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Partire è un pò morire...? PDF Stampa E-mail
Scritto da Federica Boscardin   

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Federica, la nuova giornalista di Irlandiani.com
Mai proverbio fu meno azzeccato, o almeno nel mio caso. Per me, infatti, ogni viaggio è pieno di caratteristiche positive: è una nuova avventura, fatta di esperienze (positive o negative che siano), emozioni ed incontri che ci lasciano dentro un “qualcosa” di profondo ed indelebile. Proprio per questo un viaggio è una grandissima opportunità per arricchire sia il proprio bagaglio culturale sia la propria personalità, a condizione di sapersi mettere in gioco e avere un po’ di voglia di rischiare.
Il percorso di studi che ho scelto mi ha fortunatamente permesso di sperimentare tutto questo. Avendo frequentato un liceo linguistico, ho avuto la possibilità di visitare diversi paesi europei, e di conoscerne alcuni aspetti culturali. Grazie alle classiche gite scolastiche ho visitato la città di Exeter (UK) e alcune parti della Cornovaglia. Durante questi viaggi ho capito come un territorio che di solito viene etichettato come “freddo” (se non altro per il clima) sia in realtà molto accogliente, soprattutto nei confronti delle persone straniere. Ho ritrovato questa caratteristica anche durante il viaggio a Berlino, città oggi multiculturale, anche se dal passato molto travagliato. Ciò che mi ha colpito della capitale tedesca è la possibilità che è data a ciascuno di trovare la propria dimensione, il proprio “stile”, nonostante spesso la Germania sia associata al  concetto di rigidità e ordine.
Al momento di scegliere l’università ho deciso di continuare questo cammino: ecco perché ho scelto di frequentare la facoltà di Lingue e Comunicazione per il Territorio, l’Impresa e il Turismo presso l’Università della Valle d’Aosta. Il piano di studi è concepito in maniera molto particolare, siccome prevede un anno di studio obbligatorio a Chambéry, in Francia. Sarei ipocrita se dicessi che prima di partire non avevo nessun tipo di preoccupazione, ma una volta oltrepassato il confine ho conosciuto una realtà per molti aspetti simile a quella cui ero abituata, ma con delle caratteristiche proprie. Queste piccole differenze mi hanno permesso di vivere un’esperienza unica, durante la quale ho avuto la possibilità di capire molti aspetti della cultura francese, conservando tuttavia la mia italianità. Sono entrata in contatto con persone provenienti un po’ da tutto il mondo, e devo dire che proprio il fatto di essere italiana mi ha facilitato molto le cose, essendo di natura (ma forse anche un po’ di carattere) più predisposta alla comunicazione.
Ovviamente, l’Università è stata molto importante, se non fondamentale, perché proprio grazie a questo piano di studi concepito “a livello europeo” ho avuto la possibilità di fare molte esperienze particolari ed assolutamente non scontate. Ma il ruolo dell’Università sarà ancora più importante quest’anno, perché grazie ad essa ho conosciuto Irlandiani.com. Ora sono in procinto di “lanciarmi” in un’avventura molto speciale, e spero di poter, ancora una volta, approfittare di quello che mi viene proposto, e di farne tesoro per la vita.





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Ultimo aggiornamento ( martedì 02 febbraio 2010 )
 
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