perché è un paese interessante dal punto di vista delle opportunità. Il fatto che la scena musicale non sia particolarmente grande consente un accesso più facile alle opportunità presenti, questo almeno fino a prima della crisi. Fino a poco tempo fa ci sono stati tanti soldi investiti anche nelle arti, era più facile ottenere finanziamenti per organizzare progetti e registrare dischi. Purtroppo le cose ora stanno cambiando, ci sono stati tanti tagli nell’Art Council, molti festival piccoli hanno chiuso, quindi dobbiamo aspettare e vedere cosa succede.>>
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Fare musica in Italia o fare musica in Irlanda?
<<Quando sono partito dall’Italia ero abbastanza all’inizio quindi non avevo un grande contatto con il mondo professionale del jazz. Ora dopo dieci anni sto cercando di riallacciare i contatti. Secondo me ora la situazione in Italia è difficile, lo era già prima ma ora si è aggravata ulteriormente. Quando ho iniziato a suonare, città come Torino, Milano e Roma che erano considerate i punti focali del jazz in Italia, erano ricche di musicisti e di locali per accoglierli; ora invece è molto più difficile perché si sono ridotte notevolmente le occasioni e i luoghi in cui suonare nonostante continuino a esserci molti musicisti che non mancano certo d’idee buone ed originali. Il problema, forse, è che il mondo del jazz professionale in Italia è limitato a una cerchia ristretta di personaggi famosi che vengono invitati a festival e concerti e sotto ai quali viene creato una specie di vuoto.
Qui in Irlanda invece la scena è più piccola non ci sono molti musicisti. Onestamente all’inizio ho trovato questa situazione un po’ frustrante soprattutto dopo anni di studio in conservatorio, dove ero circondato da musicisti ed era possibile provare con gente sempre diversa, cosa molto utile da un punto di vista formativo soprattutto nel jazz. Per quanto riguarda le opportunità, in Irlanda il punto di forza è nel riuscire ad organizzare concerti di un livello maggiore. Fin da quando sono arrivato qui, il mio obiettivo è stato trovare finanziamenti per invitare dei musicisti da fuori in modo da colmare la mancanza di musicisti locali. In questo devo dire sono stato molto fortunato e grazie all’Istituto Italiano di Cultura sono riuscito ad invitare alcuni musicisti italiani per dei concerti.>

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Qual è il tuo rapporto con l’Italia?
<<In questi anni il mio rapporto con l’Italia è stato più che altro legato alla mia famiglia, ora però ho in cantiere un progetto con una cantante di musica tradizionale, Lucilla Galeazzi, ed altri due musicisti italiani per l’uscita, ormai a breve, di “Zahr”, un disco dalle sonorità tipiche della musica tradizionale italiana con delle contaminazioni jazz. Oltre a questo, anche se per il momento ancora soltanto in linea teorica, c’è un altro progetto. Si tratta di organizzare un trio con il clarinettista Gianluigi Trovesi e il bassista Furio Dicastri che potrebbe anche rivelarsi una grande opportunità per me per entrare nel circolo italiano con l’appoggio di due grandi musicisti già affermati. >>

Hai mai pensato di tornare in Italia?
<<Questo per me è sempre stato un dilemma, l’Italia mi manca, non troppo credo, dato che sono ormai dieci anni che sono lontano da casa, però alcune cose mi mancano, come il clima, il sole, alcuni aspetti della qualità della vita. L’idea c’è, e c’è sempre stata, però per il momento rimarrò qui e vedrò cosa mi riserva il futuro.>>

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 25 marzo 2009 )
 
Elena Castellari cerca urgentemente italiani per una ricerca all'University College Dublin PDF Stampa E-mail
Scritto da Elena Castellari   

Elena Castellari e' di Brescia e vive a Dublino da quasi 5 anni
Elena Castellari e' di Brescia e vive a Dublino da quasi 5 anni
Buongiorno a tutti gli Irlandiani ed ai lettori di www.irlandiani.com. Mi chiamo Elena Castellari, sono di Brescia e vivo a Dublino da quasi 5 anni.  In tutti questi anni sono stata assistente di lingua italiana a UCD (University College Dublin), insegnante di italiano all’istituto di Cultura di Dublino ed ho anche conseguito un master in Second Language Acquisition, sempre a UCD. A settembre 2008 ho iniziato un dottorato (sempre a UCD) in Second language Studies. Ed ecco perché ho bisogno di voi. Il mio progetto sarà un esame delle ‘pratiche linguistiche’ degli italiani in Irlanda: vecchi e nuovi migranti a confronto. Per fare questo ho dunque bisogno di speaker, vale a dire persone, omogenee per età, sesso e professione, disposte a farsi intervistare (sia in  inglese che in italiano). Famiglie con adolescenti che frequentano le scuole irlandesi (o tedesche o francesi) saranno più che benvenute. E’ importante sottolineare che l’intervista è fondamentalmente una chiacchierata, e che non è assolutamente importante il livello di inglese degli speaker! Valutarlo non è l’obiettivo della mia ricerca. Non servono competenze di nessun genere: gli speaker devono essere loro stessi il più possibile…tutto qui. Credo che sarà anche un’esperienza tutto sommato divertente: provare per credere! Il mio contatto è Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo Spero dunque che tanti di voi si facciano avanti…nell’attesa, ringrazio ancora Irlandiani e Francesco Dominoni in particolare per avermi offerto questo spazio e…vi aspetto!!

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Ultimo aggiornamento ( domenica 15 marzo 2009 )
 
Cristina Castellucci: La mia città del cuore in Irlanda è Galway PDF Stampa E-mail
Scritto da Cristina Castellucci   
Cristina Castellucci e Roberta Zoli a Dublino
Cristina Castellucci e Roberta Zoli a Dublino
La mia città del Cuore in Irlanda c’è, Galway.. la città più Celtica del mondo. Un luogo che ha tutto, dove ritrovo tutto quello che mi serve per vivere. Ha un’anima latina (molti spagnoli, molti italiani), ha mura medievali, cattedrali gotiche, il Connemara alle spalle, l’oceano davanti agli occhi e... - cosa non da poco -  le isole, raggiungibili con un ferry. Galway che è giovane come la statua di Kennedy in Eire Square, e che è stata la capitale della “mia contea” nei 6 mesi più duri della mia vita country. Quelli su Inis Mòr.. quando Galway significava andare sulla main island.. andare in città.. andare in Ireland. D’altronde da un’isola dell’atlantico, fatta di forti celtici, chiese in pietra, sentieri per pellegrini d’altri tempi e dove se ti affacci sulla punta estrema di una cliff.. - con la voglia di sognare – vedi anche l’America (oltre che quell’immenso mare)....Galway la città per cui indosso l’anello del Claddagh.. che, anche ora che sono single, è voltato con il cuore all’interno.. perché con lei mi sento e mi sentirò sempre “impegnata”. Galway è stata la mia città da quando l’ho vista per la prima volta.. nel suo essere piccola, essenziale, variopinta, animata ma anche esclusiva e singolare. Ma mi sono innamorata anche quando ho visto il porto di Wexford, e nella raffinata Kilkenny, a Clonmel, a Killarney, davanti ad un romantico laghetto in Powerscourt, sulla costa a Sandycove, in macchina direzione County Wicklow… Esistono mille città e paesi, villaggi e quartieri più belli. Ma la mia scelta cade su di lei.. perché ci vedo il Donegal, il mare di Dingle, le cliffs del south Cork.. i negozietti da city, i giardini di Glengariff, le isole dell’estremo nord e la confusione, a volte, della caotica Dublino.
Ultimo aggiornamento ( martedì 03 marzo 2009 )
 
Silvia Guaiani con Irlandiani compie un Erasmus Placement nell’Isola dello Smeraldo PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvia Guaiani   
Silvia Guaiani si appresta a compiere un Erasmus Placement a Dublino con Irlandiani.com
Silvia Guaiani si appresta a compiere un Erasmus Placement a Dublino con Irlandiani.com
“Addio, addio e un bicchiere levato al cielo d'Irlanda e alle nuvole gonfie. Un nodo alla gola ed un ultimo sguardo alla vecchia Anna Liffey e alle strade del porto. Un sorso di birra per le verdi brughiere e un altro ai mocciosi coperti di fango, e un brindisi anche agli gnomi a alle fate, ai folletti che corrono sulle tue strade". E’ con questa canzone dei Modena City Ramblers nelle orecchie e la malinconia nel cuore che qualche mese fa salivo a bordo dell’aereo che mi avrebbe riportata in Italia dopo un soggiorno di un mese nella verde Irlanda. Ma sapevo che il mio non sarebbe stato un addio. Guardando fuori dal finestrino, infatti, mi ero ripromessa di tornare in quel Paese così magico e ospitale dove avevo vissuto momenti indimenticabili e conosciuto persone di diverse nazionalità, ognuna delle quali a modo suo mi aveva insegnato qualcosa. Così quando camminando per i corridoi dell’Università ho visto che era uscito il bando del progetto “Erasmus Placement” non ho potuto fare a meno di inviare la mia candidatura e specificare nella sezione destinazione prescelta Irlanda…of course! L’Erasmus Student Placement rientra nel Programma Europeo “Life Long Learning”e consente di effettuare un tirocinio in un paese europeo agli studenti che frequentano corsi di istruzione superiore, sostenendoli con una borsa di studio di circa 600 euro al mese. Quale migliore opportunità per apprendere l’inglese, confrontarsi con una cultura diversa e al contempo fare un’esperienza lavorativa fuori dai confini del proprio Paese? I risultati tardavano ad arrivare e la mia speranza di rientrare tra i pochi fortunati che sarebbero partiti iniziava a traballare. Poi, finalmente, aprendo la casella di posta elettronica tra le tante mail di spam me ne è balzata all’occhio una che aveva per oggetto “comunicazione vincitori progetto erasmus placament”… non potevo crederci! La possibilità di riatterrare nell’Isola di Smeraldo iniziava a farsi sempre più concreta. Dopo aver redatto il curriculum in lingua inglese ho iniziato a cercare nei diversi motori di ricerca, forum e community quante più informazioni possibili tra quanti erano già partiti e avevano vissuto un’esperienza simile. Soprattutto quello di cui avevo bisogno era un’azienda disposta ad ospitarmi per effettuare il tirocinio. L’impresa non è stata sicuramente delle più semplici. Pur avendo il sostegno della responsabile dell’Ufficio Relazioni Internazionali della mia Università le risposte tardavano ad arrivare. Questa mattina, però, spulciando meglio nella rete sono approdata su www.irlandiani.com, un sito creato e curato da italiani trasferitisi a Dublino, che avevo già consultato per organizzare il mio viaggio estivo. Il primo articolo che ho visualizzato è stato il diario di viaggio di una studentessa dell’Università di Macerata che ha collaborato con la redazione. Sperando di aver imboccato la strada giusta, ho inviato una mail al Presidente, Francesco Dominoni, dove chiedevo se c’era anche per me la possibilità di effettuare uno stage con Irlandiani. Bè che dire…la redazione sembra essere efficientissima visto che nell’arco di mezza giornata non solo ho ottenuto una mail di risposta ma son riuscita addirittura a mettermi in contatto con il Direttore. Ora non mi resta che digitare la conclusione del mio articolo, inviarlo ed incrociare le dita! Chissà magari riesco a mantenere la mia promessa con la capricciosa Irlanda.
 
Nasce italianfoodmania.com il sito di chi ama la gastronomia italiana PDF Stampa E-mail
Scritto da Veronica Pollini   

Veronica Pollini titolare di italianfoodmania.com
Veronica Pollini titolare di italianfoodmania.com
È da oggi on line www.italianfoodmania.com, il sito e-commerce dedicato all’eccellenza della gastronomia italiana, ed in particolare ai prodotti tipici liguri (tra cui quelli del Parco Nazionale delle Cinque Terre), toscani e piemontesi. Il nuovo sito web è in grado di dare al visitatore suggerimenti utili sull’utilizzo del prodotto; inoltre, sa consigliare l'abbinamento giusto per ogni specialità, proprio come farebbe il nostro negoziante di fiducia.  Su www.italianfoodmania.com i visitatori possono trovare, inoltre, le modalità di preparazione di semplici ma ottime ricette italiane, per ciascun prodotto scelto. Questa sezione è in continuo aggiornamento e i visitatori possono inviare le loro ricette preferite a: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo per la pubblicazione sul sito. Il servizio è  totalmente personalizzato: è possibile, ad esempio, creare un proprio cesto regalo scegliendo i prodotti preferiti ed inserendo un biglietto di auguri per la persona che lo riceverà. Ed in più, per tutti, un regalo di benvenuto per il primo ordine nel negozio on line. Italian Food Mania nasce a La Spezia, una piccola città sul mare a ridosso delle Cinque Terre, al confine fra due regioni, Liguria e Toscana, in una terra da sempre apprezzata in tutto il mondo per le sue bellezze e i suoi sapori: su www.italianfoodmania.com sono presenti informazioni di carattere generale sul territorio di produzione, per dar modo al visitatore di conoscere meglio le radici di questa straordinaria tradizione gastronomica. Italianfoodmania.com si rivolge a tutti coloro che apprezzano l'eccellenza dei sapori italiani, senza dimenticare, però, i numerosi italiani residenti all’estero: grazie alle nuove tecnologie e ai nostri prodotti, infatti, ogni giorno cerchiamo di farli sentire un po’ più vicini a casa.

Ultimo aggiornamento ( martedì 24 febbraio 2009 )
 
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