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Italy Spicy promuove prodotti calabresi all'Ideal Home Show 2008 di Dublino |
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Scritto da Redazione
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 Dublino: Domenico Soleti e Mauro Racinelli di Italy Spicy Italiani che investono in Irlanda. Domenico Soleti e Mauro Racinelli, attraverso il marchio Italy Spicy, promuovono prodotti calabresi all'Ideal Home Show 2008 di Dublino sezione Viva l'Italia. Una postazione completa di macchina per il caffe' rigorosamente italiana. Una fiera che l'anno scorso ha registrato 42mila presenze. La manifestazione dublinese aperta dal 23 al 27 ottobre presso i capannoni dell'RDS di Simmonscort a Dublino. «Sono molto contento di aver partecipato a questa fiera per promuovere i prodotti calabresi. Gli irlandesi vanno matti per l'aglio calabrese. Per non parlare del caffe e cappuccino» spiega Domenico Soleti fondatore di Italy Spicy. Un marchio voluto per promuovere il mangiare sano italiano. «Abbiamo venduto molte salse piccanti ai palati irlandesi» continua Mauro Racinelli abruzzese di origine e irlandese di adozione. L'Ideal Home Show 2008 di Dublino e' stata occasione per stringere rapporti tra italiani in Irlanda: Italy Spicy vendera' i propri prodotti nel ristorante italiano Botticelli di Malahide. Un'iniziativa che fara' leccare i baffi agli irlandesi della zona nord est di Dublino. "Viva l'Italia" continua lunedi 27 ottobre con le musiche di Samuele & Chiara fino alle 18.00. Previste migliaia di persone che arriveranno anche da fuori citta'. Il centro di Dublino sara' interamente occupato dalla maratona. L'anno scorso gli atleti erano 15mila. «Lunedi avremo sicuramente un aumento di persone a causa della festivita'. Saranno tutti in giro» conclude Sean Lemass Managing Director di Ideal Home Show 2008. |
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Ultimo aggiornamento ( domenica 26 ottobre 2008 )
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I miei tre mesi a Dublino |
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Scritto da Luca Fusco
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 Luca Fusco, in alto, con i suoi amici italiani Incredibile, fantastica, unica. Chi mi conosce lo sa. Per me l’esperienza è Dublino è stata qualcosa di irripetibile che non riuscirò a mai dimenticare. Tre mesi che porterò nel cuore insieme a tutte quelle persone che ho incontrato durante questa mia avventura in terra straniera. Ricordo ancora i timori, le paure, le ansie che hanno caratterizzato la mia pre-partenza verso la capitale dell’isola verde. Gli amici, la famiglia sono legami fortissimi che, fino a quando non vivi un’esperienza come questa, pensi che siano imprescindibili per la tua vita. Ma poi, quando sbarchi a Dublino, senti subito che puoi essere felice. Nonostante i chilometri che ti separano da casa. E anche se il tempo non è sempre clemente e l’autobus impiega un’ora per fare un paio di chilometri. La città ti abbraccia, ti coinvolge subito nel suo ritmo frenetico ma non isterico. Gli irlandesi, poi, sono un popolo “really, really friendly”, un po’ come noi qualche generazione fa. Ti fa sentire subito uno di loro. Ho avuto modo di conoscerne tanti, con uno ci ho addirittura convissuto. Eppure, nonostante la lingua fosse un duro ostacolo per stabilire delle relazioni forti, ho sempre trovato da parte loro una mano tesa, un sorriso, una parola di conforto anche nei momenti più difficili. Un po’ li invidio. A loro basta un pub, una guinness e qualche amico. Si accontentano di poco, ma per loro basta ad essere felici. Come lo sono stato io. Ma se di questa esperienza avrò sempre un ricordo positivo è merito anche degli italiani. Dublino ne è piena, giri l’angolo e invece di essere a Grafton Street ti sembra di passare nel centro di Roma o Milano. Un elemento che, senza dubbio, ti aiuta ad ambientarti più velocemente. Senza contare che i nostri connazionali che si trovano in Irlanda si inseriscono velocemente e, al pari dei cugini irlandesi, sono generosi ed amichevoli. Insomma, un pezzo del mio cuore è rimasto lì e sicuramente ci tornerò, se non per viverci, per passare altri momenti indimenticabili con i miei amici “irlandiani”. |
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Ultimo aggiornamento ( lunedì 08 dicembre 2008 )
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Lorena Fanunza: la mia esperienza a Dublino con Irlandiani |
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Scritto da Lorena Fanunza
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 Nella foto Lorena Fanunza Se dovessi pensare ad un aggettivo per descrivere l'Irlanda, il primo che mi verrebbe in mente è sicuramente "sorprendente". Quando quel 5 di giugno sono scesa dalla scaletta dell'aereo nello scalo di Dublino non avrei mai potuto immaginare tutto quello che mi sarebbe capitato. Sono partita da Roma con una valigia sovraccarica di vestiti, con l'intenzione di migliorare l'inglese e di fare un'esperienza giornalistica presso la redazione di Irlandiani. Ad accogliere le mie aspettative un popolo davvero amichevole ed aperto, tanto da mettere in discussione il luogo comune che afferma che i cittadini nordici sono molto freddi. Le persone di Dublino che ho avuto l'occasione di conoscere mi hanno sempre trattato in maniera gradevole, offrendomi aiuto se non sapevo orientarmi o se non riuscivo a comprendere il loro accento. Ho avuto modo di rendermi conto di quanto la burocrazia irlandese sia ipersemplificata: non bisogna correre da un ufficio all'altro per ottenere il PPS number o per aprirsi un conto in banca. Dublino poi, è a misura d'uomo, e anche se i trasporti pubblici non costituiscono il punto forte della città, anche il più pigro dei visitatori viene invitato a passeggiare. Durante questi 3 mesi sono riuscita ad apprezzare l'aspetto multiculturale del luogo in cui vivevo, ho conosciuto persone provenienti davvero da tutte le parti del mondo, con esperienze e motivazioni diverse che li hanno spinti a convergere nella capitale d'Irlanda. Adesso ho amici irlandesi, spagnoli, polacchi, coreani e, ovviamente, italiani. La nostra comunità, infatti, è una delle più estese a Dublino e, grazie al mio lavoro con Irlandiani ho avuto modo di conoscerla più da vicino. Alcuni italiani erano ragazzi della mia età ed erano lì per studiare inglese, altri sono partiti con questa intenzione ma sono rimasti lì perché hanno trovato un lavoro che in Italia stentavano ad ottenere. Altri ancora sono ingegneri, bar manager, ristoratori, imprenditori che hanno trovato fortuna e che a ritornare non ci pensano proprio. Insieme a Luca Fusco ho organizzato diversi eventi per la comunità italiana a Dublino e ho constatato quanto forte sia la necessità per i nostri conterranei di ritrovarsi, di scambiarsi suggerimenti ed esperienze che aiutino a vivere meglio nella realtà irlandese. Ora sono di nuovo in Italia, con un'esperienza in più sul mio curriculum da neolaureata, con un inglese migliorato e con tantissimi amici ed esperienze vissute. L'Irlanda mi resterà sempre nel cuore e sono certa che il mio non è stato un addio, ma un semplice arrivederci. |
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 05 dicembre 2008 )
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Chiara Ennas, studiare giornalismo in Irlanda |
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Scritto da Lorena Fanunza
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 Nella foto Chiara Ennas Siamo alla reception della 135° edizione del Faìlte Ireland Dublin Horse Show, una delle manifestazioni più prestigiose a Dublino per quanto riguarda i cavalli. Ad accogliere giornalisti e collaboratori dei media c’è un sorriso tutto italiano, quello della giovane Chiara Ennas, qui in Irlanda per un master in giornalismo al Griffith College.Chiara come sei finita qui alla Royal Dublin Society? Sto facendo una working experience da maggio. Ho inviato il curriculum vitae ed ora mi ritrovo ad occuparmi di promotion e del reparto marketing. Sono un po’ “un tuttofare” e sono molto soddisfatta perché questo ambiente di lavoro è molto carino, oltre che prestigioso. Come funzionano gli stage qui in Irlanda? Generalmente non devono avere uno “sponsor”, quali possono essere, ad esempio, l’università o la regione. Poi di solito gli stage sono comunque retribuiti, anche se di poco. Insomma è un po’ diverso dall’Italia. E’ stato difficile il primo impatto con l’inglese? Conoscevo la lingua abbastanza bene già prima di partire. Anche la letteratura inglese mi è sempre piaciuta e questa mia passione mi ha aiutato ad abituarmi alla pronuncia di Dublino più facilmente. Diciamo che le difficoltà che ho avuto all’inizio sono state legate più alla ricerca di una stanza in cui vivere piuttosto che alla lingua. Cosa ti manca di più dell’Italia e cosa ti piacerebbe portare da Genova, la tua città natale, a Dublino? Sicuramente la cultura dell’aperitivo. In Italia se non bevi birra hai un’alternativa, qui non è così. Invece cosa porteresti dall’Irlanda all’Italia? Sicuramente il sistema lavorativo. Certo qui non è l’eldorado anche perché il costo della vita a Dublino è molto alto…ma a livello lavorativo ci sono molte più opportunità rispetto all’Italia. E poi un’altra cosa che mi piace è che quando vado a fare shopping posso trovare vestiti di tutti i colori! E’ fantastico! Cosa consiglieresti a chi decidesse di studiare all’estero, come hai fatto tu? Io direi che è molto positivo studiare all’estero, poi sta alla singola persona far fruttare al massimo questa esperienza. Se ti dai da fare qui hai molte opportunità. Ci sono difficoltà relative al costo della vita, anche se i salari sono più alti e questo ti permette comunque di togliere un po’ di sfizi. L’unica cosa… non devi essere meteropatico! Qui piove tanto! Quali sono i tuoi progetti futuri? La mia idea è quella di rimanere qui per un paio di anni e poi tornare in Italia. Mi piace molto studiare qui, sto avendo molte esperienze interessanti a livello professionale e sto perfezionando il mio inglese, però mi mancano il sole e il cibo. Nel frattempo sto imparando a cucinare anche alcuni piatti irlandesi… così porterò anche a Genova un po’ d’Irlanda! |
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Ultimo aggiornamento ( lunedì 29 settembre 2008 )
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