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Storie di Persone in Irlanda
Barbara Corsico: miglior fotografa in Irlanda realizza un backstage per gli U2 PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesco Dominoni   
Dublino: Bono degli U2 fotografato da Barbara Corsico
Dublino: Bono degli U2 fotografato da Barbara Corsico
Italiani che investono in Irlanda. Anche se la Tigre Celtica e' finita. Per molti italiani e' il tempo di rimboccarsi le maniche. Barbara Corsico e' l'esempio vivente di un'italiana appassionata del proprio lavoro: la fotografia. Non si accontenta mai. Vuole sempre migliorare. Per lei non esistono orari. Lavoro e lavoro. Tantissime strette di mano e sorrisi per tutti. Appuntamenti. Servizi fotografici per aziende, riviste, giornali e star dello show business. Chi fa questo mestiere deve essere PR di se' stesso. L'immagine e la credibilita' e' tutto per una persona che desidera crescere professionalmente. Conoscere persone di tutti gli strati. Lezione numero uno: trattare tutti con rispetto e correttezza. Barbara Corsico e' tra questi. Italiana di nascita ma irlandese di adozione. Fotografa gli U2 e vince il titolo UK Architectural & Industrial Photographer of the Year 2008/09. Barbara Corsico dopo la laurea conseguita al Politecnico di Torino si trasferisce in Irlanda nel 2005. «Mi laureo in architettura e durante la mia carriera universitaria frequento un'accademia per imparare a fotografare . Lavoro come assistente per l'acclamatissimo artista fotografo Franco Fontana. Inizio a lavorare presso uno studio di architettura sempre con la passione della fotografia nel cuore. Vengo selezionata per partecipare al progetto Leonardo e inizio a svolgere il mio stage dal award winning photographer Gerry O'Leary, ha vinto un premio 2 anni fa come uno dei migliori 5 fotografi d'europa» spiega Barbara Corsico. Entusiasmo a mille. Come fosse la primissima volta che racconta la sua carriera. Intanto e' fotografa ufficiale dell'Ideal Home Show 2008 di Dublino. Una fiera che l'anno scorso ha registrato 42mila presenze. La manifestazione dublinese aperta dal 23 al 27 ottobre presso i capannoni dell'RDS di Simmonscort a Dublino. E poi come sei andata avanti nella carriera di fotografa in Irlanda? «Lavoro per 3 anni da Gerry O'Leary ed ora sono in proprio da 2».
Dublino: la fotografa italiana Barbara Corsico
Dublino: la fotografa italiana Barbara Corsico
La tua specialita'? «Ho fotografato diversi star chef come Gordon Ramsay, alcuni show backstage, tra cui Riverdance. Gli U2 per un servizo backstage sul concerto degli u2 a boston e concerto di Dublino. Fotografo soprattutto architettura ed interni ma lavoro anche per testate giornalistiche, editorial portrait, soprattutto l'Irish Independent». Soddisfazioni? «Vinco diversi premi tra cui il premio per il miglior fotografo d'Irlanda e recentemente quello di miglior fotografo in architettura nel regno unito. Barbara Corsico sara' presente al Party organizzato da Irlandiani.com in collaborazione con il COMITES del 26 novembre prossimo alle ore 18.00 presso l'Howl at the Moon Lower Mount Street a Dublino 2. All'evento ci sara'anche il sindaco di Dublino.


I trofei di Barbara Corsico:

UK Architectural & Industrial Photographer of the Year 2008/09
UK Blue Ribbon Award 2006/07
UK Best Licentiate Member Master Photographer Association 2006/07  
Best Female Professional Photographer of the Year 2005/06
Irish Pictorial Photographer of the Year 2005/06
Irish Professional Photographer of the Year 2005/06
Ultimo aggiornamento ( giovedì 13 novembre 2008 )
 
Italy Spicy promuove prodotti calabresi all'Ideal Home Show 2008 di Dublino PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Dublino: Domenico Soleti e Mauro Racinelli di Italy Spicy
Dublino: Domenico Soleti e Mauro Racinelli di Italy Spicy
Italiani che investono in Irlanda. Domenico Soleti e Mauro Racinelli, attraverso il marchio Italy Spicy, promuovono prodotti calabresi all'Ideal Home Show 2008 di Dublino sezione Viva l'Italia. Una postazione completa di macchina per il caffe' rigorosamente italiana. Una fiera che l'anno scorso ha registrato 42mila presenze. La manifestazione dublinese aperta dal 23 al 27 ottobre presso i capannoni dell'RDS di Simmonscort a Dublino.  «Sono molto contento di aver partecipato a questa fiera per promuovere i prodotti calabresi. Gli irlandesi vanno matti per l'aglio calabrese. Per non parlare del caffe e cappuccino» spiega Domenico Soleti fondatore di Italy Spicy. Un marchio voluto per promuovere il mangiare sano italiano. «Abbiamo venduto molte salse piccanti ai palati irlandesi» continua Mauro Racinelli abruzzese di origine e irlandese di adozione. L'Ideal Home Show 2008 di Dublino e' stata occasione per stringere rapporti tra italiani in Irlanda: Italy Spicy vendera' i propri prodotti nel ristorante italiano Botticelli di Malahide. Un'iniziativa che fara' leccare i baffi agli irlandesi della zona nord est di Dublino. "Viva l'Italia" continua lunedi 27 ottobre con le musiche di Samuele & Chiara fino alle 18.00. Previste migliaia di persone che arriveranno anche da fuori citta'. Il centro di Dublino sara' interamente occupato dalla maratona. L'anno scorso gli atleti erano 15mila. «Lunedi avremo sicuramente un aumento di persone a causa della festivita'. Saranno tutti in giro» conclude Sean Lemass Managing Director di Ideal Home Show 2008.
Ultimo aggiornamento ( domenica 26 ottobre 2008 )
 
I miei tre mesi a Dublino PDF Stampa E-mail
Scritto da Luca Fusco   
Luca Fusco, in alto, con i suoi amici italiani
Luca Fusco, in alto, con i suoi amici italiani
Incredibile, fantastica, unica. Chi mi conosce lo sa. Per me l’esperienza è Dublino è stata qualcosa di irripetibile che non riuscirò a mai dimenticare. Tre mesi che porterò nel cuore insieme a tutte quelle persone che ho incontrato durante questa mia avventura in terra straniera. Ricordo ancora i timori, le paure, le ansie che hanno caratterizzato la mia pre-partenza verso la capitale dell’isola verde. Gli amici, la famiglia sono legami fortissimi che, fino a quando non vivi un’esperienza come questa, pensi che siano imprescindibili per la tua vita. Ma poi, quando sbarchi a Dublino, senti subito che puoi essere felice. Nonostante i chilometri che ti separano da casa. E anche se il tempo non è sempre clemente e l’autobus impiega un’ora per fare un paio di chilometri. La città ti abbraccia, ti coinvolge subito nel suo ritmo frenetico ma non isterico. Gli irlandesi, poi, sono un popolo “really, really friendly”, un po’ come noi qualche generazione fa.  Ti fa sentire subito uno di loro. Ho avuto modo di conoscerne tanti, con uno ci ho addirittura convissuto. Eppure, nonostante la lingua fosse un duro ostacolo per stabilire delle relazioni forti, ho sempre trovato da parte loro una mano tesa, un sorriso, una parola di conforto anche nei momenti più difficili. Un po’ li invidio. A loro basta un pub, una guinness e qualche amico. Si accontentano di poco, ma per loro basta ad essere felici. Come lo sono stato io. Ma se di questa esperienza avrò sempre un ricordo positivo è merito anche degli italiani. Dublino ne è piena, giri l’angolo e invece di essere a Grafton Street ti sembra di passare nel centro di Roma o Milano. Un elemento che, senza dubbio, ti aiuta ad ambientarti più velocemente. Senza contare che i nostri connazionali che si trovano in Irlanda si inseriscono velocemente e, al pari dei cugini irlandesi, sono generosi ed amichevoli. Insomma, un pezzo del mio cuore è rimasto lì e sicuramente ci tornerò, se non per viverci, per passare altri momenti indimenticabili con i miei amici “irlandiani”.
Ultimo aggiornamento ( lunedì 08 dicembre 2008 )
 
Lorena Fanunza: la mia esperienza a Dublino con Irlandiani PDF Stampa E-mail
Scritto da Lorena Fanunza   
Nella foto Lorena Fanunza
Nella foto Lorena Fanunza
Se dovessi pensare ad un aggettivo per descrivere l'Irlanda, il primo che mi verrebbe in mente è sicuramente "sorprendente". Quando quel 5 di giugno sono scesa dalla scaletta dell'aereo nello scalo di Dublino non avrei mai potuto immaginare tutto quello che mi sarebbe capitato. Sono partita da Roma con una valigia sovraccarica di vestiti, con l'intenzione di migliorare l'inglese e di fare un'esperienza giornalistica presso la redazione di Irlandiani.
Ad accogliere le mie aspettative un popolo davvero amichevole ed aperto, tanto da mettere in discussione il luogo comune che afferma che i cittadini nordici sono molto freddi. Le persone di Dublino che ho avuto l'occasione di conoscere mi hanno sempre trattato in maniera gradevole, offrendomi aiuto se non sapevo orientarmi o se non riuscivo a comprendere il loro accento. Ho avuto modo di rendermi conto di quanto la burocrazia irlandese sia ipersemplificata: non bisogna correre da un ufficio all'altro per ottenere il PPS number o per aprirsi un conto in banca. Dublino poi, è a misura d'uomo, e anche se i trasporti pubblici non costituiscono il punto forte della città, anche il più pigro dei visitatori viene invitato a passeggiare.
Durante questi 3 mesi sono riuscita ad apprezzare l'aspetto multiculturale del luogo in cui vivevo, ho conosciuto persone provenienti davvero da tutte le parti del mondo, con esperienze e motivazioni diverse che li hanno spinti a convergere nella capitale d'Irlanda. Adesso ho amici irlandesi, spagnoli, polacchi, coreani e, ovviamente, italiani. La nostra comunità, infatti, è una delle più estese a Dublino e, grazie al mio lavoro con Irlandiani ho avuto modo di conoscerla più da vicino. Alcuni italiani erano ragazzi della mia età ed erano lì per studiare inglese, altri sono partiti con questa intenzione ma sono rimasti lì perché hanno trovato un lavoro che in Italia stentavano ad ottenere. Altri ancora sono ingegneri, bar manager, ristoratori, imprenditori che hanno trovato fortuna e che a ritornare non ci pensano proprio.
Insieme a Luca Fusco ho organizzato diversi eventi per la comunità italiana a Dublino e ho constatato quanto forte sia la necessità per i nostri conterranei di ritrovarsi, di scambiarsi suggerimenti ed esperienze che aiutino a vivere meglio nella realtà irlandese.
Ora sono di nuovo in Italia, con un'esperienza in più sul mio curriculum da neolaureata, con un inglese migliorato e con tantissimi amici ed esperienze vissute. L'Irlanda mi resterà sempre nel cuore e sono certa che il mio non è stato un addio, ma un semplice arrivederci.
Ultimo aggiornamento ( venerdì 05 dicembre 2008 )
 
Chiara Ennas, studiare giornalismo in Irlanda PDF Stampa E-mail
Scritto da Lorena Fanunza   

Nella foto Chiara Ennas
Nella foto Chiara Ennas
Siamo alla reception della 135° edizione del Faìlte Ireland Dublin Horse Show, una delle manifestazioni più prestigiose a Dublino  per quanto riguarda i cavalli. Ad accogliere giornalisti e collaboratori dei media c’è un sorriso tutto italiano, quello della giovane Chiara Ennas, qui in Irlanda per un master in giornalismo al Griffith College.

Chiara come sei finita qui alla Royal Dublin Society?
Sto facendo una working experience da maggio. Ho inviato il curriculum vitae ed ora mi ritrovo ad occuparmi di promotion e del reparto marketing. Sono un po’ “un tuttofare” e sono molto soddisfatta perché questo ambiente di lavoro è molto carino, oltre che prestigioso.

Come funzionano gli stage qui in Irlanda?
Generalmente non devono avere uno “sponsor”, quali possono essere, ad esempio, l’università o la regione. Poi di solito gli stage sono comunque retribuiti, anche se di poco. Insomma è un po’ diverso dall’Italia.

E’ stato difficile il primo impatto con l’inglese?
Conoscevo la lingua abbastanza bene già prima di partire. Anche la letteratura inglese mi è sempre piaciuta e questa mia passione mi ha aiutato ad abituarmi alla pronuncia di Dublino più facilmente. Diciamo che le difficoltà che ho avuto all’inizio sono state legate più alla ricerca di una stanza in cui vivere piuttosto che alla lingua.

Cosa ti manca di più dell’Italia e cosa ti piacerebbe portare da Genova, la tua città natale, a Dublino?
Sicuramente la cultura dell’aperitivo. In Italia se non bevi birra hai un’alternativa, qui non è così.

Invece cosa porteresti dall’Irlanda all’Italia?
Sicuramente il sistema lavorativo. Certo qui non è l’eldorado anche perché il costo della vita a Dublino è molto alto…ma a livello lavorativo ci sono molte più opportunità rispetto all’Italia. E poi un’altra cosa che mi piace è che  quando vado a fare shopping posso trovare vestiti di tutti i colori! E’ fantastico!

Cosa consiglieresti a chi decidesse di studiare all’estero, come hai fatto tu?
Io direi che è molto positivo studiare all’estero, poi sta alla singola persona far fruttare al massimo questa esperienza. Se ti dai da fare qui hai molte opportunità. Ci sono difficoltà relative al costo della vita, anche se i salari sono più alti e questo ti permette comunque di togliere un po’ di sfizi. L’unica cosa… non devi essere meteropatico! Qui piove tanto!

Quali sono i tuoi progetti futuri?
La mia idea è quella di rimanere qui per un paio di anni e poi tornare in Italia. Mi piace molto studiare qui, sto avendo molte esperienze interessanti a livello professionale e sto perfezionando il mio inglese, però mi mancano il sole e il cibo. Nel frattempo sto imparando a cucinare anche alcuni piatti irlandesi… così porterò anche a Genova un po’ d’Irlanda!

 

 

Ultimo aggiornamento ( lunedì 29 settembre 2008 )
 
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