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Storie di Persone in Irlanda
Alta Moda in Irlanda: Parola a Maria Fusco PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Amico   
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A margine della strepitosa serata del Dublin Fashion Show 2010, irlandiani incontra Maria Fusco, stilista italiana da diversi anni residente a Dublino che ha fatto della moda una ragione di vita, guadagnandosi nel tempo fama e successo sia in Italia che all'estero. Maria è stata una dei cinque giurati che hanno visionato e giudicato le opere in concorso, ma questa partecipazione al Dublin Fashion Show 2010 è stata solo una parentesi nella sua ricca vita professionale.

Maria, vorrei iniziare questa intervista parlando del tuo intervento al programma di moda "Exposè" che va in onda TV3, uno dei più importanti canali televisivi irlandesi.

Exposè non è una rubrica di moda nel senso classico del termine. E' una rubrica di moda, fashion, parties, celebrities. Un programma al passo coi tempi che tratta tutto il mondo del Fashion in senso lato. Io rappresento dei clienti per Exposè. Per esempio, se un brand vuole presentare una nuova collezione o una nuova linea di abiti, affidano a me la presentazione su Exposè. Questo perché io ho esperienza praticamente in tutti i settori della moda: produzione, vendita, design, marketing, consulenze. Insomma, sono in grado di seguire l'evoluzione di un prodotto o di una collezione dal momento del concept, dell'idea, fino alla fine del ciclo produttivo e di vendita".

Ed è grazie alla tua esperienza nel settore che l'organizzazione del Dublin Fashion Show 2010 ti ha scelto come giurata.

"Ti dico subito che l'esperienza del Dublin Fashion Show è stata molto bella e coinvolgente. Il Dublin Fashion Show è il più importante concorso per studenti di moda in Irlanda: una eccellente passerella. E' nato su iniziativa degli studenti, esiste da 8 anni. Ogni stilista in concorso ha presentato un capo. Siamo partiti dalle fase preliminari con 32 concorrenti, poi ne abbiamo eliminati 15, infine 8 nella semifinale e oggi, tra gli 8 rimasti, conosceremo il vincitore.

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I giurati del Dublin Fashion Show assieme al Direttore di Irlandiani
Una evento in grande stile insomma.

"Decisamente si. Basta pensare che i ragazzi sono riusciti ad avere come main sponsor un marchio italiano del calibro di Alfa Romeo. Senza contare che anche i tema del concorso di quest'anno, "Rock Revolution" è stato originale e molto azzeccato: in linea con la creatività messa in mostra dai ragazzi."

E del contenuto stilistico del concorso, cosa ne pensi?

A me è piaciuto davvero molto perché i giovani hanno un tasso di creatività elevatissimo. Gli abiti sono tutti home-made, auto-prodotti, ma il livello qualitativo è davvero elevatissimo. Diciamo che i mi sento molto ispirata quando vedo i giovani e l'ambizione che hanno. Infatti il mondo della moda è molto complicato, ma io non mi stanco di spingere i ragazzi a provarci, anche se per riuscire nel mondo della moda ci vuole davvero tanta, tanta passione."

Una bella esperienza insomma ma che è solo una parentesi tra i tuoi innumerevoli progetti.

Una piacevole parentesi che spero di poter ripetere. Ma, come hai detto tu, da domani sono già al lavoro per i miei nuovi progetti in campo. Infatti oltre ai lavori quotidiani, alle consulenze, alle collaborazioni con giornali, riviste e brand, sto lavorando ad un progetto per il cinema: il film Doll del regista Paolo Borsa che racconta la storia di una ex miss mondo. Io mi occupo delle public relations del film e del marketing in Irlanda. Infatti è una produzione Italo-Irlandese. Per adesso è già pronto il pilot di 16 minuti ma speriamo a breve di poter presentare il film.

E c'è anche un libro in cantiere, no?

"Si. Un libro sulla psicologia della moda. Io ho esplorato tutti i diversi angoli della moda e non ti nascondo che anche la psicologia umana influisce molto su come la gente sceglie di vestire. Il libro, prodotto da un editore inglese, affronterà il rapporto di uomini e donne con la moda e con gli abiti che scelgono di indossare."

L'ennesimo successo che si avvicina, che aumenterà la tua fama e le tue fantastiche e importanti amicizie.

Quando si lavora in questo settore e lo si fa in modo impegnato come lo faccio io è normale conoscere persone importanti. Io sono anni che frequento il Lilli's, conosco Bono e altre persone molto influenti a Dublino ma il segreto nel trattenere relazioni con queste persone, siano esse attrici, popstar, personaggi dello show-biz, p quello di trattarli come persone normali, anche perché loro sono persone normali, come me e te. Per esempio mi ricordo ancora quando lavoravo in Francia e a Parigi ho incontrato Catherine Deneuve. Ricordo che lei voleva un caffè e io, non potendo andare fuori perché pioveva, le ho portato un caffè dalla macchinetta che usavamo noi in ufficio. Bene, il mio capo mi guardava con degli occhi spalancati che sembravano dire: "ma sei matta? Porti a Catherine Deneuve un caffè in un bicchiere di plastica?". E invece lei è stata carinissima. Mi ha ringraziato di cuore e con molta gentilezza. Eccolo quindi il segreto per avere successo sia nella moda, che nella vita: essere e sentirsi liberi, cercando di assecondare le proprie passioni.
Ultimo aggiornamento ( venerd́ 26 marzo 2010 )
 
Marco Roccasalvo: da Roma a Bray per la Difesa dell'Italianità PDF Stampa E-mail
Scritto da Simona Berlingeri   

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Marco Roccasalvo, Chef del Ristorante Campo De Fiori
Aria di Italia: ecco cosa si respira appena varcata la soglia del ristorante Campo de Fiori .
Profumi, persone e colori tipici del nostro paese animano questo locale, situato a Bray, in Albert Avenue n.1.


Intervista al Signor Roccasalvo sulla sua esperienza da cameriere a ristoratore di successo in Irlanda: mi ritrovo davanti ad una persona completamente diversa da quello che pensavo.
Marco si presenta col sorriso e inizia a raccontarmi la sua vita con tranquillità, come una sorta di chiacchierata tra amici davanti ad un caffè, anche quello veramente italiano!

“Sono arrivato qui in Irlanda nel 2001, perché avevo un’amica che viveva ad Athlone, un paesino nel cuore dell’Irlanda e se devo essere sincero non ho iniziato come cameriere, ma come lavapiatti in una mensa per rifugiati. “

Lo interrompo per un attimo e gli chiedo se avrebbe mai  immaginato di diventare l’uomo che è ora, uno dei ristoratori più conosciuti d’Irlanda.
“In realtà io ero partito per imparare l’inglese, ma sono anche un uomo che viaggia tanto con la fantasia e non ti nascondo che il progetto di aprire un locale qui era già in cantiere alla mia partenza. Sai, anche a Roma gestivo dei pub, ma lì questo business è molto difficile da portare avanti.”

Athlone però era davvero troppo piccola per una persona con la fantasia di Marco, e dopo un’esperienza come aiuto cuoco nel ristorante Boccaccio di Dublino, è arrivata la grande occasione,  “cercavo una location giusta per aprire il mio ristorante e un giorno passando sotto il ponte della Dart qui, a Bray, ho avuto per un attimo l’impressione di trovarmi in Italia. Questo locale con vista sul mare era libero e ho capito subito che era il posto che cercavo!”

Una sorta di colpo di fulmine quello tra Marco e quello che oggi è il Campo de fiori “Non ho aperto a Dublino perché è troppo inflazionata come città, e poi Bray è un posto che aveva e continua ad aver bisogno di veri ristoranti italiani, in quanto è una meta turistica e soprattutto è facilmente raggiungibile da Dublino.”

Ma lo Chef Roccasalvo ha anche alle spalle un’esperienza come negoziante, “lo vedi il negozietto di generi alimentari qui di fronte? Una volta era mio, lo gestivo insieme alla mia ex compagna e vendevamo solo ed esclusivamente prodotti italiani; poi la nostra storia è finita: io ho tenuto il ristorante e lei il negozio!”

Marco ha continuato però ad occuparsi della compra-vendita di prodotti, importando e rivendendo all’interno del suo locale alcune pietanze, come il caffè Moak, di derivazione siciliana, o l’olio Gradassi, condimento proveniente da Spoleto (Umbria).
E anche questa è una caratteristica che gli permette di differenziarsi dagli altri, offrendo in Irlanda prodotti tipici del nostro Paese.

Ma il Campo de Fiori non è solo un semplice ristorante in cui poter gustare piatti tipici italiani, tutti rigorosamente preparati secondo la tradizione, è un punto di ritrovo per gli Italiani e per gli amanti della cultura del Bel Paese.

“I nostri clienti sanno che se vengono qui non troveranno mai piatti preparati con panna o creme particolari, qui si possono gustare solo pasti semplici ed espressi. Non esiste niente di precotto o preparato prima dell’ordine.
Questa scelta di non adattarci ai gusti della gente ci è costata cara in alcuni momenti: molti clienti venivano qui e chiedevano pizze con la frutta, patatine fritte, burro piuttosto che olio. Non sono mai sceso a compromessi per quanto riguarda certi aspetti, la cucina italiana per me è quella semplice, genuina!”


Marco e lo staff del Campo de Fiori combattono contro la “falsa italianità” che spopola soprattutto tra i ristoranti in Irlanda, “i locali italiani, degni di essere definiti come tali, saranno tre o quattro al massimo, il resto sono tutte imitazioni. E la cosa che mi indigna di più, è che queste persone infangano il lavoro di chi cerca di mantenere la cucina italiana inalterata”.

“Io li definisco criminali che si spacciano per ristoratori, perché creano solo confusione nei clienti”

Per questa lotta contro “quelli che speculano sul nome della cucina italiana” lo Chef Roccasalvo ha perso anche alcuni clienti, ma la sua integrità rimane indiscussa.

E la sua “battaglia” continua anche fuori dalle mura del suo ristorante “Abbiamo creato il Club dei Buongustai: consiste in un gruppo di gourmet, che si riunisce una volta al mese per delle serate a tema alle quali partecipano ospiti italiani e durante le quali vengono degustati piatti tipici del nostro paese”.

Chef, difensore della cucina italiana, uomo pieno di idee, negoziante, ma anche autore di un libro: Marco ha mille sfaccettature.
“Tra poche settimane uscirà il libro che ho scritto in collaborazione la greatfood.ie: è un manuale della cucina italiana. Non sono solo ricette tradizionali o personalizzate da me, è una vera e propria guida, che ho voluto creare per gli Irlandesi. Ho inserito anche le regole di base per la preparazione dei differenti piatti e dei consigli per la scelta delle vivande adatte.”

La storia di Marco è ricca di particolari imprevedibili, un po’ come lui, infatti afferma di non avere le idee chiare per il futuro, “non so se tornerò in Italia, certo non mi dispiacerebbe, ma tutto dipende da cosa l’Irlanda può offrirmi e da cosa io e la mia attuale compagna possiamo ancora offrire a questo posto.
Purtroppo anche qui la crisi inizia a farsi sentire, ma io, se potessi, vorrei aprire un altro locale, che rappresenti un punto di riferimento per gli Italiani e per gli Irlandesi, come questo”
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Ultimo aggiornamento ( marted́ 23 marzo 2010 )
 
Irlandiani intervista Domenico Melinu PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Mudu   

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Incontro Domenico nel posto che da due mesi è diventato la sua seconda casa, un piccolo ma accogliente cafè a Ranelagh marchiato Nick's Coffee Company, nato dall'esperimento di creare un piccolo angolo cafè nel centro di una via con diverse attività commerciali, primo punto vendita in stile take-away del caffè di Nick a Dublino.
 
Domenico, 35 anni nato a Olbia, arriva a Dublino sette anni fa, motivato dalla voglia di imparare l'inglese e forte di un'esperienza maturata tra gli alberghi e il settore della ristorazione nella sua terra. Inizialmente, avendo lavorato in Sardegna, nella zona dov'è nato e avendo maturato altre esperienze al Sestriere, per le stagioni invernali, ha in mente un soggiorno irlandese che lo renda più preparato, sul fronte linguistico, per poi imbarcarsi in una nave da crociera e proseguire con la sua carriera nel campo del turismo e della ristorazione.
 
A Dublino inizia a lavorare al Morrison Hotel e in discoteca come barman, arriva poi quasi per caso, un'occasione inaspettata; Domenico viene notato per le sue doti nel campo della caffetteria e si ritrova a partecipare a una delle più importanti competizioni del genere all'RDS Arena, nel 2005. Qui, ideando un caffè freddo alla menta, si aggiudica il secondo posto nella classifica nazionale irlandese e da qui inizia a reinventare la sua professione, sulla base di questa riscoperta passione.
 
Pur mantenendo il suo lavoro all'interno del Brownes of Sandymount come daytime manager, da due mesi porta avanti la nuova attività ideata insieme a Nick, inglese, con cui inizia a collaborare un anno e mezzo fa. Domenico mi racconta che Nick, persona di cui parla con grande stima e ammirazione, lavora nel campo del caffè da diversi anni e ha ideato una vera e propria etichetta personale, la Nick's Coffee Company appunto, che lavora quaranta tipi di caffè da tutto il mondo.
 
La sua attività, sponsorizzata ora anche da Domenico attraverso la gestione del bar in Ranelagh, si occupa anche di delivery service ed è possibile acquistare il caffè anche nei principali mercati di Dublino come quello di Phoenix Park e Sandyford.
 
I progetti che in questi anni hanno motivato Domenico sono tanti, primo fra tutti, una continua collaborazione con Nick per far si che questa attività prenda piede e sia possibile aprire dei nuovi punti vendita del caffè take away di Nick, in altre zone di Dublino.
Di uguale importanza anche un suo progetto personale di apertura di un'attività del tutto nuova nel campo della ristorazione, che possa dare frutto a quindici anni di esperienza in questo settore, qui a Dublino e anche in Sardegna.
 
Per ora comunque è possibile trovare Domenico a Ranelagh, sette giorni su sette, dalle 9 am alle 6 pm e degustare degli ottimi caffè e thé della Nick's Company.Per avere maggiori informazioni su questa nuova brand, è possibile consultare il sito: www.nickscoffeecompany.com
 
 
 
 
 
 

Ultimo aggiornamento ( gioved́ 01 aprile 2010 )
 
Irlandiani: Ecco la Nuova Editor PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesca Di Felice   

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Rocco e i suoi fratelli. Accendo il lettore dvd con il pensiero di dover guardare questo lunghissimo film di Visconti per passare un esame di cinema. Niente di più. Lo guardo tutto d’un fiato e rimango invece molto impressionata.

Ci siamo dentro tutti in questo film. Mio padre e la sua famiglia che dalla Puglia si trasferiscono alle porte di Bologna, i miei compagni d’università che vengono a studiare dal sud, i pakistani che ci vendono i kebab all’angolo, noi giovani laureati in cerca di lavoro all’estero.

Il mondo è pieno di immigrati dal nostro Paese. Non mi capacito di come qualcuno possa disprezzare chi oggi lascia la propria nazione con estrema sofferenza e speranza per venire qui da noi. A fare i lavori che noi non vogliamo  più abbassarci a fare, a prendersi cura dei nostri vecchi, ad sostenere l’unica economia che non è mai in crisi, quella del mercato nero.

La strada che ho scelto, il giornalismo e l’editoria, è quella che più di altre necessita del confronto con culture differenti. Mai come oggi che la libertà d’espressione è così messa in discussione, sento il dovere di evadere e capire quale sia la situazione oltre frontiera.

Ho saputo del bando Erasmus Placement navigando su internet questa estate. Immediatamente ho cercato di trovare un posto che mi accogliesse per il periodo di stage.

L’idea di vedere come se la passano gli italiani all’estero mi è sempre piaciuta, complice la voglia di trovare una mentalità più ampia di quella di casa nostra. Così ho trovato Irlandiani, e subito mi si è accesa la speranza di vincere la borsa per il tirocinio.

Passare l’estate a Dublino sarà fondamentale per fare esperienza e capire quale sia il valore simbolico e sociale di uno strumento di comunicazione per italiani fuori dall’Italia come Irlandiani.

Un reportage sociale oltre manica che spero possa diventare la mia tesi di Laurea Specialistica, e la base per un futuro da nomade postmoderna sempre a caccia di novità. Ci vediamo a metà giugno!

Ultimo aggiornamento ( venerd́ 26 marzo 2010 )
 
Istituto Italiano di Cultura a Dublino: Ancora Una Giovane Collaboratrice PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Amico   
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E' Laura Scarano, giovane e brillante venticinquenne pugliese, la nuova tirocinante dell'Istituto Italiano di Cultura a Dublino. Arrivata in Irlanda nei primi giorni di Gennaio, è stata tra le fortunate ad aver vinto una delle prestigiose borse di studio promosse dal Ministero Degli Affari Esteri e dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane.

Laura, laureata in comunicazione a Bologna, non è alla sua prima esperienza all'estero: è arrivata a Dublino dopo aver vissuto per quasi un anno a Barcellona, prima grazie all'Erasmus, in seguito grazie all'Erasmus Placement.

Visto che Irlandiani promuove la mobilità internazionale dei giovani, partecipando come organizzazione ospitante che collabora con diverse Università italiane e ospita diversi stagisti ogni anno, abbiamo deciso di intervistarla. La incontriamo in uno dei rari pomeriggi assolati nel centro di Dublino.

Laura, cosa ti ha spinto a venire in Irlanda?

Avevo appena finito l'Università a Bologna e volevo fare ancora un'altra esperienza internazionale. Così ho partecipato al bando del MAE e la prima settimana di Gennaio, con pochissimi giorni di preavviso rispetto alla data prevista per l'inizio del tirocinio, l'Università mi ha chiamato per comunicarmi la bella notizia: avevo vinto la borsa. Così ho preparato tutto molto in fretta, sono arrivata a Dublino e il 25 Gennaio ho iniziato il mio tirocinio.

L'Istituto Italiano di Cultura è un ente molto prestigioso. Come ti trovi?

Mi trovo davvero benissimo: è un esperienza meravigliosa. Ho due colleghi fantastici che lavorano in Istituto da diversi anni. Sono un italiano e un irlandese. Il cura le pubbliche relazioni dell'Istituto mentre il secondo si occupa della parte burocratica e amministrativa. Mentre proprio in questi giorni è previsto l'arrivo da Ankara del nuovo direttore dell'Istituto.

Anche il luogo di lavoro è molto bello, o sbaglio?


Si, davvero molto. L'Istituto ha sede in un bellissimo edificio georgiano in Fitzwilliam Square. Un grande palazzo comprato dal governo italiano negli anni 70'. Considera che dentro ci sono diverse dependance, di cui una credo sia adibita a residenza del direttore dell'Istituto, e c'è perfino una cucina e una sala da pranzo dove facciamo il lunch con i colleghi.

Tu di cosa ti occupi esattamente in Istituto?

Io curo la parte organizzativa. Aggiorno il sito internet dell'Istituto, mi occupo dell'organizzazione e del corretto svolgimento dei corsi di lingua, preparo le brochure per gli eventi e faccio public relations. Anche se in questo periodo il lavoro non è stato molto perché, come ti accennavo, sta cambiando il direttore e a giorni dovrebbe arrivare quello nuovo.

L'esperienza lavorativa più bella fino ad oggi qual è stata in Istituto?

E' stata senza dubbio la partecipazione al Jameson Dublin International Film Festival, dove eravamo accreditati ufficialmente.

E puoi darci qualche informazione sugli eventi in programma?

In programma abbiamo una mostra dedicata al celebre architetto Andrea Palladio, un architetto e scenografo italiano che con le sue opere ha influenzato diversi importanti architetti irlandesi che si sono ispirati a lui per progettare alcuni tra i più celebri edifici di Dublino.
E poi il Trinity College sta organizzando un incontro con lo scrittore Alessandro Baricco. Credo che abbiano intenzione di coinvolgerci nell'organizzazione di questo evento e io sono davvero molto contenta, perché di Baricco ho letto quasi tutto!

 
 
Ultimo aggiornamento ( venerd́ 26 marzo 2010 )
 
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